Il rilancio del Super Stato Europeo/Terza parte – L’impronta storica anti democratica della Europa Atlantica targata CIA

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CIA-UE, solo una tappa della strategia secolare americana per l’egemonia mondiale

Se vuoi leggere la prima parte clicca qui, per la seconda qui.

Più scavo alla ricerca della vera storia della seconda metà del XX secolo – i cui sviluppi sono in pieno svolgimento nella nostra vita collettiva, familiare ed individuale – più trovo reperti sepolti sotto una montagna di omissioni, menzogne, capovolgimenti di fatti (che parte dai libri di scuola e si propaga in tutta la macchina propagandistica politico-mediatica). E più m’incazzo. E’ ovvio che scoprire e capire mi dà anche soddisfazione, talvolta mi appassiona, ma sta diventando prevalente in me il senso di rabbia, con un misto di nausea.
Una parte consistente di questa mia reazione è dovuta al fatto che quello che scopro non è affatto di difficile comprensione, ma lo diventa in quanto stratificazione semi secolare di avvenimenti tenuti nascosti, o travisati e raccontati con abile manipolazione e retorica.
E’ la storia del secolo scorso, che vede avvenire il cruciale cambio della guardia nell’egemonia mondiale dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, con il Vecchio Continente che diventa una sorta di protettorato militare e politico americano (con la Germania futura capo bastone). Nel XX secolo nasce inoltre Israele come attore geopolitico, nasce e declina l’Unione Sovietica a cui fa seguito la Russia oligarchica, in concomitanza temporale con il decollo del capitalismo di stato della Cina, che assurge al ruolo di nuovo rivale geopolitico dell’America. Il XX è stato un secolo nel quale la storia ha decisamente accelerato. 

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Gli obiettivi strategici dello scontro geo politico in Medio Oriente/Seconda parte

In questa seconda parte (qui la prima) vedremo in sequenza: il valore geo strategico del Medio Oriente, i due principali fronti avversari, gli obiettivi strategici dei contendenti, i mezzi utilizzati nello scontro in atto.

Il valore geo politico del Medio Oriente.

Quello più appariscente è il controllo delle risorse energetiche del Medio Oriente – senza dimenticare anche quelle, cospicue, dell’area del Mar Caspio, area di influenza e di accordi economici della Russia -, incluse le reti di oleodotti/gasdotti per l’esportazione, ma dietro le quinte c’è anche la difesa/espansione di Israele nell’area. Se credete che il motivo della guerra in Siria sia quello di liberare il suo popolo da un sanguinario dittatore, o che sia una guerra di religione tra sunniti e sciiti, avete a mio avviso abboccato all’amo della propaganda occidentale.
Non voglio dilungarmi troppo e rimando i volonterosi a questo post che in modo per me convincente qualifica così la guerra in Siria: “per un pugno di gasdotti”. Nella cartina sopra riportata faccio notare il progetto di gasdotto Qatar-Turkey Pipeline che parte dal Qatar e attraverso Arabia, Giordania, Siria e Turchia raggiunge l’Europa. Bene, il dittatore Assad non ha aderito a questo progetto (importantissimo per il Qatar – terzo paese al mondo per riserve di gas – ed anche per la Turchia) e qualche malizioso, io sono tra quelli, ha l’ardire di pensare che la guerra in Siria abbia una relazione con il suo diniego, che sia la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. E’ ovvio che anche l’alleata (di Assad) Russia non vede di buon occhio l’arrivo in Europa del concorrente gas del Golfo. 

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Gli obiettivi strategici della guerra senza limiti in Medio Oriente/Parte prima

Questa mini-serie di post nasce come mio commento a quello di Federico Dezzani che ho recentemente replicato su questo blog.

Sulla scia del commento mi è venuto infatti poi spontaneo allargare la visuale e sviluppare altre riflessioni sul tema della lotta geopolitica, applicandole agli avvenimenti in corso nel calderone mediorentale.

Confermo la mia condivisione delle argomentazioni di Dezzani, sia relativamente alla lista degli “attrezzi” oggi utilizzati nella competizione geopolitica, sia al modo in cui l’America li sta impiegando (praticamente tutti, tranne la guerra diretta in senso stretto) nei confronti di Russia e Cina.
Condivido anche la conclusione a cui giunge quando sostiene che i risultati sinora ottenuti sono modesti e non hanno alterato l’equilibrio della fine del secolo scorso.
Sorge allora spontanea la domanda: passeranno gli USA dai metodi soft a quelli militari, inteso come scontro diretto? Non credo proprio, anche perché così facendo spingerebbe Russia e Cina a fare fronte comune. Sono del parere quindi che l’eventualità di un conflitto armato su larga scala sia molto contenuto. A meno che ……. (rimando il lettore alla parte finale di questo post).

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Le armi della guerra geopolitica, una visione d’insieme non ortodossa.

Premessa del Prof – In ossequio al motto “inutile riscoprire l’ombrello”, quando incontro articoli di cui condivido l’impostazione e, se non tutte, molte delle argomentazioni esposte, li pubblico integralmente. E’ il caso di questo post e di quello precedente, entrambi trattano di geopolitica. Due autori di età ed esperienza diversa Maurizio Blondet e Federico Dezzani (questo post), che hanno una visione globale (nella quale inseriscono poi gli avvenimenti italiani) e che seguono fonti di informazione spesso inusuali e prevalentemente straniere. Nel mio piccolo sto seguendo la stessa strada e, guarda caso, condivido la visione geopolitica qui egregiamente tratteggiata ed argomentata da Dezzani. Che non è propriamente quella propinata quotidianamente a dosi massicce dagli organi e istituzioni mainstream, espressioni del sistema di potere (mainstream=flusso principale). In questo testo vedo alcune importanti lacune (un post non è mai perfetto), che rimando ad un mio prossimo articolo-commento. Buona lettura, ….. non ortodossa.

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Siria, continua il doppio gioco americano e dei suoi alleati, la guerra cova sotto la cenere.

Maurizio Blondet: Niente pace ai siriani, Washington vuole la rivincita.

ANSA_20160221162013_17718614La grande offensiva di Russia e Siria per la riconquista di Aleppo è sospesa. Mosca sa che i jihadisti sono stati riforniti di armamento  tale da infliggere alle sue forze aeree perdite insostenibili. Il Wall Street Journal ha reso noto i tipi di armi ad alta tecnologia che la Cia sta fornendo alle milizie islamiche, in grado di abbattere aerei e di distruggere completamente  l’artiglieria del governo siriano. Già  ai primi d’aprile Al Nusra ha abbattuto un caccia siriano, un vecchio Su-22,con un missile  a spalla MANPAD;  missili che lo stesso ministro della guerra saudita Al-Jubeir s’è vantato di aver consegnato ai terroristi a febbraio.

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Anno 1999, data di nascita della “moderna” finanza deregolamentata

Il Big Bang della globalizzazione finanziaria

Eccola qui l’immagine storica del 12 novembre 1999. Clinton ha appena firmato la legge Gramm-Leach-Bliley Act che manda in soffitta il Glass-Stegall Act del 1933, con il quale l’allora presidente americano Roosevelt aveva imposto la separazione tra banca commerciale di deposito e banca d’affari e d’investimento.
E’ la conclusione di un percorso iniziato da diversi anni – che ha anche visto le lobby finanziarie sostenere la campagna elettorale di Clinton. Si aprono così grandi praterie al mondo bancario che fa della speculazione il proprio business e, dopo 9 anni, ecco il primo frutto con la crisi dei mutui spazzatura del 2008.

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Sta succedendo qualcosa di molto strano/2-Economia e Finanza

Dove ci porterà la Fase 3?

Ovvero: è possibile riequilibrare la distribuzione del reddito, dei patrimoni e “risanare” la finanza? Ed avere così una società più stabile ed equa?

SINTESI PER I LETTORI FRETTOLOSI. QUESTO POST E’ UNA RAPIDA DISAMINA DELLE PRINCIPALI SOLUZIONI “TECNICHE” PER RIFORMARE IL SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO E RISPONDERE QUINDI AFFERMATIVAMENTE ALLE DOMANDE ENUNCIATE.
DATO PERO’ CHE CHI DETIENE IL POTERE NON INTENDE RINUNCIARE ALLE CONQUISTE DEGLI ULTIMI 60 ANNI, LE PROBABILITA’ CHE TALI SOLUZIONI VENGANO POSTE IN ATTO SONO MINIME.
QUESTA E’ LA SOSTANZA DI QUESTO POST, CHE E’ QUINDI UTILE PER CHI E’ INTERESSATO A CONOSCERE LE POTENZIALI SOLUZIONI “TECNICHE”.
MA ALLORA PERCHE’ QUESTA MINI SERIE DI POST SULL’ECONOMIA E LA FINANZA MONDIALE SI INTITOLA: STA SUCCEDENDO QUALCOSA DI MOLTO STRANO?
MI CIMENTERO’ CON QUESTA DOMANDA NEL SUCCESSIVO POST DI QUESTA SERIE, CHE SI AGGANCERA’ POI ALLE “STRANEZZE” IN MATERIA DI GEOPOLITICA.

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Se gli Stati Uniti fanno il doppio gioco sull’evasione fiscale

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PUBBLICATO DAL CORRIERE DEL TICINO IL 18 FEBBRAIO 2016

Washington si è ritagliata il ruolo di leader nella guerra ai paradisi offshore nel mondo – Ma allo stesso tempo si è mossa nella direzione opposta nella sua legislazione interna

Keystone

La notizia ha fatto rumore. Qualche settimana fa gli Stati Uniti hanno superato a sorpresa Singapore, il Lussemburgo e persino le Isole Cayman nel Financial Secrecy Index, la classifica redatta ogni due anni dall’istituto indipendente di ricerca Tax Justice Network sulle nazioni dove il segreto bancario e societario è più forte. Ora gli States si trovano in terza posizione, dopo Svizzera e Hong Kong. Ma gli USA non erano i paladini della trasparenza?

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Informazione Alternativa

In molti post, compreso quello precedente, sottolineo come l’informazione di massa (stampa, televisione, cinema, ecc.) ed anche la formazione scolastica e universitaria, siano uno strumento di potere sotto lo stretto controllo di chi il potere ce l’ha e lo vuole appunto conservare o rafforzare. La narrativa degli avvenimenti mondiali (geopolitici, militari, economici, finanziari), le analisi e le proposte di soluzione sono pilotate e hanno l’obiettivo di conformare l’opinione pubblica al disegno e ai progetti di potere dell’oligarchia oggi prevalente. Sto parlando in primis di quella americana che prevale ormai da un secolo, divenuta nel frattempo transcontinentale e, in tal senso, priva di una patria.

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Sta succedendo qualcosa di molto strano/1

Ho la netta sensazione che siamo alla vigilia di grandi avvenimenti e cambiamenti a livello mondiale nel campo economico-finanziario e, ancor di più, in quello geopolitico.
Il sottotitolo più appropriato di questo post (in realtà una serie) è infatti: “Come, a mio modo di vedere, la seconda fase storica dal dopoguerra iniziata a fine anni Ottanta con la caduta del Muro di Berlino e con il parallelo decollo della Cina, si sia ormai conclusa e si stia avviando una terza fase  di lotta per la supremazia economica, finanziaria e militare nel mondo“.
La potrei anche porre con una più semplice domanda: ” Riuscirà l’America, leader delle due fasi trascorse, a mantenere la sua supremazia?”
Svilupperò prima il tema economico-finanziario poi quello geopolitico e per entrambe i temi la sequenza degli argomenti sarà: 1) la situazione attuale e la sua genesi storica 2) la nuova fase che sta iniziando e le sue tendenze. In tutto quindi 4 post. Ecco il primo.

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