Quinto Potere, quando la fiction anticipa la realtà/2

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L’ESCALATION della denuncia di Howard Beale arriva AL CUORE DEL SISTEMA, CHE REAGISCE

Riassunto della prima parte. Come abbiamo visto nella prima parte il presentatore televisivo Howard Beale non ha più niente da perdere, è in odore di licenziamento ed ha perso la moglie. E’ troppo vecchio, non serve più e viene trattato come una scarpa da buttare. Ma visto che nella vita non ha più nulla da perdere, reagisce istintivamente denunciando nella sua apparizione serale il profondo stato di crisi in cui si trova il suo paese (Stati Uniti) ed invocando la reazione dei cittadini apatici, che rispondono positivamente. Nella successiva trasmissione attacca violentemente la subdola missione “ipnotica” della …… televisione, principale causa di un strisciante obnubilamento di massa. Imprevedibilmente i suoi sermoni hanno successo, gli ascolti schizzano e i vertici di comando del gruppo della sua rete televisiva fanno retromarcia sul licenziamento e lo invitano a continuare. Fin qui tutto bene. Ma …….

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Questa volta Howard oltrepassa il segno.


Risultati immagini per quinto potereNon è disponibile né su Youtube né su Vimeo lo spezzone del film che a questo punto avrei presentato, ripiego riportando il testo di buona parte della filippica di Howard contro l’avvio della subdola vendita agli arabi del gruppo televisivo CCA (per cui lui stesso lavora).

    «In questo paese quando una compagnia vuole appropriarsi di un’altra compagnia ne compra il pacchetto azionario maggioritario. Ma prima deve informare ufficialmente il Governo. E’ così che la CCA si è appropriata della UBS, la compagnia che possiede questa rete.

       Ma adesso un’altra compagnia sta comprando la CCA. La compagnia si chiama Western World Founding Corporation. Hanno informato il governo stamattina. Beh però chi è questo diavolo di WWFC?

    E’ un consorzio di banche e di compagnie assicuratrici che non sta comprando la CCA per sé stesso, ma come agente di qualcun altro. E chi è questo qualcun altro? Non lo dicono a voi, non lo dicono al Senato, non lo dicono alle Commissioni Federali di Controllo, non lo dicono al Ministero della Giustizia, dicono che non è affar nostro!

      Col cavolo! Ve lo dico io per chi la compra la CCA! La compra per la società di investimenti dell’Arabia Saudita, la comprano per gli arabi …. questi intrallazzi vengono effettuati per far sì che gli arabi si impadroniscano di noi …… Sappiamo tutti che gli arabi controllano 16 miliardi di dollari in questo paese, una fetta della 5th Avenue, 20 immobili centrali a Boston, una parte del porto di New Orleans …. (continua l’elenco di proprietà immobiliari) …., controllano l’Aramco, l’Amoco e la Mobil Oil sono dappertutto ……

      E questo è soltanto quello che sappiamo. C’è ancora tantissimo di cui non sappiamo quasi niente! Perché tutti questi petrodollari scorrono attraverso la Svizzera e il Canada e le maggiori banche d’America ……

       Fino a questo momento gli Arabi ci hanno fottuto abbastanza dollari per ritornare indietro e con il nostro stesso denaro comprarsi la General Motors, la IBM, la Dupont, la US Steel ….. e 20 altre grandi società americane. Diavolo! Possiedono già mezza Inghilterra!

       Quindi, statemi a sentire, statemi bene a sentire per Dio! Gli arabi ci stanno semplicemente comprando! C’è soltanto una cosa che li può fermare. VOI! VOI! …… Quindi io voglio che vi alziate subito, che vi alziate dalle vostre sedie ….. che saliate sulle vostre macchine e che guidiate fino all’ufficio postale più vicino, io voglio che mandiate un telegramma alla Casa Bianca!

       Entro mezzanotte voglio un milione di telegrammi nella Casa Bianca, voglio che affondino fino al ginocchio nei telegrammi! Voglio che scriviate un telegramma al presidente Ford che dica ” sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più, io non voglio che le banche vendano il mio paese agli arabi! Voglio che l’accordo CCA sia fermato!”»

E a questo punto, in preda ad uno stato compulsivo di sovra eccitazione, Howard cade a terra svenuto, tra gli applausi entusiasti del pubblico in sala.
Il riferimento agli investimenti arabi negli anni 70 e 80 non è frutto di fantasia, ma di un ciclo effettivamente avvenuto, principalmente però ad opera del Giappone e delle Tigri Asiatiche. A quel ciclo ha fatto seguito negli ultimi decenni quello della Cina. 

Il contrattacco del Potere.

Entra in scena Arthur Jensen, il capo dei capi, colui che è al vertice della CCA e che, dietro le quinte, aveva avallato la decisione di mandare in onda il nuovo Profeta Risultati immagini per network movie 1976dell’etere. Alla luce della trattativa con gli Arabi, possiamo sospettare che l’abbia fatto perché l’aumento degli ascolti avrebbe fatto salire il prezzo di vendita della CCA.
La sua reazione (che vedrete nel prossimo video) è un inatteso capolavoro di psicologia e manipolazione mentale del suggestionabile Howard Beale, per “convertirlo” alla causa della globalizzazione finanziaria.

Beale e il suo capo (Mr. Hackett) vengono convocati nella sede della CCA, Jensen accoglie nella lussuosa sala d’attesa lo showman, con un tono disteso e cordiale. Il loro incontro nella sfarzosa sala riunioni della Presidenza è preceduto da questo dialogo tra i due.
Jensen (entrando nella sala d’attesa): “Buongiorno signor Beale, mi dicono che lei è pazzo.”

Beale: “Solo ad intervalli.”
Jensen: “E adesso com’è?”
Beale: “Sono pazzo da legare”
Jensen:”E chi non lo è!” (Jensen prende sotto braccio amabilmente Beale, ignorando totalmente Hackett e i due si incamminano verso la sala riunioni).
“Voglio condurla nella sala delle riunioni, mi sembra il luogo più appropriato per ciò che devo dirle.”
“Io ho cominciato come venditore, signor Beale, (continuano a camminare), ho venduto macchine da cucire, pezzi di ricambio per auto, spazzole per capelli, apparecchi elettronici. Dicono che posso vendere qualsiasi cosa. Vorrei cercare di vendere qualcosa a lei” (varcano la soglia della sala riunioni)

Da trascinante Profeta a triste Conformista

Rimando al prossimo paragrafo il mio commento sul lavaggio del cervello di Howard ad opera di Jensen, e seguo la trama del film. IL Capo dei Capi ha colto nel segno: lo psicolabile Beale è convinto, rassegnato alla fine della democrazia e del valore del singolo individuo, che è irreversibilmente diventato un “consumatore transistorizzato”. Questo è il nuovo messaggio che lancia dopo il sermone subito da Jensen. Lo potete sentire e vedere in azione nel seguente spezzone del film, andando direttamente al minuto 5 (prima c’è ancora l’incontro con Jensen, non ho trovato di meglio su Youtube).


Con la sua tragica rassegnazione, la stella di Howard Beale si spegne, i giovani che aveva entusiasmato lo abbandonano, gli ascolti crollano. Il film si conclude con l’assassinio del nostro, per una congiura dei dirigenti della UBS, all’insaputa di Jensen, ma non è questo che interessa in questa sede.

Il discorso di Jensen è una preveggente, realistica metafora della Globalizzazione e della sua mistificazione mediatica.

Ripartiamo dal nocciolo del discorso di Jensen e sviluppiamo qualche rapida considerazione sulla globalizzazione (conto di scrivere più in dettaglio in futuro). Le sue affermazioni chiave sono:

  • “Non vi sono nazioni, non vi sono popoli, … esiste soltanto un multinazionale dominio dei dollari ….
  • “E’ il sistema internazionale valutario che determina la totalità della vita su questo pianeta, questo è l’ordine naturale delle cose oggi!”
  • “Non esiste l’America, non esiste la democrazia …. le nazioni del mondo oggi sono le corporation multinazionali …. non viviamo più in un mondo di nazioni e di ideologie”
  • “Il mondo è un business signor Beale, lo è stato da quando l’uomo è uscito dal magma”
  • “E i nostri figli vivranno per vedere quel mondo perfetto, senza guerre, senza fame …..una vasta ed ecumenica società finanziaria, per la quale tutti gli uomini lavoreranno…. senza angosce ….senza noia”

Il discorso parte dall’aspetto finanziario ed economico della globalizzazione ad opera delle multinazionali, processo che – sostiene animosamente Jensen – trascende e rende obsoleto il concetto di nazioni e di democrazia. Poi qualifica tale evoluzione come ineluttabile (il mondo è sempre stato un business) e, addirittura, come un progresso sociale per l’umanità intera (una vasta ed ecumenica società finanziaria). Ineluttabilità e progresso, eccola l’apologia, la maschera della globalizzazione che i mass media ortodossi, il mondo della cultura e le istituzioni sostengono e propagandano incessantemente. L’autore di questo film lo aveva già colto 40 anni fa.

La realtà è che i danni provocati dalla eccessiva ricerca del profitto nella economia reale e dalla finanziarizzazione dell’economia sono sotto i nostri occhi: dopo 25-30 anni dal suo fiorire la “società ecumenica” ha prodotto nel mondo “sviluppato” disoccupazione di massa, impoverimento diffuso, tensioni sociali e il mondo sta nuovamente affogando nel debito (Fondo Monetario Internazionale)

Lo spiraglio di speranza suggerito dal film

Non si può certo definire Quinto Potere un film ottimista. Ma un paio di spunti positivi li dà. Il primo è l’invito a non rassegnarsi, anzi ad “incazzarsi”.
Il secondo è provocatorio: “spegnete il televisore”. Personalmente fatico a non essere d’accordo, perché a parte i canali tematici seri, la stragrande maggioranza delle trasmissioni è per me spazzatura, inquinamento mentale.
Il film però (ricordiamoci che siamo nel 1976) non dà un’alternativa. Che oggi però e per fortuna c’è: mi riferisco ad Internet che, è vero, richiede tempo e perseveranza e può anche essere un impegno poco o per nulla rilassante, ma col tempo dà grandi risultati, soddisfazione e consapevolezza. E’ un mondo aperto all’esplorazione per coloro che hanno dubbi o sono disposti addirittura a mettere in discussione convinzioni consolidate e stratificate nel tempo.

Le speranze di correggere la pericolosa rotta di marcia del nostro sistema e di avere un mondo migliore per noi e i nostri figli e nipoti risiedono nella disintossicazione, almeno parziale, dal potente e sottile indottrinamento a cui siamo tutti sottoposti dai banchi di scuola, che ci porta ad approvare ciò che dovremmo contrastare. Nella costituzione di una opinione pubblica critica e non più prona alla propaganda dell’élite di potere. Ci sono molti ostacoli psicologici individuali (ne cito uno solo: la reticenza ad ammettere di essere stati manipolati) e collettivi perché avvenga questo affrancamento, ma credo che, in parte, possa avvenire.
E non è una questione di mancanza di intelligenza, la macchina mediatica è quasi perfetta, ma ha una falla, Internet appunto. Approfittiamone quindi, anche perché se il disagio e il malcontento sociale – in forte aumento a causa dei limiti stessi del capitalismo oligarchico – non trova una base razionale può essere ancora una volta manipolato e dar luogo a finti o peggiorativi cambiamenti politici.

La Globalizzazione è un processo funzionale alla egemonia geo politica americana.

Dal secondo dopoguerra del secolo scorso gli Stati Uniti d’America sono la nazione leader nel mondo. I pilastri su cui si fonda oggi la sua supremazia sono:

  1. Il ruolo di re Dollaro come moneta di riserva internazionale (Jensen: “un multinazionale dominio del dollaro”), che conferisce alla finanza americana il ruolo guida nel mondo. 
  2. La rete militare mondiale, gli Stati Uniti hanno di gran lunga il più alto budget militare del mondo, che ha portato l’America ad accumulare un debito pubblico superiore al pericoloso livello del 105% del Pil. Pentagono, Nato e CIA orchestrano una strategia di destabilizzazione in Medio Oriente e di accerchiamento ed intimidazione di Russia e Cina. Questo è il mondo ecumenico di Jensen.
  3. Con le due precedenti leve, l’America ha costituto negli ultimi 70 anni una fitta rete di alleati/subordinati, che le garantiscono la leadership politica: la UE (=faccia politica della NATO), affidata alla vassalla Germania, il Giappone, il Canada, l’Australia, alcuni paesi del Medio Oriente (la feudale e terroristica Arabia Saudita in testa), ecc. Le classi dirigenti alleate sono servili e cointeressate, i media altrettanto (ricevono dai loro politici abbondanti finanziamenti ed aiuti diretti o indiretti! Cosa non si fa per amore …. dell’opinione pubblica!)
  4. La finanza privata americana ed internazionale trae la sua dirompente forza a) dal controllo della emissione di moneta delle Banche Centrali (Istituti di Emissione) e b) dalla eliminazione della separazione tra banche di deposito (i nostri soldi che vengono reinvestiti con percentuali che superano il 95% ) e banche speculative (qui non si investe, si gioca a risiko). Entrambe questi fattori sono “tecnicamente” facilmente modificabili o eliminabili.
    (Video aggiunto il 12 ottobre) Ne consiglio caldamente la visione

Tutto ciò che di importante sul piano finanziario, economico, politico, e militare è accaduto nel mondo dopo la fine della seconda guerra mondiale è stato voluto/coordinato/subito (per essere poi eventualmente contrattaccato) dagli Stati Uniti d’America – con la partecipazione di Israele nel Medio Oriente, ma non solo -, come aveva tentato di fare, con minor successo, la Gran Bretagna nel suo precedente ciclo di supremazia. (Testo aggiunto il 12 ottobre.)

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Traduzione: “Qualcuno crede persino che noi siamo parte di un complotto che lavora contro i migliori interessi degli Stati Uniti, qualificando me e la mia famiglia come “internazionalisti” e di cospirare con altri nel mondo per costruire una più integrata struttura politica ed economica globale – un unico mondo.
Se questa è l’accusa, mi dichiaro colpevole e sono orgoglioso di ciò.”
(Testo aggiunto il 12 ottobre) David Rockefeller  è probabilmente il più importante personaggio vivente – ha 101 anni – del coagulo della ristretta élite della finanza e del potere mondiale. Discendente di una delle dinastie che si tramandano il controllo della finanza americana, europea ed internazionale.  Risultati immagini per give me control over national currency

Traduzione: Il potere di emissione dovrebbe essere preso dalle banche e restituito al popolo, al quale convenientemente appartiene Jefferson Bank Debt Money

Traduzione: La fine della democrazia e la disfatta della Rivoluzione Americana avverrà quando il governo cadrà nelle mani di istituti di prestito e di compagnie finanziarie

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