La geopolitica: dal governo M5S/Lega a quello M5S/PD – Parte seconda

Quando il Padrone Atlantico non tollera trasgressioni (in politica estera). Parte II

Il governo giallo-verde sotto la lente degli UsaDalla mia non ortodossa/convenzionale premessa, esposta nella Prima parte di questo articolo (leggi qui), discende un elementare principio: tutto ciò che di importante accade o potrebbe accadere in Italia (e in Europa) è sotto la lente di ingrandimento di Washington (e/o Berlino), che dà l’approvazione o interviene se ritiene che le sue priorità non siano sufficientemente garantite. Applichiamo questo mia ipotesi ai governi Conte1 e Conte2.

Mi servo come base di un elenco di 29 eventi (chissà di quanti altri analoghi non si è avuto notizia) che si succedono tra il 31 Gennaio 2018 e il 2 Ottobre 2019 e che illuminano il lato geopolitico delle recenti vicende governative italiane, con i relativi interpreti nostrani e americani.
Se avete fretta o poca pazienza saltate alla fine dell’elenco, ma perderete l’occasione di vivere i retroscena in cui si sviluppa il Potere. Scoprirete ad esempio il vero ruolo dell’Ambasciatore USA in Italia che non è affatto di rappresentanza ma MOLTO, MOLTO (Nota1) operativo e vi renderete conto di quanto siano svianti, incompleti, vuoti e farlocchi i resoconti e dibattiti che propinano a man bassa i mass media e i talk show ortodossi.

  • 31 Gennaio 2018 – Di Maio in missione alla City di Londra, a sorpresa apre a larghe intese, se saranno necessarie dopo il voto politico di Marzo. Il Parlamento non è già più una scatoletta di tonno da aprire.
  • 3 Marzo 2018 – Alla vigilia delle elezioni in Italia, Steve Bannon il guru sovranista mondiale tuttora vicino a Trump, concede un’intervista al Corsera nella quale prevede ed auspica un governo M5S/Lega, inteso come una testa d’ariete contro la UE (leggasi Germania)
  • 21 Marzo 2018 – Salvini è il primo invitato post elezioni dall’ambasciatore americano a Roma Lewis Eisenberg.
  • 22 Marzo 2018 – Il giorno dopo Eisenberg riceve Luigi Di Maio.
  • 23 Marzo 2018 – Il giorno successivo l’ambasciatore americano riceve nuovamente Salvini questa volta accompagnato da Giorgetti (Lega).
    I comunicati ufficiali ci informano che Eisenberg ha chiesto di restare compatti nel fronte anti-Russia. Salvini e Giorgetti fanno presente che le sanzioni anti Russia danneggiano pesantemente l’economia italiana. Ci gioco la camicia che hanno parlato anche di Cina, F35, TAP ecc.
  • 31 Maggio 2018 – Conte riceve da Mattarella l’incarico di formare il governo gialloverde che giura il 1° giugno. Ma come ci aveva visto giusto l’ambasciatore Eisenberg!
  • 18 Febbraio 2019 – In un incontro a Roma l’ambasciatore americano Eisenberg avverte Di Maio sui rischi del 5G in mano ai cinesi (Huawei). Giggino rassicura.
  • 28 Febbraio 2019 – Giorgietti in missione in USA, garantisce che il colosso cinese Huawei (5G) sarà tenuto sotto controllo
  • 21 Marzo 2019 – Durante la missione a Roma di Xi Jinping, di cui l’ambiguo sottosegretario Geraci è la vera anima, viene firmato un ampio Memoranum di intesa Italia-Cina, (terreno preparato da Gentiloni e Mattarella nel 2017) che comprende una collaborazione con la tecnologia 5G (Huawei). Anche se il Memorandum non è impegnativo, il Washington Post scrive: “In Italia il governo populista sta rompendo le righe ….”
  • 1 Aprile 2019 – Durante la celebrazione a Roma dei 70 anni della NATO, l’ambasciatore Eisenberg lancia un duro monito a non associarsi alla tecnologia cinese 5G.
  • 22 Maggio 2019 – Alla vigilia delle elezioni europee (che la Lega si appresta a stravincere) Giorgetti partecipa ad un convegno alla Camera di Commercio Americana di Milano, presente (ma toh!) anche l’ambasciatore USA Eisenberg. Il quale non si fa scappare l’occasione per rimproverare l’ambiguità del governo in materia geopolitica (Memorandum Italia-Cina)
  • 17 Giugno 2019 – Salvini in missione a Washington conferma la fedeltà agli Stati Uniti e si impegna a verificare i rischi nell’adozione della rete Huawi/5G (mi sa che gli hanno anche chiesto lumi sulsuorapporto conla Russia …)
  • 4 Luglio 2019 – Putin ammette ufficialmente i contatti Russia-Lega, gia in primo piano dopo la rivelazione di un goffa mossa di Salvini per ottenere finanziamenti da Mosca.
  • 11 Luglio 2019 – Il governo M5S/Lega vara un decreto per rafforzare la vigilanza sulla connessione 5G/Huawei. Come tutti i decreti necessita però di una conversione in legge entro 60 giorni (11 settembre)
  • 17 Luglio 2019 – Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Santangelo (M5S) annuncia che il governo ha deciso che farà decadere alla scadenza dei 60 giorni il decreto, sostituendolo con un uno nuovo “più organico”
  • 19 Luglio 2019 – Ad un convegno sul 5G un patetico Salvini ribadisce invece che il decreto diverrà legge.
  • 25 Luglio 2019 – Eisenberg (ancora lui!) convoca Di Maio che rassicura e minimizza “l’affaire” Huawei/5G. Evidentemente non convince lo scafato ambasciatore. Che infatti …
  • 31 Luglio 2019 – L’onnipresente – e stavolta anche infuriato – Eisenberg, piomba nell’ufficio di Giorgetti per dargli una strigliata (chissà come si sarà difeso l’uomo della Lega e cos’altro si saranno detti).
  • 8 Agosto 2019 – Riallacciandosi alla sua intervits adel 3 marzo, Bannon dichiara in una intervista ala Corsera: “Non tutti i matrimoni funzionano”
  • 9 Agosto 2019 – Presentando una mozione di sfiducia Salvini fa cadere di fatto il governo Conte, che infatti si dimetterà nei giorni successivi.
  • 15 Agosto 2019 – Conte accoglie una “atipica” missione del Ministro della Giustizia e del procuratore John Duhram che si occupano delle trame del Russiagate che sembra passino anche da Roma. Conte mette in contatto i due esmissari di trump con i Servizi Segreti italiani. I due torneranno in Italia il 27 settembre.
  • 17 Agosto 2019 – In una goffa e tardiva mossa, Salvini rilancia Giorgetti (gradito a Trump) come figura centrale della auspicata riedizione di un governo M5S/Lega bis. Troppo tardi.
  • 21 Agosto – Nell’ambito della guerra “commerciale” alla Cina, l’amministrazione USA inserisce nella lista nera Huawei Italia.
  • 27 Agosto – Durante la partecipazione al vertice del G7 Conte appoggia la richiesta di Trump di far rientrare nel gruppo la Russia
  • 27 Agosto 2019 – In un folkloristico tweet, Donald Trump benedice Giuseppi Conte come Capo del prossimo governo italiano (M5S/PD) in gestazione in quei giorni
  • 31 Agosto 2019 – Steve Bannon contraddice Trump, dipinge il nuovo governo come pro Cina, pro immigrazione e contrario alle politiche trumpiane. Salvini rimane secondo lui (e Trump?) l’uomo di punta per il futuro anti UE/Germania.
  • 13 Settembre 2019 – Chicca n 1: per non perdere le buone abitudini, il neo Ministro degli Esteri Di Maio del governo Conte2 riceve la visita dell’ambasciatore americano Eisenberg
  • 19 settembre 2019 – Chicca n. 2: in uno dei suoi primissimi atti il governo M5S/PD timbra il cartellino, emanando il nuovo decreto sulle reti 5G.
  • 2 ottobre 2019 – Il Segretario di Stato USA Mike Pompeo in missione in Italia, incontra Mattarella e il neo Ministro degli Esteri Giggino di Maio, a cui ricorda che la Cina “rappresenta una minaccia comune ai nostri paesi”.
    A Sky Tg 24 Pompeo dichiara, con riferimento al 5G, che gli Stati Uniti son partner dell’Italia Partner “ma non a rischio della nostra sicurezza nazionale” (è intuibile che dietro a questo scontro Huawei/5G ci sono in realtà temi geopolitici di importanza primaria, che non posso qui sviluppare).

Dando per scontato che il lettore abbia almeno in parte seguito il mio consiglio, completo il discorso sul governo M5S/Lega, ponendomi due domande: senza questo decisivo “incidente” geopolitico (eccessiva disponibilità ad apertura verso la Cina/Huawei/5G), il governo gialloverde avrebbe proseguito il suo percorso, o motivi di natura “interna” ne avrebbero comunque determinato la fine? E Giuseppi, senza i due favori che ha reso a Donald, sarebbe stato benedetto come capo del Conte2?

Lascio a voi la risposta alla seconda domanda e vado sulla prima. Credo che il governo gialloverde sarebbe comunque finito perché al di là dell’impotenza politica ed economica in cui ha operato (vincoli UE) come da 20 anni in qua, era formato da due attori con “sensibilità” e obiettivi molto diversi e in concorrenza fra di loro.
Dopo le vittoriose elezioni di marzo 2018 Di Maio/M5S e Salvini/Lega sono saliti sul privilegiato palcoscenico governativo per perseguire sì le proprie priorità ma anche per impedire/ostacolare quelle dell’avversario. Con una differenza, non so se casuale o risultato della ben diversa consistenza politica dei due “capi” in questione.
Salvini con il ruolo di Ministro dell’Interno si è catapultato sul palcoscenico più “facile” e in cima alle priorità degli elettori, Di Maio si è invece “trovato” su quello ben più rognoso e vischioso del Ministero dello Sviluppo economico.
Risultato: con una decisa sterzata nella gestione dei flussi migratori, nel giro di pochi mesi Salvini ha avviato un clamoroso capovolgimento dei rapporti di forza elettorali M5S/Lega, concretizzatosi nelle elezioni europee del 2019, lasciando Giggino arrabbattarsi tra una vertenza aziendale e l’altra.
Anche su altri fronti (TAP, TAV, Autostrade/Benetton) Salvini ha vinto facile nei confronti di un inconsistente 5 Stelle.
Che però ha colto la vicenda 5G/Huawei (Nota2) nella quale la Lega era l’interlocutore di riferimento di Washington, per creare agli  …. avversari di governo un bella buccia di banana (vedi cronologia eventi) seguita da due opportunistiche mosse pro-Trump di Conte (vedi sempre cronologia) che ha orientato favorevolmente la Casa Bianca verso il Conte bis a colori giallorossi.
Oltre ai contrasti M5S-Lega, il governo giallo-verde – in particolare Salvini – aveva un nemico giurato in BCE/Berlino/Bruxelles che lo aspettava al varco della manovra economica dell’autunno 2019.
Salvini era consapevole che la flat tax e una manovra espansiva non sarebbero mai state approvate né dal Ministro Tria palesemente vicino ai burocrati della UE, fedeli esecutori delle direttive tedesche.
Senza una impraticabile rottura con UE/Eurozona/BCE il governo giallo-verde avrebbe alla fine varato l’ennesima manovra di fine anno degli zero-virgola e proseguito sul lungo percorso di decadenza che ha fatto perdere consenso elettorale alle forze di governo degli ultimi 25 anni.
Per evitare questo esito a quelpunto Salvini avrebbe solo potuto far cadere il governo in disaccordo con Tria/M5S/UE. Insomma anziché in estate sarebbe caduto in autunno/inverno.
Pensava veramente Salvini che il Mattarella europeista avrebbe indetto nuove elezioni? Non lo so, se fosse così avrebbe ancora tanto da imparare.

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QUALCHE CENNO AI PERSONAGGI E AL FUTURO.

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Che il Primo Ministro sia Salvini, Renzi, Letta, Gentiloni o Di Maio importa poco, quello che conta è il copione non gli attori che sono chiamati ad interpretarlo. Eccezionalmente (forse Trump?) possono influire sulla tempistica o sul copione, ma niente di più. Chi si concentra troppo sul personaggio senza inserirlo in un quadro strategico rischia di andare per farfalle o fare solo dei pettegolezzi.

TRUMP – E’ parte in causa nello sceneggiato tratteggiato dalla cronologia della sezione precedente, comincio da lui.
E’ un interprete sostenuto da una parte della veltroniana Entità, quella che vuole una diversa strategia di globalizzazione rispetto a quella seguita fino al 2016 (contrasto in corso all’interno all’Elite).
In questo ambito è contemplata la eventualità che dopo un ventennio la “modalità UE/Eurozona a trazione tedesca” sia azzerata (torneremmo ad un Europa MEC/CEE, niente di drammatico, tutt’altro), dato la Germania non è abbastanza fedele e supina.
Il che non significa per l’Entità mollare la presa sull’Europa/NATO, ma cambiarne le modalità (indebolire la Germania, spostando l’assemilitare verso paesi dell’Europa orientale). Se Donald sarà rieletto forse passerà dalle parole ai fatti. A quel punto un Salvini (memore degli errori commessi) ancora popolare ptrebbe tornare utile.

SALVINI/LEGA – Matteo Salvini ha commesso errori, è spesso grossolano, ma ha convinto molti italiani che è dalla loro parte. Ha accumulato un enorme credito popolare. Se conserverà la popolarità acquisita sul tema immigrazione selvaggia (dipende anche dal governo giallorosso in materia, saprà trattenersi dal favorirlo sfacciatamente?) e avrà eliminato l’ambiguità sul fronte Russia potrebbe diventare l’arma di punta dell’amministrazione americana per ridimensionare la leadership tedesca in Europa. L’Italia liberata dai vincoli BCE/UE/EZ potrebbe ripartire. Scenario improbabile ma possibile.

DI MAIO/M5S – Il M5S ha una genesi ben descritta qui. In sostanza è stato assorbito dalla Entità veltroniana per neutralizzare il malessere e la protesta sociale generati in Italia dalla sterzata geopolitica della fase 2 euroamericana (vedi la prima parte di questo articolo).
Con Conte1 e Conte2 i pentastellati stanno esaurendo la loro missione. Li vedo pertanto avviati al declino/trasformazione verso una formazione a vocazione ambientalista e/o ad una parziale confluenza con il mostro di trasformismo PCI-PDS-PD. I vari Di Maio, Di Battista, Fico ecc. se avranno ancora ampia popolarità verranno cooptati e sopraviveranno, altrimenti addio. Non è una previsione (non ho la sfera di cristallo), è il mio parere.

RENZI E BERLUSCONI – L’Italia Viva di Renzi mira ad accelerare la fine della parabola del Cavaliere. Se Matteo ci riuscirà, potrà svolgere una funzione di arbitrato nei futuri inevitabili contrasti del governo giallorosso. Altrimenti Matteo1 sparirà anche lui dai radar della politica italiana che “conta”.

GOVERNO CONTE2 – Il mostruoso connubbio M5S-PD è nato, dopo il benestare di Trump, sotto la regia della UE, con l’intento principale di bloccare l’ascesa di Salvini. Questo collante interno e l’ammorbidimento della UE potrebbero garantire una durata non effimera del Conte2, anni o forse addirittura fino a fine legislatura (2023), a condizione ovviamente che l’affaire Cina/Huawei si svolga secondo la volontà di Washington.
La durata del Conte2 dipende poi dai seguenti possibili eventi: a) se Trump nel suo secondo mandato (fine 2024) attaccherà l’Unione Monetaria Europea in modo frontale, allora Conte2 salterà rapidamente b) se nelle decisioni di politica interna, i giallorossi (sopratutto PD, ma anche M5S) sapranno contenere (o mascherare) la loro subalternità alla UE e alle forze sovranazionali “mondialiste” pro immigrazione.  Non è poco.
Giuseppe Conte è un abile opportunista politico che da avvocato del popolo si è rapidamente trasformato in cameriere dei potenti, che coccola con una certa abilità (godetevi la ruffianata di Conte con la Merkel, ripresa a sua insaputa). Potrebbe avere un lungo futuro ….. quanto meno con il suo studio legale.

NOTA1 – La rete degli ambasciatori, consoli ed emissari vari ha un ruolo molto importante nel tenere sotto osservazione/controllo le province del potere americano nel mondo. I loro interlocutori a Washington e dintorni sono il governo o anche i servizi segreti. Questo mio articolo ne è una piccola conferma.
Vediamo velocemente altri due casi di intervento degli inviati americani che riguardano levicende politiche e giudiziario-politiche del nostro paese.

  • Grillo/M5S – Nell’aprile 2008 (il Vaffa day è del 2007, il M5S nasce nel 2009) Grillo pranza … indovinate con chi? Ma con l’allora ambasciatore americano a Roma! Segue un bel rapporto del “diplomatico” inviato alla Casa Bianca, sperticandosi in elogi nei confronti di Beppe. Leggete questo articolo de La Stampa e quest’altro del sito Su la Testa che ha anche il pregio di riportare il documento originario in lingua inglese. Grillo interessa per la sua capacità di canalizzare l’insoddisfazione dei giovani verso la corruzione.
  • Di Pietro/Mani Pulite – In questo caso il contatto (1991!) Di Pietro è con il Console USA a Milano Peter Semler (leggi qui) mentre l’ambasciatore a Roma interviene successivamente per spezzare il contatto Di Pietro-Semler (leggi qui La Stampa) e Il Giornale. Sorprendente, in entrambe i casi – Grillo e Di Pietro – i contatti con i rappresentanti americani anticipano gli eventi, M5S e Mani Pulite. Boh …… !

Dobbiamo gridare allo scandalo se chi ha vinto la seconda guerra mondiale tiene tuttora  sotto controllo Italia ed Europa? In prima battuta rispondo no, è la (geo)politica ragazzi!
Ma in seconda battuta, se devo valutare come Washington sta muovendo la pedina Italia nello scacchiere europeo e mondiale – con la fondamentale collaborazione di politici e classe dirigente nostrana – allora il mio giudizio è ampiamente negativo: dalla caduta del Muro di Berlino Washington ci sta siamo penalizzando (UE/Eurozona/BCE) e non ne abbiamo certo bisogno, visto che abbiamo già i nostri problemi/difetti interni.
Ma la storia e la geopolitica globale si muovono a cicli, non è affatto detto che l’Europa del dopo Muro di Berlino duri in eterno (chiedere a Trump e all’Entità che rappresenta).

NOTA 2La vicenda Huawei/5G, che vede la Cina in netto vantaggio tecnologico rispetto agli USA ha una valenza economica, ma è forse anche un importantissimo snodo di geopolitica militare e spionistica.


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54 thoughts on “La geopolitica: dal governo M5S/Lega a quello M5S/PD – Parte seconda

  1. “27 Agosto 2019 – In un folkloristico tweet, Donald Trump benedice Giuseppi Conte come Capo del prossimo governo italiano (M5S/PD) in gestazione in quei giorni”, Il Prof

    Manca questo passo precedente fondamentale.

    Trump: “Salvini e Di Maio si abbraccino per il bene dell’Italia”, di B. Manocchia per AffariItaliani

    20 agosto 2019

    Ieri sera alcuni giornalisti americani hanno richiesto al presidente Trump un suo parere sulla situazione politica in Italia. Che cosa succedera’ ? hanno chiesto,senza tanti fronzoli. Il presidente ha tirato un sospiro. “Come ho gia’ detto pochi giorni fa, spero che Salvini e Di Maio si abbraccino e giurino di fare cose molto buone per l’Italia. Si tratta di due giovani in una politica falsa e bugiarda e gli italiani dovrebbero dare medaglie a questi due signori che, sono sicuro,vogliono bene all’Italia. Troppe elezioni qualche volta non risolvono gran che”.

    Una giornalista ha chiesto: “Mister president, in Italia parlano di un matrimonio Pd e M5s. Il suo parere?”.

    A questo punto Donald Trump ha alzato la voce: “Ottima idea, se vogliono il comunismo in Italia, proprio nel periodo in cui il comunismo sta lentamente sciogliendosi sotto il sole della democrazia. Quella vera”.

    Riferimento:

    http://www.affaritaliani.it/esteri/trump-salvini-di-maio-si-abbraccino-per-il-bene-italia-621365.html

    In pratica, Trump non conta un ca…, una settimana prima dice una cosa e poi la settimana dopo dice e fa tutto l’opposto, in USA conta solo il “Deep State”, nel prossimo post delle considerazioni in merito di un analista geopolitico indipendente molto autorevole.

    Comunque, si capisce già solo da questo:

    “Queste che vedi sotto, tradotte, sono le cose che Trump scrive su twitter contro le guerre in Medio Oriente, ma tutti i media americani le censurano, anche quelli di “destra”.
    E di riflesso anche i nostri media le ignorano”, tweet del Dott. Giovanni Zibordi, 10 Ottobre 2019.

    Riporto il suo tweet con link nel prossimo post.

  2. “Nel prossimo post delle considerazioni in merito di un analista geopolitico indipendente molto autorevole.”, riferimento: parte finale del mio primo post.

    Eccolo, arriva!

    “Donald Trump, solo contro tutti”
    di Thierry Meyssan

    Solo contro opposizione, amministrazione, alleati, il presidente Trump non sembra in grado mettere in atto gli impegni presi in campagna elettorale. Tre anni dopo l’elezione, la Camera dei Rappresentanti ha avviato una procedura di destituzione perché il presidente combatte la corruzione degli avversari.

    Rete Voltaire 8 ottobre 2019

    Proseguimento:

    https://www.voltairenet.org/article207818.html

    Da notare il significativo passaggio finale dell’articolo:

    Il ruolo dello Stato Profondo

    È ormai evidente che a Trump non si oppone soltanto la parte preponderante della classe politica statunitense, ma anche la maggior parte dei dirigenti dei Paesi alleati. Può sembrare strano, dato che questi Paesi avrebbero tutto da guadagnare dal successo di Trump. La politica però non funziona così. Uno dopo l’altro questi dirigenti si sono convinti che nessuno può cambiare la politica USA. Di fronte ai potenti Stati Uniti, l’interesse degli Stati alleati è non essere travolti insieme a un presidente isolato nel proprio Paese, rimanendo fedeli alla politica distruttrice di George W. Bush e Barack Obama.

    Resta da vedere chi tiri le fila tra le decine di migliaia di funzionari e perché questi ultimi si oppongano al progetto di Trump. Lo Stato Profondo, di cui il presidente non riesce a modificare la politica, potrebbe forse non essere altro che un fenomeno sociologico, oppure potrebbe rappresentare interessi strutturati. Il presidente Trump credeva di aver neutralizzato l’opposizione dei comitati incaricati di applicare i trattati, più o meno segreti, degli Stati Uniti con i loro alleati. Credeva di aver negoziato con il governo alternativo, preventivamente formato in caso di guerra nucleare. Evidentemente si è sbagliato.
    Le lezioni di questa storia

    Da questa storia possono essere tratte due lezioni.

    Primariamente, gli storici sono tutti concordi sul fatto che George W. Bush non ha esercitato realmente la presidenza: si allineava al proprio entourage, in particolare al vicepresidente, Dick Cheney, e al segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld.
    È altresì evidente che, all’infuori degli assassinii mirati, il potere di Barack Obama era limitato.
    Oggi sembra che Donald Trump non sia in grado di cambiare la politica USA. È perciò d’obbligo constatare che dall’11 settembre 2001 la funzione di presidente degli Stati Uniti è pressoché esclusivamente mediatica. Quindi, se non è il presidente a guidare la politica, questa è manovrata nell’ombra da qualcuno che non è stato eletto.

    Secondariamente, anche gli alleati degli Stati Uniti non obbediscono al presidente USA, bensì allo Stato Profondo. Sono giocattoli nelle mani di un attore invisibile.

    NB nel prossimo post una serie controinformativa in sei parti sul “Deep State” americano, segnalerò solo la prima, poi le restanti cinque sono facili da trovare.

  3. Come promesso nel terzo post, ecco la serie controinformativa in sei parti sul “Deep State” americano.

    Segnalo la prima, poi le altre cinque sono facili trovarle, basta alla fine del link mettere il numero della serie che si vuole consultare e avviare la ricerca.

    Le origini dello Stato profondo (Deep State) in America del Nord – 1/6

    https://www.ossin.org/uno-sguardo-al-mondo/analisi/2515-le-origini-dello-stato-profondo-deep-state-in-america-del-nord-1-6

    Comunque, mi era piaciuta molto di più la prima parte:

    Quando il Padrone Atlantico non tollera trasgressioni (in politica estera). Parte I

    Questa seconda parte la trovo incompleta perché trascura tre fatti:

    a. Subito dopo le elezioni europee il M5S ha votato a favore di Ursula von der Leyen, pura espressione storica dei vertici del “Bilderberg Group”, come d’altronde lo è anche Christine Lagarde nuovo Presidente della BCE. , la Lega ovviamente era contraria.

    b. Il Trade d’Union americano fra Macron e Trump fa parte del “Bilderberg Group” ( già segnalati articoli su questo aspetto ) e non è un caso infatti che Macron ha visto con molto favore la nascita del nuovo governo M5S- PD.

    c. Dietro l’ascesa del Conte bis è stato determinante dietro le quinte ( al solito suo come una serpe ) anche Massimo D’Alema che è cu.. e camicia con Jean Attali il puparo di Macron e non solo….

    Insomma, il nuovo governo M5S-PD non nasce solo in funzione anti Cina ma anche per dare bastonate ai cosiddetti “sovranisti” europei, insomma, colpirne uno per educarne cento, in Francia da questo punto di vista hanno fatto anche peggio ma ovviamente nei media mainstream italiani non viene mai ricordato, chissà come mai…. , magari in un prossimo post riporto qualcosa in merito.

    Buon prosieguo.

    TheTruthSeeker

    • 1. “Insomma, il nuovo governo M5S-PD non nasce solo in funzione anti Cina ma anche per dare bastonate ai cosiddetti “sovranisti” europei”
      Sono d’accordo. Il mio intento principale in questi due articoli è far concentrare il lettore sulla dipendenza geopolitica dagli USA, sui meccanismi che la concretizzano (ambasciatore) e sulla “carenza” di informazioni in proposito da parte dei massmedia. Tutti elementi che la maggior parte degli italiani non riesce a cogliere.
      2. Il Deep State. E’ certamente una entità fondamentale negli Stati Uniti, leggerò con attenzione i 6 post che lei mi segnala.
      Aggiungo però anche che non penso che il Deep State abbia sempre il controllo dei presidenti e delle amministrazioni di Washington e ipotizzo anche che si interfacci/confronti con altri poteri, che potrebbero anche avere la prevalenza.
      Per esempio, che rapporto ci sarà tra il deep State e il cartello della moneta? E’ una domanda retorica perché non credo esistano fonti certe ed esaustive in proposito.
      Insomma l’Elite/Oligarchia esiste, ma non è un blocco esente contrasti interni sulla strategia più appropriata.
      E Trump (concordo che è più un interprete che un comandante, come tutti i presidenti) è probabilmente l’espressione di uno scontro in atto, interno al vertice di potere.
      Buona serata

  4. “1. Dietro l’ascesa del Conte bis è stato determinante dietro le quinte ( al solito suo come una serpe ) anche Massimo D’Alema che è cu.. e camicia con Jean Attali il puparo di Macron e non solo…. “, Riferimento: parte finale del mio ultimo post

    Correzione: il nome esatto è Jacques Attali, andavo di fretta, pardon.

    2. “Insomma, il nuovo governo M5S-PD non nasce solo in funzione anti Cina ma anche per dare bastonate ai cosiddetti “sovranisti” europei, insomma, colpirne uno per educarne cento, in Francia da questo punto di vista hanno fatto anche peggio ma ovviamente nei media mainstream italiani non viene mai ricordato, chissà come mai…. , magari in un prossimo post riporto qualcosa in merito.”, Riferimento: parte finale del mio ultimo post

    Ecco come in Francia hanno fatto molto peggio.

    Vi siete mai domandati come mai se in Francia il referendum sulla ratifica del Trattato-Costituzione europea svoltosi il 29 maggio 2005 ha avuto esito negativo e se nel 2014 il Front National è arrivato primo alle Elezioni europee e se alle ultime elezioni europee del 2019 il Rassemblement National, erede del Front National, è arrivato primo, fanno invece tutto il necessario e il possibile per non farli mai andare al governo?

    NB per un breve riassunto del fallito progetto di approvazione del Trattato-Costituzione europea:

    http://www.treccani.it/enciclopedia/costituzione-europea/

    Insomma, dal 2005 il trend molto euroscettico in Francia è più che evidente ma hanno fatto e fanno tutto il necessario e il possibile per non tradurlo nella realtà vera e propria, come mai, chi sono i pupari che lo impediscono e perchè?

    Il puparo N 1 storicamente è stato ed è Jacques Attali, puparo pure di Macron, ma questa è una conseguenza di come si è ridotto il sistema politico francese da diverso tempo, per una risposta sintetica a livello di sistema magari in un prossimo post.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    NB l’ultima “genialata” ( si fa per dire) propagandistica di Jacques Attali:

    “Il sovranismo è antisemita”

    D’altronde lui è ebreo francese e strali della peggiore specie e guai a chi osa mettersi contro l’elite globalista occidentale……

  5. @ IlProf. Uberaldo

    1. “Sono d’accordo. Il mio intento principale in questi due articoli è far concentrare il lettore sulla dipendenza geopolitica dagli USA, sui meccanismi che la concretizzano (ambasciatore) e sulla “carenza” di informazioni in proposito da parte dei massmedia. Tutti elementi che la maggior parte degli italiani non riesce a cogliere.”, Il Prof

    Ok, ora si è capito molto bene.

    2. “Aggiungo però anche che non penso che il Deep State abbia sempre il controllo dei presidenti e delle amministrazioni di Washington e ipotizzo anche che si interfacci/confronti con altri poteri, che potrebbero anche avere la prevalenza.
    Per esempio, che rapporto ci sarà tra il deep State e il cartello della moneta? E’ una domanda retorica perché non credo esistano fonti certe ed esaustive in proposito.
    Insomma l’Elite/Oligarchia esiste, ma non è un blocco esente contrasti interni sulla strategia più appropriata.”, Il Prof.

    Si ok, i contrasti interni ci sono stati e ci sono ma dopo l’11 settembre, se ci ha fatto caso, la politica estera guerrafondaia degli USA è stata approvata sia dai repubblicani che da democratici, prova questa che il deep state li ha avuti in pugno entrambi e se nel deep state ci fosse stata una divisione davvero importante questo molto probabilmente non sarebbe avvenuto.

    3.” Il Deep State. E’ certamente una entità fondamentale negli Stati Uniti, leggerò con attenzione i 6 post che lei mi segnala.”, Il Prof.

    Diciamo che quel materiale controinformativo che le ho segnalato tratta in riferimento a Canada, UK e USA la questione a grandi linee segnalando in particolare come le società paramassoniche sovranazionali di emanazione britannica siano determinanti nel far crescere i loro uomini e poi piazzarli nei posti chiave governativi per fare politiche profondamente antidemocratiche. Comunque, parlando in generale, sono cose che si sanno per chi si occupa di controinformazione, piuttosto colpisce come in un paese come Canada ciò sia avvenuto in modo pesante e continuo.

    In ogni caso, visto e considerato che lei come già mi ha detto ha molto poco tempo per leggere i post dei suoi lettori e nell’eventualità che voglia davvero leggere qualcosa sul “Deep State” e allora meglio invece che si ascolti questa “Lectio Magistralis” sul “Deep State” in USA da parte di un ex agente della CIA senza peli sulla lingua.

    “Ex agente della CIA spiega minuziosamente il Governo Ombra USA”

    pubblicato il 30 dicembre 2017 da “Il Nodo Gordiano”

    Kevin Shipp è stato un ufficiale della CIA, è stato decorato, ma si è rifiutato di accettare gli atti di criminalità e la relativa copertura da parte del Governo. In un importante evento di sensibilizzazione pubblica, organizzato il 28 luglio 2017 in California da Dane Wigington, ha fatto un intervento scioccante e illuminante sui numerosi e mostruosi crimini governativi che avvengono ormai in modo sistematico. E ha spiegato anche la persecuzione di chiunque voglia dire la verità su questa dilagante tirannia. Lo stato di cose che tutti noi conosciamo è stato costruito attraverso la falsificazione e con le oscure agende imposte dalla struttura di potere globale. Il coraggio, che Kevin Shipp ha mostrato nell’esporre la criminalità e la tirannia annidata nel governo USA, serve come fulgido esempio a tutti noi. Abbiamo disperatamente bisogno di altri individui nelle agenzie governative e nell’esercito, che portino avanti l’esempio di Kevin. Tutti noi abbiamo un ruolo essenziale nella battaglia per il risveglio e la consapevolezza delle masse, e per dare agli eroi come Kevin il sostegno necessario per andare avanti. Se abbiamo qualche possibilità di fermare questo gruppo criminale che controlla il nostro Paese e gran parte del mondo, dobbiamo tutti far sentire le nostre voci, dobbiamo tutti aderire alla lotta per il bene di tutti.

    Traduzione dall’inglese a cura di Alberto Scatto

    http://www.ilnodogordiano.it/?p=15764

    Comunque, magari sa anche questa, ma non si sa mai!

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    • TheTruthSeeker
      1. Grazie delle segnalazioni, approfondirò ed eventualmente aggiungerò un commento in questa sede.
      2. Riprendo un passaggio del mio precedente scritto
      “Aggiungo però anche che non penso che il Deep State abbia sempre il controllo dei presidenti e delle amministrazioni di Washington e ipotizzo anche che si interfacci/confronti con altri poteri, che potrebbero anche avere la prevalenza.
      Per esempio, che rapporto ci sarà tra il deep State e il cartello della moneta? E’ una domanda retorica perché non credo esistano fonti certe ed esaustive in proposito.”
      Può essere che la mia domanda sia priva di senso, io ovviamente penso di no, lo considero un filone di ricerca.
      Buona giornata

      • @Il Prof

        1. Si figuri, piacere mio.

        2. “Aggiungo però anche che non penso che il Deep State abbia sempre il controllo dei presidenti e delle amministrazioni di Washington e ipotizzo anche che si interfacci/confronti con altri poteri, che potrebbero anche avere la prevalenza.
        Per esempio, che rapporto ci sarà tra il deep State e il cartello della moneta? E’ una domanda retorica perché non credo esistano fonti certe ed esaustive in proposito.”, Il Prof

        Prima Parte.

        In quest’ultimo articolo che le ho segnalato:

        “Ex agente della CIA spiega minuziosamente il Governo Ombra USA”

        pubblicato il 30 dicembre 2017 da “Il Nodo Gordiano”, si fa questa seguente importante distinzione:

        l raggruppamento dei Servizi Segreti da una parte – che comprendono CIA, NSA, NGA, FBI e che va sotto il nome di ‘Shadow Government’, (il ‘Governo ombra’) ; e le maggiori Corporations coi loro lobbysti che foraggiano il Congresso, dall’altra – ovvero Big Oil, Big Pharma, Big Banks, Big Media, Arms Industry, Silicon Valley, che passano sotto il nome di ‘Deep State’ (lo ‘Stato profondo’), il trait d’union fra i due è il seguente:

        “The American Empire and its Media”

        July 2017 (updated: January 2019)

        Largely unbeknownst to the general public, executives and top journalists of almost all major US news outlets have long been members of the influential Council on Foreign Relations (CFR).

        Established in 1921 as a private, bipartisan organization to “awaken America to its worldwide responsibilities”, the CFR and its close to 5000 elite members have for decades shaped U.S. foreign policy and public discourse about it. As a well-known Council member famously explained, they transformed the American republic into a global empire, albeit a “bene­volent” one.

        Based on official membership rosters, the following illustration for the first time depicts the extensive media network of the CFR and its two main international affiliate organizations: the Bilderberg Group (covering mainly the U.S. and Europe) and the Trilateral Commission (covering North America, Europe and East Asia), both established by Council leaders to foster elite cooperation at the global level.

        Proseguimento:

        https://swprs.org/the-american-empire-and-its-media/

      • 2. “Aggiungo però anche che non penso che il Deep State abbia sempre il controllo dei presidenti e delle amministrazioni di Washington e ipotizzo anche che si interfacci/confronti con altri poteri, che potrebbero anche avere la prevalenza.
        Per esempio, che rapporto ci sarà tra il deep State e il cartello della moneta? E’ una domanda retorica perché non credo esistano fonti certe ed esaustive in proposito.”, Il Prof

        Prima Parte, integrazione.

        “Journalists Are Prostitutes” by Paul Craig Roberts

        October 14, 2019

        Kopp in Germany published Ulfkotte’s book, Gekaufte Journalisten (Bought Journalism) several years ago. It was a best seller. An English language edition was authorized, but its publication was blocked by intelligence services. You can get an idea of the book from the lecture.

        If the link doesn’t work for you, here is the transcript.

        Udo Ulfkotte: Thanks…Thanks for the invitation…Thanks to Oliver. I heard to my great surprise from Oliver that he didn’t know someone from the intelligence services (VVS) would be present. I wish him a warm welcome. I don’t mean that as a joke, I heard this in advance, and got to know that Oliver didn’t know. If he wants – if it is a man – he can wave. If not?… no?…[laughter from the audience]

        I’m fine with that. You can write down everything, or record it; no problem.

        To the lecture. We are talking about media. we are talking about truth. I don’t want to sell you books or such things. Each one of us asks himself: Why do things develop like they do, even though the majority, or a lot of people shake their heads.

        The majority of people in Germany don’t want nuclear weapons on our territory. But we have nuclear weapons here. The majority don’t want foreign interventions by German soldiers. But we do.

        What media narrates and the politicians say, and what the majority of the population believes – seems often obviously to be two different things.

        I can tell you this myself, from many years experience. I will start with very personal judgments, to tell you what my experiences with ‘The Lying Media’ were – I mean exactly that with the word ‘lying’.

        I was born in a fairly poor family. I am a single child. I grew up on the eastern edge of the Ruhr-area. I studied Law, Political Science and Islamic Studies. Already in my student years, I had contact with the German Foreign Intelligence, BND. We will get back to that later.

        From 1986 to 2003, I worked for a major German newspaper, Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), amongst other things as a war reporter. I spent a lot of time in Eastern and African countries.

        Now to the subject of lying media.

        Proseguimento:

        https://www.paulcraigroberts.org/2019/10/14/journalists-are-prostitutes/

        • Molto interessante, grazie della segnalazione (PCR e il link con il Guardian). Tanto più se ricordiamo che Udo Ulfkotte è morto nel 2017 a 56 anni e in proposito lo stesso Guardian ipotizza che la causa di morte (attacco cardiaco) sia stata la conseguenza dell’esposizione del giornalista in Iraq alle armi chimiche di fabbricazione tedesca di cui disponeva Saddam Hussein. Boh!?
          In assenza dei libri scritti da Ulfkotte, questa sua conferenza del 2015 è un gran bel pezzo che potrebbe scuotere anche i più convinti assertori della libertà di stampa e di informazione della democrazia occidenatle. Qualche blog certamente ne pubblicherà la traduzione.
          Cordiali saluti

          • 1. Si figuri, piacere mio.

            2. Comunque, il discorso su Udo Ulfkotte lo avevo già segnalato con precisione in un mio post al seguente suo articolo:

            https://ilprof.com/2017/11/20/lelite-mondiale-del-xxi-secolo-ovvero-quando-il-troppo-stroppia/

            Il post è quello del 6 Ottobre 2019 at 9:21 dove indico il link a questo articolo:

            “Fake news, lo Spiegel confessa: abbiamo mentito per anni”

            e dove subito dopo dico:

            “Da notare anche i miei post integrativi all’articolo appena segnalato.”

            3. Un altro gran bel pezzo che avrebbe potuto scuotere anche i più convinti assertori della libertà di stampa e di informazione della democrazia occidentale già molto ma molto tempo fa lo può trovare nel seguente articolo, per trovarlo, scrivere le seguenti parole chiave:

            Coscienzainrete il discorso di John Swinton

            Cordiali saluti.

            TheTruthSeeker

  6. @Il Prof

    2. “Aggiungo però anche che non penso che il Deep State abbia sempre il controllo dei presidenti e delle amministrazioni di Washington e ipotizzo anche che si interfacci/confronti con altri poteri, che potrebbero anche avere la prevalenza.
    Per esempio, che rapporto ci sarà tra il deep State e il cartello della moneta? E’ una domanda retorica perché non credo esistano fonti certe ed esaustive in proposito.”, Il Prof

    Seconda Parte.

    Quindi, sulla base della Prima Parte e sua integrazione ( inviata ma non pubblicata ) si può partire dai due seguenti presupposti diversi:

    1. “Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media”, Licio Gelli, uno che di intrghi e complotti ne capiva un pochetto…

    2. I vecchi giapponesi riconoscevano tre poteri: quello della spada, dei gioielli e dello specchio. La spada simboleggia le armi. I gioielli simboleggiano il potere del denaro. Lo specchio simboleggia la forza dell’autoconoscenza. Secondo l’antica saggezza giapponese, conoscere se stessi è il principio più importante.

    Se si parte dal presupposto del punto 1. , il focus e le azioni prioritarie per smantellare lo status quo oligarchico saranno di un certo tipo, se invece si parte dal presupposto del punto 2. , dando per scontato che allo stato attuale è impossibile agire sulla forza dell’autoconoscenza, e allora il focus e le azioni prioritarie per smantellare lo status quo oligarchico saranno di un certo altro tipo, ad esempio se si ritiene che il potere delle armi sia più importante del potere del denaro e allora una prima azione prioritaria per smantellare lo status quo oligarchico dovrebbe essere quella di reintrodurre la leva militare obbligatoria e che i figli dei poitici in età militare vengano tutti quanti mandati nei campi di battaglia assieme ai figli del popolo, un solo esempio la dice lunga su tutta la faccenda: nella guerra degli USA contro l’Iraq di Saddam Houssain a seguito dell’11 settembre, solo un figlio di un deputato del congresso americano era partito in guerra ma su questo aspetto tutti i media mainstream occidentali hanno sempre vergognosamente sorvolato come se si trattasse di una cosuccia qualsiasi quando invece è uno dei nodi fondamentali.

    Se si ritiene invece che il potere del denaro sia più importante del potere delle armi e allora una prima azione prioritaria per smantellare lo status quo oligarchico dovrebbe essere quella………., magari scrivo qualcos’altro in merito una prossima volta.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    • Io sono propenso a credere che il controllo della Moneta sia il potere più forte. Ne dipendono, tra i tanti poteri forti, il budget della CIA, del Pentagono e sevizi vari.
      E non parlo del budget ufficiale, ma di quello aggiuntivo e segreto, che segue il canale diretto dei conti occulti FED-Ministero Tesoro-Servizi.
      Questo non significa che tutto sia sempre sotto il controllo dei padroni della moneta, ma gli avvenimenti più importanti (o la loro correzione) sì.
      Secondo me anche il Deep State e il Governo ombra ne sono subalterni.
      C’è infine la lobby ebraico-sionista (se non mi sono distratto l’ex ufficiale CIA Kevin Shipp non la cita), che opera alla luce del sole di Washington come tutte le altre lobby, con cui però in più probabilmente si intreccia.
      Il CFR mi sembra il momento di coordinamento più importante (salvo apparentemente la FED) di queste entità.
      Queste mie considerazioni sono solo ipotesi, niente di documentabile e men che meno scientifico.
      Cordiali saluti

      • @IlProf

        1. “C’è infine la lobby ebraico-sionista (se non mi sono distratto l’ex ufficiale CIA Kevin Shipp non la cita), che opera alla luce del sole di Washington come tutte le altre lobby, con cui però in più probabilmente si intreccia.” Il Prof

        Viene espressamente citata e la inserisce assieme alle maggiori Corporations con tutti quanti i loro lobbysti che foraggiano tutti quanti insieme il Congresso,.

        Per Corporation intende Big Oil, Big Pharma, Big Banks, Big Media, Arms Industry, Silicon Valley e quindi in breve:

        Super Powerful Jewish Lobby + Mega Powerful Corporation Lobbies = American Deep State.

        2. Non sono d’accordo comunque sulla sua conclusione che al vertice della piramide del potere USA ci sia la Moneta per questi motivi:

        “Teorema del dubbio”

        di Pierluigi Fagan – 22/09/2019

        https://www.ariannaeditrice.it/articoli/teorema-del-dubbio

        Insomma, a mio modo di vedere vanno quanto meno di pari passo.

        Cordiali saluti.

        TheTruthSeeker

        • “Insomma, a mio modo di vedere vanno quanto meno di pari passo.” Può senz’altro essere così.
          L’articolo di Fagan che lei mi ha segnalato attribuisce un ruolo centrale a “la quantità di dollari direttamente investiti in sviluppo armamenti da parte dello Stato centrale” e di conseguenza a “l’indotto trascinato da questo potente keynesismo costante”.
          Questo non sarebbe stato possibile senza il ruolo della FED che sostiene il deficit pubblico in continuo aumento. Così come senza la creazione elettronica di qualche trilione di dollari nel 2008 da parte FED il sistema bancario sarebbe andato gambe all’aria. Oggi la FED e altri enti governativi possiedono 1l 25-30% (la BOE è intorno al 20%, la BOJ è al 45%) del debito pubblico che di fatto per questa quota è sterilizzato. Con gli stessi criteri anche noi abbiamo un debito pubblico reale inferiore al 100%.
          Se domani mattina le “Banche Centrali” cancellassero ufficialmente queste quote di debito il loro bilancio non avrebbe il minimo contraccolpo, proprio perché non sono banche, ma Istituti di Emissione. Rischierebbe invece di venire a galla anche per l’opinione pubblica il “mistero” della creazione del denaro dal nulla. Che invece è meglio stia molto ben nascosto!
          Ho scritto un articolo su questi punti l’anno scorso, traendo spunto da una video intervista a Zibordi. https://ilprof.com/2018/04/18/il-grande-inganno-della-elite-della-moneta/
          Insomma senza il sostegno della FED lo sviluppo economico americano sarebbe stato inferiore, la lobby delle armi non avrebbe avuto le stesse commesse pubbliche, il sistema bancario nel 2008 sarebbe collassato, il debito pubblico sarebbe al 105%. E la stabilità sociale, che fine avrebbe fatto?
          Probabilmente quello che ho scritto lei lo conosca già del tutto o in buona parte. Ho solo voluto raccogliere le argomentazioni che mi portano a dare un ruolo primus inter pares a CHI controlla la Moneta (ribadisco che la supervisione delle altre lobby può anche avere dei vuoti).
          E il “CHI” che ho appena citato è cruciale: stiamo parlando di dinastie finanziarie stabilmente in plancia di comando oppure di una logica di potere finanziario che viene assimilata da diversi gruppi dirigenti che si susseguono nei decenni? Non so se esiste una risposta affidabile al quesito, ma non posso fare a meno di porlo innanzi tutto a me stesso.
          Buona serata

  7. Integrazione.

    “…e allora una prima azione prioritaria per smantellare lo status quo oligarchico dovrebbe essere quella di reintrodurre la leva militare obbligatoria e che i figli dei poitici in età militare vengano tutti quanti mandati nei campi di battaglia assieme ai figli del popolo”, Riferimento: parte finale punto 2. del mio precedente post.

    Questo per ottenere effetto Vietnam, nel senso che le bare di soldati di leva tornate a casa scatenano prima o poi conseguenti forti proteste popolari per guerre inutili, se si fosse fatto così da dopo la caduta del muro di Berlino, già con i morti e feriti americani nella prima guerra del Golfo sarebbe successo un casino in USA, altro che dopo fare i guerrafondai e destabilizzare i Balcani e tutto il Medio Oriente, così facendo molto probabile che quelle guerre non sarebbero mai state fatte!

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

  8. @Il Prof

    Seconda Parte.

    1. “Va bene il 25 aprile. E dopo? Un documentario bomba rivela che gli Usa e la Cia pagarono il piano Marshall con l’oro di Germania e di Italia”
    di T. Oldani per ItaliaOggi

    Aprile 2019

    Che il 25 aprile 1945 abbia segnato, per l’Italia, la fine del fascismo e della Seconda guerra mondiale, e sia per questo considerato una data storica, è un fatto. Una data che è giusto ricordare a 74 anni di distanza. Possibilmente, senza scadere nella retorica. Il che è esattamente ciò che ha fatto un regista tedesco, Dirk Pohlmann, 59 anni, con un documentario intitolato Nazis in the Cia, basato interamente su documenti declassificati e interviste ad alcuni protagonisti ancora in vita, in cui rivela, senza deferenza alcuna, come si comportarono i vincitori americani dopo il 25 aprile. Distribuito, all’inizio solo in Germania, questo documentario, lungo 51 minuti, nascosto dalla Rai, è ora su amazon e youtube, mentre il sito ZeroAnthropology gli ha dedicato un’ampia recensione, mettendo a fuoco alcune vicende oscure del dopoguerra in Germania e in Italia.

    Nel filmato, le rivelazioni sorprendenti sono numerose, e il filo rosso che le collega, come dice il titolo, è il ruolo svolto dalla Cia (lo spionaggio Usa) nel dopoguerra al fine di reclutare non solo gli scienziati nazisti ritenuti utili per sviluppare le tecnologie militari, ma anche migliaia di ex nazisti e di ex fascisti da impiegare nella lotta al comunismo in ogni modo, compreso l’addestramento di gruppi militari clandestini per eventuali colpi di stato.
    Oltre a reclutare spie naziste, negli ultimi mesi di guerra, con l’operazione «Safe Haven» (Porto sicuro), gli americani posero tra gli obiettivi primari quello di impadronirsi dell’oro custodito nelle riserve valutarie della Germania nazista. Dopo avere bombardato a Berlino nel marzo 1945 la Deutsche Reichsbank, grazie alle soffiate raccolte dall’agente Allen Dulles, che era di stanza in Svizzera e presto sarebbe diventato capo della Cia, gli americani scoprirono che 360 tonnellate d’oro e 300 tonnellate di argento e banconote erano state trasportate e nascoste in parte a Merker, nella Turingia, e in parte a Monaco di Baviera. Impadronirsi dell’oro a Monaco, città finita sotto il controllo Usa, fu facile. Più complicato fu invece mettere le mani su quello nascosto in una miniera di sale della Turingia, zona d’occupazione sovietica. Ma con un blitz, prima che i russi se ne avvedessero, le forze armate Usa presero possesso della miniera e di tutto ciò che vi era dentro: oltre all’oro della Reichsbank, trovarono numerosi tesori d’arte e le riserve auree dell’Italia.

    Proseguimento:

    https://www.italiaoggi.it/news/va-bene-il-25-aprile-e-dopo-un-documentario-bomba-rivela-che-gli-usa-e-la-cia-pagarono-il-piano-marshall-2353462

    2. In riferimennto al passaggio iniziale dell’articolo precedente:

    “Distribuito, all’inizio solo in Germania, questo documentario, lungo 51 minuti, nascosto dalla Rai, è ora su amazon e youtube, mentre il sito ZeroAnthropology gli ha dedicato un’ampia recensione, mettendo a fuoco alcune vicende oscure del dopoguerra in Germania e in Italia”

    Questa la traduzione in italiano di Voci dall’Estero.

    “Al servizio della CIA: nazisti tedeschi e fascisti italiani”

    Da ZeroAnthropology, la recensione del documentario “Nazis in the CIA”, che cerca di unire i molti puntini che collegano CIA e nazisti e fascisti in fuga dopo la Seconda Guerra Mondiale: dalla mancata denazificazione della Germania, dove molti ex-nazisti tornarono in posizioni apicali nella Germania Federale, all’uso dell’oro nazista e delle riserve italiane per finanziare il Piano Marshall; dal reclutamento attivo di nazisti e fascisti per spiare il governo tedesco e influenzare le elezioni italiane, al loro uso in diversi paesi europei e in America Latina all’interno della strategia anti-comunista americana durante la Guerra Fredda; ad essere scardinata è la narrazione secondo cui gli USA entrarono in guerra per “sconfiggere i nazisti” e quella, attualmente usata negli USA per indebolire l’amministrazione americana, secondo cui le agenzie di intelligence costituirebbero un contrappeso democratico al potere di un governo regolarmente eletto. Insomma, un verminaio che ha generato, o lasciato generare, mostri come Colonia Dignidad sotto il regime di Pinochet, non ha veramente nulla di cui farsi esempio.

    di Maximilian C. Forte, 29 marzo 2019

    Per il proseguimento dell’articolo, scrivere queste parole chiave:

    Al servizio della CIA nazisti tedeschi e fascisti italiani Voci dall’Estero

  9. @Il Prof

    Terza ed Ultima Parte

    Per trovare i due articoli, scrivere queste parole chiave:

    a. Macron-Libia la Rothschild Connection Dinucci Voltairenet

    b. Il mistero dei soldi della Libia usati dagli Stati europei Insideover

    In conclusione e in breve, la guerra è un’attività estremamente profittevole per le aziende coinvolte del paese aggressore e per la presa dell’ingente bottino del paese aggredito, dopo la caduta del Muro di Berlino per continuarle a fare nel modo più profittevole possibile, nonostante tutte le devastazioni umane e materiali della seconda guerra mondiale, si sono inventati anche l’abolizione della leva militare obbligataria e in questo modo non gli serve neanche più avere una classe media e medio bassa ben nutrita e in forma che invece era utile in passato anche per la leva militare obbligatoria perché tanto le guerre, che per le elites sono ancora attività estremamente profittevoli, le fanno lo stesso ma con eserciti composti solo ed esclusivamente da militari professionisti, non è affatto una differenza da poco conto e infatti è sempre taciuta da tutti i media mainstream occidentali, non una coincidenza fortuita.

    Cordiali saluti e buon fine settimana.

    TheTruthSeeker

      • @IlProf

        1. Ok, ma se non li vuole leggere perché non ha voglia o non ha tempo, nessun problema, quello che mi premeva era segnalare il punto che quello ho sostenuto in merito alla discussione “Denaro VS Armi” non è frutto di opinioni da bar sport come invece su tanti argomenti se ne leggono spesso in giro sul web e sui media mainstream da parte dei loro pennivendoli.

        2. A conferma di quello che dicevo nel mio commento finale del mio ultimo post.

        26. According to the Pentagon, 71 percent of our young adults are ineligible to serve in the U.S. military because they are either too dumb, too fat or have a criminal background.

        Riferimento, per trovarlo, assieme al resto dell’articolo, scrivere le seguenti parole chiave:

        40 Facts That Prove That America’s Moral Collapse Is Spinning Wildly Out Of Control Zerohedge

        2. Comunque, a titolo di integrazione finale sull’argomento in questione, ecco altre considerazioni molto interessanti ignorate totalmente dai media mainstream, chissà come mai……

        “Generale Fabio Mini: è tutto falso, in questa guerra (mondiale) per bande”

        https://www.libreidee.org/2015/08/mini-e-tutto-falso-in-questa-guerra-mondiale-per-bande/

        Da notare il seguente significativo passaggio dell’articolo:

        “La guerra si è evoluta nel corso dei secoli; adesso siamo giunti a teorizzare una guerra di quinta generazione o guerra senza limiti, una guerra cioè che non deve essere percepita come tale e che coinvolge anche mezzi finanziari. Possiamo dire di essere nel corso di una guerra di questo tipo? Senza dubbio. Ma anche questa quinta generazione sta trasformandosi nella sesta: la guerra per bande. Non essendoci più soltanto fini di sicurezza e non soltanto attori statuali, siamo nelle mani di “bande” con fini propri e senza alcuno scrupolo se non quello verso la propria prosperità a danno di quella altrui. Le bande si muovono senza limiti di confini e di mezzi, senza rispetto, solo all’insegna del profitto. Tendono ad eludere il diritto internazionale e la legalità, tendono a piegare gli stessi Stati ai loro interessi e a controllarne la politica e le armi. Oggi il problema degli eserciti e degli apparati di polizia non è quello di capire perché lavorano, ma per chi. Se lo Stato, per definizione, deve (o dovrebbe) pensare al bene pubblico, la banda pensa soltanto al bene privato, non statale e spesso contro lo Stato.”

        Saluti.

        TheTruthSeeker

  10. @IlProf ed eventuali terzi lettori.

    1. A proposito di padrone atlantico che oltre a beffare i suoi vassalli europei, vedasi ottimi articoli del Prof, compreso questo, beffa anche alla stragrande i suoi cittadini americani.

    Vedasi i miei post al seguente articolo:

    https://www.libreidee.org/2019/10/contro-la-disoccupazione-lunica-guerra-di-trump-stravinta/

    In particolare, il primo, il terzo e il quarto.

    2. Sempre sullo stesso argomento, vedasi i miei post di ulteriore approfondimento all’articolo originale:

    Trump ha ucciso la disoccupazione. Ora tocca ai suoi critici Micidial

    Saluti.

    TheTruthSeeker

    • Ho un po’ di conoscenza diretta degli Stati Uniti che mi porta a condividere il senso dei suoi primi 4 commenti e delle relative fonti (l’indicatore U6 è senz’altro quello più vicino alla realtà), che si applicano in pieno alla massa della popolazione. Per contro la versione ufficiale, “l’economia/finanza non è mai andata così bene”, è invece vera se la applichiamo al 1%.
      Agli amici mi capita talvolta di dire che “l’America non è un paese è un continente e il popolo americano non esiste”. Io lo vedo infatti come un aggregato eterogeneo, nato e tuttora alimentato da flussi migratori e culture provenienti da moltissime parti del mondo. Non si sono fusi affatto, convivono perché riescono a galleggiare con il loro lavoro meglio (o così almeno pensano) rispetto ai loro paesi di origine.
      Se dovesse verificarsi un evento di crisi epocale (finanziario e/o di guerra che colpisse anche il territorio americano), tutte le differenze e le tensioni nascoste (neri vs bianchi, musulmani, ecc.) riaffiorerebbero, con conseguenze “imprevedibili”.
      Cordiali saluti

    • Ottimo il quinto commento
      In particolare il punto 3
      “Se produci per il mercato interno pagando il giusto i lavoratori sarai meno competitivo sui mercati esteri di chi li sfrutta per promuovere export. Questa banale verità spiega perché globalizzazione e mercantilismo servono gli interessi del capitale transnazionale a spese del lavoro”, tweet del Dott. Gavino Sanna, Presidente Associazione Consumatori Piemonte, 2019. Quello delle BASI.
      Ovviamente per poterlo fare efficacemente occorre riappropriarsi della propria sovranità monetaria che quindi costituisce la condizione assolutamente necessaria anche se ovviamente non sufficiente, insomma, per spostare il focus dell’economia dal mercato esterno al mercato interno occorre essere padroni in casa propria degli strumenti fondamentali di politica economica e finanziaria ( gestione propria degli interessi sui titoli di stato e gestione propria del cambio variabile ) e questo per definizione non puoi farlo in alcun modo se fai parte della UEM.
      E anche il punto 4
      “A country losing the power to issue its own currency is a country which has losen the power to govern itself. Such a country would no longer be free and no longer truly democratic or its people could no longer determine their own future in national elections” , Margaret Thatcher

      NOTA del Prof: alla Tatcher della libertà, della democrazia e del popolo non fregava in realtà un bel niente, quello che contava era la libertà di manovra della Regina, della City/Finanza e della rete geopolitica inetrnazionale britannica.

  11. @IlProf

    “Leggerò con attenzione gli ultimi suoi 4 commenti.
    Saluti”, Il Prof

    Le ho risposto ( in modalità “RISPONDI”) aggiungendo un interessante commento finale a titolo integrativo e non è stato pubblicato, è stato subito pubblicato invece il mio ultimo commento che non era così importante.

    Saluti.

    TheTruthSeeker

    • Solitamente l’approvazione è automatica, raramente no e devo darla io. Non so perché, forse è la modalità “Rispondi”?

  12. @IlProf

    Molto probabile, infatti in futuro non userò più la modalità “Rispondi”, si ingarbuglia spesso, comunque, capita anche in qualche altro blog e alcuni hanno provveduto a eliminarla.

    Saluti.

    TheTruthSeeker

  13. @Il Prof

    “Agli amici mi capita talvolta di dire che “l’America non è un paese è un continente e il popolo americano non esiste”. Io lo vedo infatti come un aggregato eterogeneo, nato e tuttora alimentato da flussi migratori e culture provenienti da moltissime parti del mondo. Non si sono fusi affatto, convivono perché riescono a galleggiare con il loro lavoro meglio (o così almeno pensano) rispetto ai loro paesi di origine.
    Se dovesse verificarsi un evento di crisi epocale (finanziario e/o di guerra che colpisse anche il territorio americano), tutte le differenze e le tensioni nascoste (neri vs bianchi, musulmani, ecc.) riaffiorerebbero, con conseguenze “imprevedibili”.”, Il Prof

    In effetti ci hanno fatto uno studio importante che lo conferma pienamente, ovviamente è stato censurato dai media mainstream occidentali, chissà come mai…, eccolo arriva!

    “Le ricerche di Robert Putnam dimostrano che la società multietnica non porta sviluppo ma degrado”, di M. Blondet per Altreinfo

    Giugno 2108

    https://www.altreinfo.org/riflessioni/15263/le-ricerche-di-robert-putnam-dimostrano-che-la-societa-multietnica-non-porta-sviluppo-ma-degrado/

  14. @IlProf

    “NOTA del Prof: alla Tatcher della libertà, della democrazia e del popolo non fregava in realtà un bel niente, quello che contava era la libertà di manovra della Regina, della City/Finanza e della rete geopolitica inetrnazionale britannica.”, IlProf

    A. Ironia della sorte, avevo scritto un post su Libreidee in cui all’inizio riportavo una sua “Lectio Magistralis” e poi subito dopo argomentavo che sebbene Margaret Thatcher in UK gettò il bambino con tutta l’acqua sporca, sul disastro dell’euro invece fu molto previdente in quanto leader politico con i piedi per terra e molto logica nei suoi ragionamenti.

    Questo mie considerazioni si trovano nel primo punto ( 1. ) del mio secondo post ( 24 settembre 2019, h 21:47 ) al seguente articolo:

    https://www.libreidee.org/2019/09/magaldi-gli-azionisti-del-conte-bis-temono-che-non-durera/

    B. Altre mie considerazioni sull’argomento (sebbene Margaret Thatcher in UK gettò il bambino con tutta l’acqua sporca, sul disastro dell’euro invece fu molto previdente ) si trovano nel mio primo post al seguente articolo:

    Salvini santifica la Thatcher, cioè la nonna dell’Ue-horror Libreidee

    Cordiali saluti e buona domenica.

    TheTruthSeeker

    • La lady di ferro ha servito con coerenza l’élite britannica in due passaggi cruciali: negli anni 80 con l’applicazione delle ricette liberiste e, appunto, nel 1990 opponendosi alla perdita di sovranità monetaria (usando argomentazioni simili a quelle di Napolitano all’epoca dello SME https://ilprof.com/2013/10/02/questo-euro-no3-napolitano-euroeconomista-critico-e-preveggente-europresidente-accondiscendente/ ).
      Sebbene in apparenza sia poi caduta proprio a causa della sua contrarietà a CambioFissoEuro, resta il fatto che il Regno Unito (la sua élita) non ha mai aderito alla EMU. Ottimo l’articolo (“Margaret Thatcher sapeva che l’Euro avrebbe devastato l’Europa”) che lei segnala nel suo commento al post di Magaldi.
      Sia pure in subalternità (talvolta in contrasto?) rispetto all’alleato di oltre atlantico l’élite britannica (Corona, City, BoE. Massoneria?) ha ancora la triplice sovranità: monetaria/finanziaria, militare/intelligence e una bilancia dei pagamenti in equilibrio (con la Sterlina in continua svalutazione da circa un secolo. Orrore ….!). Svolge quindi ancora un ruolo geopolitico ben superiore alle pure dimensioni economiche e di popolazione.
      Il capitolo in corso è la Brexit, che la Tatcher avrebbe con tutta probabilità sostenuto a spada tratta.
      Buona giornata

  15. @IlProf

    “Sebbene in apparenza sia poi caduta proprio a causa della sua contrarietà a CambioFissoEuro”, Il Prof

    1. In effetti invece sembra caduta proprio per questa sua irremovibilità:

    http://www.atlanticoquotidiano.it/rubriche/thatcher-sovranista-1-destituita-perche-avevo-risposto-alleuropa-no-no-no/

    Per accedere agli altri tre articoli sullo stesso argomento, scrivere le seguenti parole chiave:

    Atlantico quotidiano category rubriche Thatcher sovranista

    2. Ovviamente ciò non toglie il fatto che la Thatcher fece in UK tutto il necessario e il possibile per gettare il bambino con tutta l’acqua sporca:

    “negli anni 80 con l’applicazione delle ricette liberiste”, IlProf

    ma ci fu un passaggio fondamentale che le consentì di fare tutto questo molto più agevolmente, passaggio fondamentale ovviamente trascurato dai media mainstream, eccolo arriva!

    “Thatcher and North Sea oil, a failure to invest in Britain’s future.”

    Had Thatcher been a truly visionary politician, she would have established a wealth fund for the oil windfall, not squandered it on tax cuts and current spending.

    Per il proseguimento dell’articolo, scrivere queste parole chiave:

    Newstatesman politics Thatcher and North Sea oil a failure to invest in Britain’s future

    • “1. In effetti invece sembra caduta proprio per questa sua irremovibilità”
      A me sembra più verosimile che la Tatcher abbia dovuto dare le dimissioni per motivi di politica interna. Dopo 11 anni di Liberismo/Austerità era diventata impopolare e i sondaggi davano il partito conservatore perdente. Che invece ha vinto le elezioni del 1992, con Major succeduto a Margareth a fine 1990.
      Buona giornata

  16. @IlProf

    “Sia pure in subalternità (talvolta in contrasto?) rispetto all’alleato di oltre atlantico l’élite britannica (Corona, City, BoE. Massoneria?) ha ancora la triplice sovranità: monetaria/finanziaria, militare/intelligence e una bilancia dei pagamenti in equilibrio (con la Sterlina in continua svalutazione da circa un secolo. Orrore ….!). Svolge quindi ancora un ruolo geopolitico ben superiore alle pure dimensioni economiche e di popolazione.”, Il Prof

    Si vero, ha ragione, comunque, diciamo anche che c’è dell’altro da non sottovalutare affatto, tutt’altro, eccolo arriva!

    “In conclusione e in breve, la diffusione attuale della povertà in UK è una conseguenza di tutte le politiche effettuate a favore della crescita monstre del settore finanziario britannico in un’ottica globale e a scapito invece dell’economia reale britannica, politiche effettuate a partire dall’era della Thatcher e implementate dai successivi governi, crescita monstre del settore finanziario resa possibile e perdurante grazie a tutto un sistema di paradisi fiscali britannici in cui la “City of London” è al centro di questa ragnatela, ovviamente una Brexit fatta come si deve mette a repentaglio in un certo qual modo un sistema del genere e quindi le elite britanniche che si rifanno a questo sistema stanno facendo tutto il necessario e il possibile per sabotare la Brexit votata chiaramente dai cittadini britannici, addirittura si parla di un secondo referendum”, TheTruthSeeker

    Riferimento: conclusione del mio lungo post intitolato “Britain’s hidden empire” al seguente articolo:

    https://www.libreidee.org/2018/11/onu-povero-un-inglese-su-5-colpa-del-governo-neoliberista/

    Cordiali saluti e buona settimana.

    TheTruthSeeker

    • Su temi così vasti sia storicamente che come contenuti c’è sempre qualcosa da aggiungere, quelli che scriviamo qui sono solo singoli spunti. Interessante anche il suo ultimo commento.
      Lo sbocco finanziario del Regno Unito è stato la via obbligata ma anche molto gradita (perché coltivata per secoli) alla élite britannica.
      A questo proposito il racconto e la documentazione che riporta Estulin nel suo libro “ISIS SPA” è impressionante (piccolo esempio, il percorso della BCCI/HSBC accompagnato dalla BoE).
      Penso che questa rete continuerà a prosperare con o senza Brexit, su due direttrici ovviamente diverse: senza Brexit la City vorrebe acquisire maggiore controllo del mercato finanziario europeo (ma la Germania ci sta? Nein), con la Brexit avrebbe più libertà di movimento verso Oriente, linea più coerente con vocazione storica del Regno Unito. Non escluderei che il lungo braccio di ferro in corso sia l’espressione di divergenze in materia all’interno della plutocrazia di Londra, che almeno in parte (se queste mie considerazioni hanno senso) sarebbe democraticamente rispettosa ….. della volontà popolare.
      Ultima considerazione a proposito di Brexit: non penso che abbia il potenziale per causare uno sconquasso finanziario mondiale, ma ne può essere la facciata, che nasconde ben altri finalità geopolitiche.
      Buona serata

  17. @IlProf

    “Penso che questa rete continuerà a prosperare con o senza Brexit, su due direttrici ovviamente diverse: senza Brexit la City vorrebe acquisire maggiore controllo del mercato finanziario europeo (ma la Germania ci sta? Nein),”, Il Prof

    1.Diciamo che da questo punto di vista che la Germania si è “organizzata” in tempo da tempo ( oups, gioco di parole! ), eccolo arriva!

    “Il segreto di Berlino: la Germania è un paradiso fiscale, più di Dubai e Panama. Perchè nessuno lo dice?” di M. Dolcino per Scenarieconomici

    30 Aprile 2017

    https://scenarieconomici.it/germaniaparadisofiscale/

    2. Diciamo anche che la Germania si comincia a “organizzare” per le conseguenze di una eventuale Brexit fatta come si deve, eccolo arriva!

    Se Atene piange, Sparta non ride: mentre Boris Johnson combatte in Parlamento per portare a termine la Brexit secondo il mandato popolare, in Unione europea iniziano a volare gli stracci su come dividere il nuovo bilancio, da concordare nel 2021 e che durerà sette anni. Non paga di essere il paese che si è più avvantaggiato dell’Unione monetaria, la Germania lamenta che con l’uscita del Regno Unito si ritroverà con un fardello troppo pesante. L’Italia, contribuente netto (ovvero versa all’Ue più soldi di quelli che riceve), al momento non fiata. Ne dà conto il Financial Times.

    17 ottobre 2019

    La cancelliera afferma che Berlino deve affrontare un “onere eccessivo” a causa della Brexit

    Angela Merkel, cancelliera tedesca, ha chiesto che la Germania ottenga uno sconto nell’ambito del prossimo bilancio dell’Ue, affermando che Berlino deve affrontare un “onere eccessivo” a causa dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione.

    Per il proseguimento dell’articolo, scrivere queste parole chiave:

    FT – Angela Merkel chiede uno sconto per la Germania sul contributo al bilancio UE Voci dall’Estero

    Buona giornata.

    TheTruthSeeker

  18. @IlProf

    1. “Grazie per la sua ultima segnalazione:

    “Il terrorismo psicologico dietro al dibattito sulla Brexit”

    leggerò al più presto i suoi interessanti contenuti.

    2. In riferimento alla sua penultima segnalazione:

    https://ilprof.com/2013/10/02/questo-euro-no3-napolitano-euroeconomista-critico-e-preveggente-europresidente-accondiscendente/

    complimenti per questo suo altro ottimo articolo, comunque, ieri ho scritto due post su questo articolo a titolo integrativo, il primo soprattutto le potrà interessare, in retrospettiva fa vedere come per amore di potere e denaro si fanno le carte false negando quello che razionalmente e logicamente si sosteneva anni prima.

    Buona giornata.

    TheTruthSeeker

  19. @IlProf

    Off Topic ma le potrebbe interessare.

    “Udo Ulfkotte’s Book Exposing CIA Control of Western Journalism Now Available in English” by Paul Craig Roberts

    October 22, 2019

    https://www.paulcraigroberts.org/2019/10/22/udo-ulfkottes-book-exposing-cia-control-of-western-journalism-now-available-in-english/

    Magari lo bloccano di nuovo fra poco tempo, quindi se eventualmente interessato meglio approfittarne subito.

    Buona serata.

    TheTruthSeeker

  20. @IlProf

    Off Topic ma le potrebbe interessare, integrazione.

    Germania: «Io e altri centinaia di giornalisti al soldo della CIA

    «Per 17 anni sono stato pagato dalla Cia». Udo Ulfkotte è il più famoso giornalista di Germania, vincitore di tanti premi internazionali. «Io e altri centinaia abbiamo lavorato per favorire la Casa Bianca». E ancora: «La diversità dei punti di vista dei giornali è una farsa».

    di F. Fracassi da Pop Off del 29 settembre 2014

    Proseguimento:

    http://www.storiainrete.com/9523/xx-secolo/germania-io-e-altri-centinaia-di-giornalisti-al-soldo-della-cia/

    Da notare la parte finale dell’articolo:

    STORIA IN RETE HA PUBBLICATO GLI SCONVOLGENTI DOCUMENTI CHE TESTIMONIANO COME L’OSS – ANTENATO DELLA CIA – AVEVA GIA’ PIANIFICATO QUESTE AZIONI PER IL CONTROLLO DELLA STAMPA EUROPEA FIN DAL 1944.

    LEGGI STORIA IN RETE n. 90 E GUARDA LA COPIA FOTOSTATICA DELL’INCREDIBILE DOCUMENTAZIONE DEI SERVIZI SEGRETI USA!

    Buona giornata e cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

    • “STORIA IN RETE HA PUBBLICATO GLI SCONVOLGENTI DOCUMENTI CHE TESTIMONIANO COME L’OSS – ANTENATO DELLA CIA – AVEVA GIA’ PIANIFICATO QUESTE AZIONI PER IL CONTROLLO DELLA STAMPA EUROPEA FIN DAL 1944.”
      Sul ruolo OSS/CIA nell’avvio dell’Europa Atlantica ho scritto i due post seguenti:
      https://ilprof.com/2016/07/17/il-rilancio-del-super-stato-europeoii-parte-i-padri-fondatori-e-la-cia/#more-10963
      https://ilprof.com/2016/08/31/il-rilancio-del-super-stato-europeoterza-parte-limpronta-storica-anti-democratica-della-europa-atlantica-targata-cia/
      Cordiali saluti

      • @IlProf

        Si ok, li avevo già letti, ben fatti, complimenti, già conoscevo l’argomento da quel punto di vista, comunque, il punto che volevo segnalare con questa seconda segnalazione a titolo integrativo era piuttosto il controllo della stampa europea fin dal 1944 pianificato dall’OSS e il relativo documento storico da scaricare gratuitamente dal link segnalato e tutto questo in collegamento con quell’articolo che le avevo segnalato in precedenza “L’Impero della Menzogna” che lei aveva molto gradito e dove si parlava anche del ruolo cruciale del padre di Paolo Mieli per il controllo della stampa italiana nell’immediato dopoguerra e oltre e inoltre si parlava anche di Udo Ulfkotte, su quest’ultimo già le ho segnalato gli aggiornamenti di Paul Craig Roberts sul libro di Udo Ulfkotte, vedasi mio post precedente, iinvece sul ruolo cruciale del padre di Paolo Mieli per il controllo della stampa italiana nell’immediato dopoguerra e oltre, ecco qui delle informazioni più dettagliate sull’argomento che le potrebbero interessare.

        “Più che di Paolo Mieli sarebbe interessante arrivare a ragionare di Renato, suo padre”, di Leo Rugens

        Gennaio 2109

        https://leorugens.wordpress.com/2019/01/07/piu-che-di-paolo-mieli-sarebbe-interessante-arrivare-a-ragionare-di-renato-suo-padre/

        NB nel prossimo post ( in coda e quindi non in modalità “Rispondi” perché altrimenti si ingarbuglia ) su chi è in realtà questo Leo Rugens e relative mie breve considerazioni in merito.

        • Di Udo Ulfklotte conoscevo gia la storia e seguo anche discretamente Craig Roberts, ma non si è mai finito di imparare.
          Magaldi è per me un punto di domanda, mentre del padre di Mieli non so nulla e leggerò con attenzione la sua segnalazione.
          Grazie e buona serata

  21. @IlProf

    “1. In effetti invece sembra caduta proprio per questa sua irremovibilità”
    “A me sembra più verosimile che la Tatcher abbia dovuto dare le dimissioni per motivi di politica interna. Dopo 11 anni di Liberismo/Austerità era diventata impopolare e i sondaggi davano il partito conservatore perdente. Che invece ha vinto le elezioni del 1992, con Major succeduto a Margareth a fine 1990.
    Buona giornata”, Il Prof

    Non sono d’accordo su ipotesi del genere, infatti avevo già segnalato i quattro articoli di Atlantico Quotidiano indicando le parole chiave per trovarli tutti e quattro e che di nuovo riporto :

    Atlantico quotidiano category rubriche Thatcher sovranista

    In particolare:

    Dalla sua privilegiata posizione sulla prima fila dei banchi del governo, Geoffrey Howe aveva assistito alla veemenza della reazione di Margaret Thatcher alla proposta eurosognatrice di Delors. Era evidente che non vi fosse più alcun margine per la mediazione, che fosse impossibile ricondurla nell’alveo del piano Delors: era giunto il tempo di liberarsene. Si dimise, intenzionato a fare del proprio discorso di addio il segnale per la sommossa anti-thatcheriana. Con esso la accusò di rievocare dell’Europa “un’immagine da incubo, quella di un continente in cui pullulano malintenzionati intenti a complottare per ‘estinguere la democrazia’, ‘dissolvere le nostre identità nazionali’, e condurci attraverso ‘la subdola porta per un’Europa federale’”. L’occasione fu colta al volo da Heseltine, uomo della sinistra del partito, ancora oggi eurorintronato in servizio attivo. Margaret Thatcher, da Parigi dove si era recata per la fine ufficiale della Guerra Fredda, prevalse tra i parlamentari conservatori per 204 voti contro 152, mancando tuttavia di quattro voti la soglia per vincere al primo turno. L’ostilità di una fetta tanto ampia del partito sarà usata come pretesto dai ministri del suo governo per negarle il loro supporto nel secondo turno. Preso atto del loro tradimento, la Signora si dimise. Al Parlamento europeo, la sua decisione fu accolta stappando bottiglie di champagne. (minuto 7:12 del video 3). Tra i pochissimi a nutrire sentimenti opposti, il biondissimo ventiseienne corrispondente euroscettico del Telegraph Boris Johnson.

    Gli italiani, che con l’agguato di Roma I avevano innescato la catena di eventi culminata nelle dimissioni del primo ministro britannico, trionfanti diedero inizio alla pianificazione di un Roma II ora privo del principale ostacolo al Sogno Europeo. A Londra, una Thatcher dimissionaria designava il Cancelliere John Major come suo erede. L’uomo aveva pochi pregi: un certo savoir-faire con le donne mature, sviluppato forse quando 19enne era andato a vivere con una donna di 33, ed un’umile estrazione sociale che la “figlia del droghiere”, a suo modo piuttosto classista, aveva sempre apprezzato nei suoi sottoposti. Soprattutto, era un giovane inefficace e privo di particolari convinzioni, incluso l’europeismo, il ché avrebbe consentito alla Thatcher di mantenere una notevole influenza su larghi settori del partito. Forte di un simile endorsement, Major prevarrà su Heseltine.

    Riferimento, quarto articolo della serie:

    http://www.atlanticoquotidiano.it/rubriche/thatcher-sovranista-4-lultima-battaglia-contro-una-moneta-unica-e-una-banca-centrale-europea-e-indipendente/

    Insomma, in poche parole, il partito conservatore si mise in stand-by, né essere troppo euroscettico come la Thatcher, né essere troppo eurontusiasta come Heseltine.

    Cordiali saluti e buona giornata.

    TheTruthSeeker

    PS col senno del poi fecero male ma come in qualsiasi società occidentale già allora ( anche prima ovviamente ) i politici erano solo burattini in mano ai pupari che stanno dietro le quinte e quindi molto probabilmente le elite britanniche dietro le quinte decisero che era meglio stare in stand-by.

    • Forse mi sono espresso male, non intendevo sostenere che il fattore di politica interna sia stato la ragione esclusiva che ha portato alla fine della carriera politica della Tatcher.
      Credo però che abbia avuto un suo peso (gli avversari l’aspettavano al varco, dopo averla subita per 11 anni). Avevo letto l’articolo di Atlantico Quotidiano, a questo punto leggerò attentamente anche gli altri 3, c’è sempre da imparare.
      Aggiungo anche uno spunto sul tema Tatcher/Europa/Brexit. Quale ruolo dietro le quinte può avere avuto l”alleato” americano nella vicenda finale della Tatcher? Vedeva bene un Regno Unito dentro una moneta unica europea o no? Sembra una domanda superata e archiviata dalla storia, ma siamo in piena vicenda Brexit, nella quale forse Washington non è estranea.
      Cordiali saluti

  22. @IlProf

    In riferimento alla risposta che le ho appena dato ( in modalità “Rispondi” e non ancora pubblicata) al suo post del 23 Ottobre 2019 at 8:04, ecco l’integrazione come promesso nella nota finale.

    Chi è in realtà questo Leo Rugens.

    https://leorugens.wordpress.com/2018/08/26/se-fossi-in-voi-eviterei-di-farmi-ancora-piu-incazzare/

    Mie brevei considerazioni in merito.

    Ciò che per me personalmente depone contro questo personaggio:

    1, ha spiccate simpatie per la massoneria “progressista” e in particolare per G. Magaldi.

    2. ha spiccate simpatie per gli ebrei ed Israele, il suo cognome non sembra comunque di orgini ebraiche ma a quanto pare ha avuto forti legami di varia natura con la comunità ebraica.

    ps ovviamente chiunque parti da questi presupposti ha delle sue faziosità intrinseche da non sottovalutare affatto, per questo ho detto che depongono a suo sfavore.

    Ciò che per me personalmente invece depone a favore di questo personaggio:

    1. ha lavorato anche con i servizi segreti.

    2. si denota in lui un certo non indifferente amor patrio che per gente della sua età ( ha più di 70 anni ) è una cosa rara e visto che ha lavorato anche per i servizi segreti ( non ci metto la mano sul fuoco ma fra le righe fa capire anche quello ) e allora nel suo blog si leva qualche sassolino e qualche sassolone da scagliare contro i piani alti del potere sulle loro magagne passate e presenti.

    3. Non lo seguo spesso ma solo qualche volta, ho commentato una sola volta nel suo blog, non ottenendo nessuna risposta, non ho più commentato.

    Cordiali saluti e buona serata.

    TheTruthSeeker

  23. Precisazione.

    “3. Non lo seguo spesso ma solo qualche volta, ho commentato una sola volta nel suo blog, non ottenendo nessuna risposta, non ho più commentato.”

    Ovviamente non era un punto a suo favore ma solo una nota finale a titolo di cronaca.

    Di nuovo cordiali saluti e buona serata.

    TheTruthSeeker

  24. @IlProf

    “Sembra una domanda superata e archiviata dalla storia, ma siamo in piena vicenda Brexit, nella quale forse Washington non è estranea.”IlProf

    Telegraph, Pritchard: “L’Unione Europea è sempre stata un progetto della Cia”

    Giugno 2016

    Ambrose Evans Pritchard, sul Telegraph, argomenta che, per quanto giuste siano le motivazioni del Brexit, i suoi sostenitori, al contrario degli altri movimenti euro-scettici, si sono illusi fino alla visita di Obama in UK di essere supportati oltre oceano; non hanno colto due aspetti fondamentali: che la UE è da sempre un progetto strategico americano finanziato dalla CIA e che l’establishment al governo nell’intero Occidente vede l’Unione Europea come il vacillante Impero Ottomano del 19° secolo e il Brexit come un atto di vandalismo strategico che rischia di favorire le potenze che sfidano l’egemonia anglosassone. La verità è che i sostenitori del Brexit non hanno ancora fornito una visione del futuro della Gran Bretagna post-Brexit che respinga per il paese le illusioni di poter non avere responsabilità globali, rischiando di trovarsi a litigare con il resto dell’Occidente.

    Proseguimento:

    https://www.imolaoggi.it/2016/06/11/telegraph-pritchard-lunione-europea-e-sempre-stata-un-progetto-della-cia/

    In breve, per come la vedo io e per quello che ho capito finora, agli USA andava molto bene un UK invischiata nella UE ma non nella UEM perché altrimenti si sarebbero create troppo scintille fra UK e Germania, prevedendo che scintille sarebbero comunque avvenute fra la Germania e gli altri paesi della UEM, quindi hanno preferito evitare di sovraccaricare il progetto di ulteriori rischiose tensioni del genere che avrebbero potuto comportare rischi di mandare tutto a monte e poi UK storicamente era , è stata ed è tuttora russofobica, paesi occidentali del continenente europeo ( Germania, Francia, Italia) no e quindi dovevano essere ingabbiati anche da un punto di vista economico con la UEM.

    Di nuovo cordiali saluti e buona serata.

    TheTruthSeeker

  25. IlProf

    1. “Dopo aver letto qualche post di Leo Rugens concordo con lei. Interessante ma ambiguo, da prendere con le pinze”IlProf

    Diciamo che andavo di fretta nel commento che ho fatto sul personaggio, e quindi ero stato clemente nel giudizio espresso, questo il mio rating finale:

    un po interessante a livello controinformativo su questioni interne italiane, molto fazioso su Israele e atteggiamento donabbondesco sulle malefatte guerrafondaie degli USA in giro per il mondo, insomma, da seguire solo ogni tanto/qualche volta per carpire qualche controinformazione di pregio sulle magagne riguardanti la politica interna italiana, da non seguire mai su tutto quello che scrive sulla politica estera, è già fallato in partenza.

    2. Magari stasera o domani le rispondo su sua considerazione su Magaldi e le segnalerò anche una chicca riguardante un episodio avvenuto qualche giorno fa su Rai 3 dal quale si vede il livello allucinante di propaganda pro UE raggiunto dai media mainstream.

    Buona giornata e cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

  26. @IlProf

    1. Su G. Magaldi.

    A. Massoneria: “Da Magaldi sensazionalismo, ma super-logge esistono”

    di Gabriele Adinolfi – Adriano Scianca – 19/11/2014

    Fonte: intelligonews

    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49845

    B. Vedasi il mio ultimo post al seguente articolo:

    Magaldi: Grillo in declino, senza idee. Orfano di Casaleggio Libreidee

    C. Vedasi i miei primi due post al seguente articolo:

    Magaldi: all’Ue serve Keynes (e a Martina uno psichiatra) Libreidee

    D. Per trovare articolo, scrivere le seguenti parole chiave:

    Passaparola: Gli italiani bambinoni deficienti governati da massoni di Gioele Magaldi Blog Beppe Grillo

    E. Vedasi il mio terz’ultimo post ( quello del 16 maggio 2019 h 10:48 ) al seguente articolo:

    Magaldi: Salvini abbaia ma non morde, proprio come l’Italia Libreidee

    In conclusione e in breve, G. Magaldi tambureggiava tutto convinto per la guerra in Libia contro Gheddafi e poi quest’anno è stato fra gli organizzatori di conferenza di pace a Milano con simboli come Sankara, Palm e Rosselli, su Keynes si inventa storie di sana pianta per lodarsi e imbrodarsi delle sue soluzioni globaliste copiate anche da gente come Soros e Prodi ( eurobond e BCE prestatore di ultima istanza) , lui che si definisce cosmopolita definisce gli italiani poveri bambinoni deficienti e per definzione e sua stessa ammissione ( Vedasi il punto E. ) non gli interessa niente della maggioranza del popolo italiano, insomma, per farla breve, un massone cosmopolita “progressista” interessato molto di più al progresso delle elites occidentali rispetto al vero progresso del popolo italiano, insomma, sono lupi travesti da agnelli, magari non così pericolosi ma da tenere sempre a debita distanza.

    Cordiali saluti.

    TheTruthSeeker

  27. @Il Prof

    “2. Magari stasera o domani le rispondo su sua considerazione su Magaldi e le segnalerò anche una chicca riguardante un episodio avvenuto qualche giorno fa su Rai 3 dal quale si vede il livello allucinante di propaganda pro UE raggiunto dai media mainstream.”, TheTruthSeeker, riferimento: parte finale del mio post del 24 Ottobre 2019 at 10:55.

    Ecco la chicca, arriva!

    Martedì 22 ottobre per puro caso ho visto un breve pezzo di “CartaBianca” su Rai 3, c’era Maurizio Belpietro, direttore di “LaVerità” che diceva che l’Italia è contributore netto della UE e in cambio la UE da soldi a paesi dell’Est europeo (aderenti alla UE ) per favorire le delocalizzazioni indistriali dei paesi più avanzati da un punto di vista industriale della UEM ( Germania, Francia, Italia ) e giustamente ne segnalava l’assoluto nonsense, il suo interlocutore era un’opinonista, una certa Elisa Serafini, ( anche consulente dell’Istituto Bruno Leoni) che tutta ridente diceva che la UE invece ha fatto e fa molto bene perché in questo modo si è impedito che i paesi dell’Est europeo potessero rientrare nell’orbita della Russia, Bianca Berlinguer non ha dato più la parola a Maurizio Belpietro ed è andata avanti come se nulla fosse accaduto.

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