Quinto Potere, quando la fiction anticipa la realtà/1

Un salto indietro nel mondo televisivo americano degli anni 70.

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Quinto Potere è il titolo di un film americano di successo del 1976 e che si è dimostrato nei decenni successivi di una preveggenza sorprendente. Ha 40 anni e non li dimostra affatto, è di una attualità agghiacciante. Presenterò e commenterò 4 video-spezzoni di pochi minuti ciascuno. Ringrazio l’amico Stefano che ha attirato la mia attenzione su questo film.

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Howard Beale, ex principe di ascolti – ora in decadenza – della rete televisiva UBS viene licenziato con un preavviso di due settimane, dopo undici anni di presenza sui teleschermi e poco dopo la morte della moglie, entrando quindi in una fase depressiva e di alterazione psicologica.

In una delle residue apparizioni, prima di congedarsi e senza preavvertire colleghi e superiori, Beale annuncia il proprio suicidio in diretta, che avrà luogo, dice, a una settimana di distanza da quel momento.

Scoppia uno scandalo: Beale viene licenziato all’istante, tuttavia chiede di poter chiudere la sua carriera dignitosamente e smentire il suo sensazionale annuncio. La sua richiesta viene accolta e il giorno dopo viene mandato in onda per l’ultima volta: giustifica la sua provocatoria “idea da pazzi” con la motivazione di aver esaurito “le bugie e le cazzate della vita da raccontare”.

Inaspettatamente la popolarità di Howard Beale ha un balzo, la sua dichiarazione shock del suicidio e la successiva denuncia anti sistema colpiscono l’immaginario popolare, particolarmente il mondo dei giovani. Le dimissioni vengono revocate e i vertici della UBS decidono di lasciare briglia sciolta al rinato commentatore nell’esprimere la sua violenta protesta. 

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Il nuovo Profeta. La denuncia della crisi e l’appello al risveglio della gente. 

Ecco il primo spezzone di poco più di 4 minuti, nel quale un invasato Howard Beale denuncia la gravità della crisi economica e sociale (anni 70), invita la gente a non darla per scontata e, al contrario, a scuotersi (“incazzarsi”). Trovo una realistica similarità con gli eventi di questo inizio secolo, particolarmente nella descrizione della crisi.

Il Profeta dell’etere. La denuncia della TV come strumento di obnubilamento di massa.

Con il suo invito a reagire alla crisi, Howard Beale diventa un mito, e con il discorso trascinante della successiva apparizione televisiva (vedi video sotto) due passi avanti: denuncia ed individua il sistema televisivo come la fonte principale del succitato obnubilamento mentale dei cittadini, trasformati in acefali consumatori.
Lancia anche un secondo fondamentale messaggio, alzando il tiro e svelando la crescente concentrazione in poche mani del controllo delle reti televisive – la UBS, la rete per cui lavora, è stata acquisita dal potente gruppo mediatico CCA – con lo scopo di affiancare al pilotaggio commerciale e consumistico l’incanalamento del consenso politico del cittadino-elettore a favore dei centri di potere.

Nonostante le sua escalation di denunce, i vertici del gruppo CCA non intervengono: gli indici di ascolto sono alle stelle, l’esaltato e psicologicamente instabile show man genera profitti record. Vedremo i successivi sviluppi della vicenda di Howard Beale nel prossimo post.

Qualche commento

A parte poche, inevitabili forzature cinematografiche del film io trovo il contenuto delle filippiche del nostro Howard realistiche e di estrema attualità.

A 40 anni di distanza mi è facile aggiungere due brevi considerazioni. La prima: la potenza di comunicazione e condizionamento della televisione è oggi, dal punto di vista tecnico, nettamente superiore a quella degli anni 70.

La seconda: la concentrazione ed il controllo dell’informazione da schermo e sulla carta stampata è oggi parzialmente ostacolata da Internet, con la sua intrinseca pluralità di espressione.
I centri di potere televisivi e giornalistici stanno comunque cercando di ovviare presidiando la rete con una miriade di siti on line nazionali e locali rendendo così sovraffollato e confuso il mondo del Web.
Individuare e selezionare fonti di informazione non ortodosse richiede – oltre alla familiarità con l’uso del PC e con Internet – un mare di tempo. E ciò limita la platea degli utenti.

«L’informazione è la moneta della democrazia.» Thomas Jefferson (1743-1826) terzo Presidente americanoRisultati immagini per information democracy

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Nel secondo post vedremo come l’esuberanza del nostro simpatico ma vulnerabile personaggio si infrangerà contro la nascente – ma già nitida – “filosofia” di conquista mondialista, che preannuncia gli eccessi e gli squilibri economici, finanziari, sociali e culturali oggi sotto i nostri occhi.
E’ vero che gli USA (e la GB) sono la patria della globalizzazione, ma averla già individuata negli anni 70 e portata sugli schermi in modo magistrale (vedremo gli spezzoni clou) è un grande merito del team che ha realizzato Quinto Potere.

2 thoughts on “Quinto Potere, quando la fiction anticipa la realtà/1

  1. Il quinto potere dei giorni d’oggi é la falsa informazione,
    il capo bastone della falsa informazione é diventata
    l’America,per l’Occidente é una catastrofe perché
    gli Stati Uniti sono stati e per certi versi lo sono ancora la nazione trainante per l’economia , ed il suo baluardo militare .
    Quando dall’estrema sinistra extraparlamentare sentivo accusare gli Stati Uniti di essersi inventati varie organizzazioni terroristiche e l’Isis ,credevo che queste affermazione derivassero solamente dal loro livore contro la soc. Occidentale, a distanza di qualche
    anno ,e dopo i recenti fatti Siriani comincio a pensare che forse un fondo di verità in quelle affermazioni esiste veramente. Questa involuzione degli Stati Uniti
    mi preoccupa perché questa involuzione sta favorendo , il governare e prendere decisioni contro la volontà dei popoli ,l’Europa se vuole sopravvivere deve diventare una federazione dove vengano rispettati gli usi e costumi delle nazioni che vi aderiscono.

  2. Gianca buongiorno,
    la sua conclusione a me pare perfetta, con la precisazione che la federazione deve prevedere meccanismi di compensazione economica di penalizzazioni/vantaggi che la moneta unica comporta in un aggregato di paesi diversi economicamente e finanziariamente.
    Apprezzo il suo percorso di “revisione” di convincimenti precedenti, che è analogo al mio.
    In questo mese cade il V anniversario del blog, che mi ha spinto in questi anni a fare le opportune ricerche per verificare i dubbi e le domande che mi ponevo da tempo. Non ho affatto finito, ma a qualche nuova conclusione sono arrivato.
    La prima: tutto quello di importante sul piano militare, politico, economico e finanziario che è accaduto nel mondo dopo la fine della seconda guerra mondiale è stato voluto/coordinato/subito (per essere poi contrattaccato) dal combinato Stati Uniti d’America/Israele (compresa, anzi sopratutto, l’Isis). Ed è l’opposto di quello che mi hanno insegnato dalla scuola elementare all’università,di quello che la stragrande maggioranza di televisioni, giornali, libri, cinema ci somministrano da 70 anni. E’ un complotto? No, è la logica del potere che dal centro pervade la periferia degli “alleati”. Ed essendo un disegno di potere trova spontanei collaborazionisti in ogni paese, allevati e coltivati dal sistema scuola/università/mass media. Non è una novità storica assoluta, è accaduto in tutti i cicli storici secolari e millenari.
    La “novità” consiste nella enorme potenza dei mezzi oggi a disposizione del Dominatore del momento, in particolare quello devastante (tanto quanto quello militare, finora rimasto allo stato potenziale) della finanza globale e della sua “filosofia” che conquista le menti. E’ proprio questo aspetto che viene denunciato in modo cinematograficamente superlativo dal film Quinto Potere, come proverò ad evidenziare nella seconda parte.
    Ho anche scoperto però che le soluzioni “tecniche” esistono. Per restare sulla finanza, due passaggi rovescerebbero la situazione: 1) ritorno delle banche centrali nella gestione pubblica (efficiente ed onesta) 2) separazione della finanza speculativa da quella delle banche commerciali.
    Ovviamente per arrivare a questo è indispensabile (primo passaggio) che una fetta importante dell’opinione pubblica acquisisca la consapevolezza di quanto detto sopra, affinché (secondo passaggio) possa sorgere una classe politica e dirigente in grado di realizzare la normalizzazione della finanza (e di molto altro).
    “Vasto programma” avrebbe detto sarcasticamente De Gaulle, commento che ha certamente fondamento. D’altra parte non vedo altre soluzioni “positive” interne al sistema. In assenza di questa via d’uscita, il sistema arriverà (tra 1-10-50 anni?) ad un riassetto mondiale traumatico, per le sue insanabili contraddizioni economiche e finanziarie interne o per un conflitto nucleare mondiale (colpo di testa del fronte oltranzista americano, molto improbabile ma non totalmente escludibile). Ma non è detto che l’élite sopravvissuta possa ricominciare da capo.
    Non so se sopra questo già cupo scenario incomba o meno quello dello stravolgimento dell’equilibrio della Terra, che metterebbe tutti d’accordo. Confesso che qui brancolo nel buio, è un terreno minato, non ascolto le superficiali notizie che circolano comunemente. Anche solo per cominciare ci vuole uno studio almeno pluriennale.
    Quindi torno terra terra, concludendo che proseguirò con passione la mia “esplorazione”, per esporre nel blog i passaggi importanti. I suoi commenti mi stanno aiutando a riformulare e verificare le mie posizioni e, quindi sono sempre molto graditi. A risentirci

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