I nostri governi continuano a fregarci. E i media li coprono

Politici e informazione in combutta antidemocratica

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Il 24 aprile scorso Mattarella ha firmato il decreto legge della “manovrina” di Padoan/Gentiloni che, nello stesso giorno, è stato pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Prevede nel 2017 interventi per una correzione di poco più di 3 miliardi del deficit, che scenderebbe così quest’anno al 2,1% del Pil. Abbiamo eseguito quello che “ci ha chiesto l’Europa“.

La data dell’approvazione si colloca tra il primo turno delle presidenziali francesi (23 aprile) e le primarie del PD (30 aprile), due avvenimenti che hanno assorbito le prime pagine per giorni e giorni. Il varo del decreto è quindi passato in sordina, anche perché il governo ci lavorava da 3 mesi ed era diventato una specie di cantilena.

Ma è invece un atto di primaria importanza per la nostra economia e per le future tasche degli italiani. Continua a leggere

Le panzane sull’Eurouscita/2 – Ma con la Brexit, la Gran Bretagna non doveva andare in recessione?

Giugno 2016-Il Fondo Monetario Internazionale paventa una recessione nel 2017 se vincerà la Brexit e ….

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Il Fondo Monetario Internazionale pubblica due volte l’anno un aggiornamento di una ricchissima banca dati delle economie dei paesi del mondo, che riguarda il passato e fornisce le previsioni per l’anno in corso più i successivi 5 anni. Le stime del FMI sono considerate tra le più attendibili e un punto di riferimento per gli analisti internazionali. E’ appena stato pubblicato il primo dei due aggiornamenti del 2017, che fornisce quindi anche le previsioni fino al 2022. Un invito a nozze per me che ricordo le fosche previsioni di recessione in caso di Brexit, formulate nel giugno 2016 dal FMI, che capeggiava il coro politico, mediatico ed istituzionale occidentale. Tant’è che alla vigilia del referendum britannico avevo scritto un articolo dal titolo “Il terrorismo psicologico dietro al dibattito sulla Brexit

… Aprile 2017 – Il FMI prevede un futuro brillante dell’economia britannica (2017-2022)

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“Strana” coincidenza tra avvio Euro e Boom Germania

Due grafici che non ammettono replica: L’Euro è l’asso nella manica (il trucco) della Germania nel Mondo intero.

GRAFICO n. 1 – Il deficit commerciale della Germania diventa un surplus (current account surplus) subito dopo l’introduzione dell’Euro (1999). Poi decolla e batte prima il Giappone e poi anche la Cina. Deutschland über alles!

GRAFICO n. 2 – Surplus commerciale tedesco= 8% del Pil nel 2016, in infrazione delle regole (????) europee (????). Alla Totò: “Ma mi faccia il piacere …”

Grafici dedicati a chi crede nella favola dell”Europa dei Popoli” di oggi.

Fonte dei grafici: Quartz (Germany is playing a dangerous game on trade)


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Il piano (serio) di Marine Le Pen per uscire dall’Euro

Recupero della sovranità monetaria e della politica economica nazionale, i due pilastri della Frexit lepenista.

In un recente articolo apparso su Bloomberg.coml’articolista Helene Fouqet riporta le dichiarazioni espressa domenica scorsa da Bernard Monot, consigliere economico di Marine Le Pen, a margine del raduno di Lione organizzato per il lancio ufficiale della campagna elettorale presidenziale.

Sono dichiarazioni fondamentali in quanto riguardano a) le modalità di reintroduzione di una moneta francese, b) come gestire il debito pubblico e c) l’approccio della nuova politica economica pubblica.

Il consigliere economico – che è alla testa di una squadra di lavoro di esperti – è consapevole dei rischi del periodo di transizione di una uscita dall’euro e sostiene di avere anche in cantiere un piano di emergenza, nel caso si manifestasse una violenta crisi.

Quanto rivela Bernard Monot è contenuto (in modo più generico) nei 144 punti del programma presidenziale di Marine Le Pen, disponibile on line. Il primo impegno – più simile ad una dichiarazione di intenti – che si assume la candidata francese recita così.

Recuperare la nostra libertà e il controllo del nostro destino, restituendo al popolo francese la sua sovranità (monetaria, legislativa, territoriale, economica).
A tal fine, sarà avviata una negoziazione con i nostri partner europei seguita da un referendum sulla nostra appartenenza alla Unione europea. L’obbiettivo  è l’attuazione di un progetto europeo rispettoso dell’indipendenza della Francia, delle sovranità nazionali e che serva gli interessi dei popoli.

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Sta per succedere qualcosa di molto strano/5 – Come si può evitare il collasso finanziario mondiale

L’arma segreta: la creazione di moneta degli Istituti di Emissione (Banche Centrali)

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Come ampiamente illustrato nei precedenti quattro articoli di questo ciclo dedicato all’instabilità economica e finanziaria, il mondo è entrato in questo inizio del XXI secolo in una inedita e pericolosa spirale di alto debito, di bassa crescita, deflazione e disoccupazione. La fascia di povertà nel mondo occidentale è in continuo allargamento, le tensioni sociali crescono e la fanfara della comunicazione ufficiale crede di cavarsela demonizzando il populismo.

Non hanno capito niente, l’elezione di Trump è stata per loro una sorpresa e ancora oggi sostengono che sarebbe il frutto dell’allarmismo populista di metà degli elettori americani. Così come viene liquidato come demagogico il forte sentimento di contestazione e di cambiamento espresso da larghe parti dell’opinione pubblica ungherese, inglese, francese, austriaca, italiana, ecc. Visione storica zero, semplice ed aprioristica difesa della struttura di potere in essere, della quale la stragrande maggioranza dei giornalisti cartacei e televisivi si sentono (o ambiscono far) parte.

L’attuale situazione è invece il risultato di due successive fasi del ciclo storico iniziato nel secondo dopoguerra che ho illustrato qui. Siamo ora nella terza fase, caratterizzato da un mondo in corso di globalizzazione capitalistica, ad alta instabilità economico-finanziaria e geopolitica, le cui cause – che ho qui analizzato – sono teoricamente chiare e rimovibili. Ma è per me altrettanto evidente che l’élite saldamente al potere nel mondo da circa un secolo, che ha generato questa situazione, cercherà di non retrocedere.

Per “retrocedere” intendo: 1) accordare nuovamente alle classi lavoratrici una maggiore quota del reddito prodotto ogni anno, 2) isolare il casinò della finanza selvaggia dal mondo bancario che gestisce i depositi dei piccoli risparmiatori ed eroga il credito al mondo produttivo e 3) eliminare i paradisi fiscali che consentono a) di evadere le tasse ed aumentare i profitti a danno dei bilanci pubblici e, ancor più importante, b) di far fluire i flussi finanziari utilizzati dai servizi segreti per i loro traffici e e le loro sporche manovre internazionali, di cui non avremo mai resoconti televisivi e giornalistici.
Come dire: bisognerebbe cancellare le due “conquiste” economiche e finanziarie della élite globalizzante anglo americana dell’ultimo quarto del secolo scorso e ridurre lo spazio di manovra dello scontro geopolitico e del riciclaggio del denaro sporco, droga compresa.

Ma come si può allora interrompere la perversa spirale tra aumento del debito e bassa crescita che rischia di portare al punto di fusione il motore finanziario capitalistico mondiale? Pongo la domanda in altri termini: se la situazione sfuggisse di mano e si avviasse il collasso finanziario, esiste il modo di contenerne i danni e ripartire su basi più solide?

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Il rilancio del Super Stato Europeo/Prima parte

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Il vecchio “sogno” europeo si ripresenta. E’ la risposta alla Brexit?

Negli ultimi giorni il sito americano SuperStation95 e i siti inglesi Express  e DailyMailOnline hanno rivelato l’esistenza di un documento riservato di 10 pagine, sottoscritto dai Ministri degli Esteri tedesco e francese dopo l’esito del Referendum britannico, in cui si evoca la creazione di un Super Stato Federale europeo, come “salto di qualità” della attuale UE. 

In estrema sintesi, i due ministri auspicano (ulteriori) cessioni di sovranità da parte dei paesi membri ad istituzioni centrali europee in materia di: sicurezza interna (terrorismo) e controllo dei confini esterni, gestione immigrazione, istituzione di un corpo di protezione civile europeo, politica estera, aumento del bilancio per spese militari (come richiesto dagli Stati Uniti), ulteriore accentramento delle politiche di bilancio (vogliono accentrare anche la politica degli investimenti pubblici, a partire dal 2018!), equiparazione del trattamento fiscale delle società transnazionali.
Sono ovviamente confermati i Trattati dell’EZ, quindi le regole del Mercato Comune, della Moneta Comune + BCE (politica monetaria) e della politica economica (deficit, debito pubblico, l’Austerità), la cui gestione, come abbiamo visto, sarebbe ulteriormente accentrata.

Ovviamente non c’è alcun cenno nell’area delle forze armate di difesa ed attacco vere e proprie, essendo campo riservato alla NATO – a guida americana – ed all’esercito e marina USA. Dalla fine della seconda guerra mondiale l’Europa è un protettorato militare americano, diventato poi con l’Eurozona una colonia politica ed economica tedesca. Il padrone è l’America, lo scagnozzo è la Germania. Il Super Stato europeo se mai dovesse concretizzarsi sarebbe sempre sotto tutela militare di Washington e le armi nucleari off limits per gli europei. NATO ed EZ, due facce della stessa medaglia. 

Ancora, secondo i due ministri, coerentemente con una struttura federale alcune aree rimarrebbero di competenza delle ex nazioni (es. la sanità, l’ambiente).

Infine il nostro duo suggerisce il metodo: “Alla luce degli squilibri esistenti (sic!), la trasformazione della Unione Monetaria Europea non deve avvenire con un solo passo, ma piuttosto deve essere il risultato di una pragmatica e graduale evoluzione, che terrà conto dei problemi di crescita economica e dell’occupazione”. Questa loro concessione è un capolavoro di ipocrita diplomazia politichese.

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Sta succedendo qualcosa di molto strano/3 – Economia e Finanza

Cosa sta succedendo di molto strano? Il sistema oligopolistico mondiale instauratosi negli ultimi 30 anni si sta avvitando e ha bisogno di un riassetto generale (reset). Quale?

Ci muoviamo sul viscido terreno delle ipotesi, ma quando gli indizi sono tanti (Aghata Christie sosteneva che tre indizi sono una prova) allora il terreno diventa una solida base. Di seguito espongo otto indizi/anomalie storiche della situazione odierna che ci serviranno da base per scandagliare il futuro.

INDIZIO N. 1 – Alla Grande Depressione generata dalla crisi del 2008 ha fatto seguito nel mondo (e vi siamo tuttora immersi) un “anomalo e prolungato” periodo di crescita contenuta, di occupazione bassa o precaria, e di bassa inflazione con epicentro nel mondo occidentale “sviluppato”, in particolare l’Europa. Si tratta di una semi-stagnazione da carenza di domanda (per arretramento reddito da lavoro/potere d’acquisto delle famiglie e per taglio spesa pubblica), riconosciuta ormai come tale da tutte le scuole di pensiero economico. Di questo ho parlato nei due precedenti post di questa serie (qui e qui).
Il grafico sottostante ci dà la principale spia rivelatrice di ciò che ho appena affermato: il prolungato basso valore dell’inflazione (che ha pochi significativi precedenti storici), alla faccia delle iniezioni record di liquidità praticate dalle banche centrali (vedi indizi successivi).
La ciliegina sulla torta: sono le leggi stesse del dio mercato del liberismo economico che indicano nella carenza di domanda la causa principale di una bassa inflazione.global-inflation-world-bank
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Il Pil 2015 è cresciuto del + 0,8% …. no del + 0,6% …. anzi del +0,1%

Ottobre 2015, Renzi intervistato a 1/2 ora: “Sul Pil avevamo fatto una previsione del +0,7%, sarà del +0,9%, anzi io penso che arriveremo all’1%”

Pil, Istat dopo le polemiche ammette: “Nel 2015 salito dello 0,6%”. “Gioco di arrotondamenti per arrivare a +0,8″

Non mi rende felice scrivere questo post, ma di essere preso per i fondelli ne ho le tasche piene.

E non giustifico la propaganda renziana – supportata dai telegiornali e degli organi di stampa – nemmeno se l’intento è quello di spargere ottimismo: sono i conti di fine mese delle famiglie e i conti delle imprese che possono creare ottimismo o cautela, non certo i tweet e le comparsate del nostro Primo Ministro, che continua a trattare i cittadini come degli italioti (anche se devo ammettere che esistono anche quelli).

Veniamo ai numeri del Pil (fonte Istat).

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Sta succedendo qualcosa di molto strano/2-Economia e Finanza

Dove ci porterà la Fase 3?

Ovvero: è possibile riequilibrare la distribuzione del reddito, dei patrimoni e “risanare” la finanza? Ed avere così una società più stabile ed equa?

SINTESI PER I LETTORI FRETTOLOSI. QUESTO POST E’ UNA RAPIDA DISAMINA DELLE PRINCIPALI SOLUZIONI “TECNICHE” PER RIFORMARE IL SISTEMA ECONOMICO-FINANZIARIO E RISPONDERE QUINDI AFFERMATIVAMENTE ALLE DOMANDE ENUNCIATE.
DATO PERO’ CHE CHI DETIENE IL POTERE NON INTENDE RINUNCIARE ALLE CONQUISTE DEGLI ULTIMI 60 ANNI, LE PROBABILITA’ CHE TALI SOLUZIONI VENGANO POSTE IN ATTO SONO MINIME.
QUESTA E’ LA SOSTANZA DI QUESTO POST, CHE E’ QUINDI UTILE PER CHI E’ INTERESSATO A CONOSCERE LE POTENZIALI SOLUZIONI “TECNICHE”.
MA ALLORA PERCHE’ QUESTA MINI SERIE DI POST SULL’ECONOMIA E LA FINANZA MONDIALE SI INTITOLA: STA SUCCEDENDO QUALCOSA DI MOLTO STRANO?
MI CIMENTERO’ CON QUESTA DOMANDA NEL SUCCESSIVO POST DI QUESTA SERIE, CHE SI AGGANCERA’ POI ALLE “STRANEZZE” IN MATERIA DI GEOPOLITICA.

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Atene riceve 7 miliardi-Che la farsa del 3°”salvataggio” abbia inizio

Servono a ripagare i debiti verso FMI e BCE

Ieri il Fondo EFSF ha versato alla Grecia 7,1 miliardi. L’altro flusso in atto ripreso da venerdì scorso riguarda la liquidità delle banche riaperto dalla BCE dopo l’approvazione da parte del Parlamento greco dell’accordo siglato nella notte della lunga trattativa.

Molti giornali e televisioni parlano di avvio della normalizzazione, distorcendo e manipolando la visione dell’opinione pubblica. 

Mi spiego. Nella stessa giornata di ieri il governo greco ha rimborsato 6,7 miliardi a FMI e BCE, i 0,4 rimanenti seguiranno in agosto la stessa via. Il debitore ha pagato i suoi creditori, sano principio da rispettare sempre (salvo rarissime eccezioni, es. lo strozzino). Ma nelle casse pubbliche per il “salvataggio” della Grecia non ne rimane nulla. E va beh direte voi, ma questo è il finanziamento ponte del EFSF per le esigenze a breve e per i ritardi accumulati. Giusto, guardiamo il “pacchetto” varato nel suo insieme, eccolo in forma grafica.

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