Gli americani, l’antipolitica, la giustizia, le tasse sulla casa – In diretta da New York

Ho trascorso la scorsa settimana lavorativa a New York ed ho avuto la possibilità di cogliere alcuni aspetti della vita americana, che riporto in questo post a titolo di semplice cronaca-flash.

L’antipolitica in versione americana.

Il momento politico attuale è particolarmente acceso ed ho avuto occasione di commentarlo con alcuni amici americani. Il loro grado di stima del mondo politico è molto basso e, per capire se fossero casi particolari o meno, ho cercato conforto in dati più significativi.
Sono quindi andato a pescare questo grafico della Gallup – la storica società americana di sondaggi – circa il grado di approvazione degli americani dell’operato del Congresso (il loro Parlamento) dal 1974 ad oggi.

Serie storica Gallup approvazione Congresso

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QUESTO Euro NO!!/3 – Napolitano euroeconomista critico e preveggente, europresidente accondiscendente

La visione critica dell’euroeconomista Napolitano del 1978

La storia della foto di Benigni e Berlinguer - Il PostFra le tante illustri menti che avevano previsto i rischi connessi a sistemi di cambi rigidi tra paesi indipendenti e strutturalmente diversi, si annovera anche Re Giorgio. Lo fece nel dicembre del 1978, nel pieno della maturità (53 anni), con un discorso alla Camera dei Deputati, che si rivelò una lezione di economia politica. 

Eravamo alle battute finali precedenti il lancio dello SME – sarebbe entrato in vigore il 13 marzo 1979 -, che era il secondo tentativo franco-tedesco (dopo il Serpente monetario) di creare delle bande di contenimento delle oscillazioni delle valute europee. La seduta aveva come oggetto la discussione sulla proposta di adesione IMMEDIATA dell’Italia allo SME. Napolitano (e il PCI, guidato da Berlinguer) si pronunciò contrario, perché la configurazione dello SME franco-tedesco conteneva forti rischi per l’Italia. Seguiamolo in questa lectio magistralis. Continue reading

Un break per il Prof e i suoi amici

Grazie Umberto

Sto cercando di scrivere da quasi un mese il terzo post della rassegna “QUESTO Euro NO!!” (questa volta puntando a Napolitano), ma trovo difficoltà ad esprimere e documentare chiaramente il mio pensiero. Non demordo e presto ci riuscirò.

Nel frattempo Umberto – un amico del Prof – mi ha inviato una mail con il video che riporto sotto. Ogni tanto fa molto bene staccare la spina “materialistica” ed entrare in modo positivo nella sfera emotiva. Io cerco di farlo nel Blog con la rassegna Relax, nella quale entra a pieno titolo il video di Umberto.

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QUESTO Euro NO!!/2 – Prodi: “Grazie all’Euro, la Germania è di gran lunga la nazione più potente d’Europa”

L’euroProdi ci illumina con la sua saggezza ed esperienza

Risultati immagini per natascha lusenti prodiIl video di 2 minuti che vi propongo è un’estratto della trasmissione-intervista di un’ora a Romano Prodi, dal titolo “Il mondo che verrà”, andata in onda in ottobre 2011 su La7 e condotta da Natasha Lusenti. Nel breve estratto il Professore – che è uno dei principali politici italiani interpreti diretti della fase costitutiva di Cambiofisso Euro – risponde ad una domanda sulla sopravvivenza o meno dell’eurozona alla crisi, già esplosa all’epoca del servizio televisivo, affermando quanto riportato nel titolo di questo articolo. Tutta la puntata è interessante (come le 2 successive che completano il ciclo, in fondo trovate tutti i link). Vi lascio alla risposta di Prodi, per poi passare a commentarla.

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QUESTO Euro, NO!!/1 – L’Euro NON è una moneta è un sistema di CAMBI FISSI

Da Bretton Woods all’Euro, breve storia degli accordi di cambi rigidi. 

Il 1° gennaio 1999 undici paesi europei, tra cui l’Italia, bloccarono il tasso di cambio delle loro valute nazionali – vi ricordate le 1936,27 Lire per un Euro? – con l’unità di conto denominata Euro che entrò poi in circolazione esclusiva il 1° gennaio 2002. E’ bene ricordare che stiamo parlando di un accordo politico, preceduto da 27 anni di preparazione (il Serpente monetario, l’ECU-genitore dell’Euro, lo SME) , che avevano abbondantemente evidenziato i limiti e le contraddizioni – già anticipate peraltro da illustri economisti del secolo scorso – di un sistema di cambi rigidi tra paesi economicamente autonomi, nonché in libera concorrenza commerciale tra di loro. Prima ancora dell’esperienza europea dello SME, c’era stato un più importante acoordo politico di cambi fissi, a livello mondiale, originato dagli accordi di Bretton Woods del 1944. Ripercorriamo le due tappe principali (Bretton Woods e lo SME) che hanno anticipato e preparato l’Euro a trazione tedesca.
La forzatura dell'Euro Continue reading

Pronti via! Il blog del Prof riparte con “QUESTO Euro, NO!!”

L'Euro in crisi esistenziale

Sono stato assente alcuni mesi, ma non per disaffezione al blog. Anzi, il motivo principale del mio silenzio nasceva dalla forte esigenza di migliorare la mia conoscenza e comprensione delle problematiche dell’Euro (va be’ riconosco che potrebbe esserci di meglio). Ed ho perciò consultato, studiato e analizzato svariate fonti – cartacee e da web – recenti e non. Continuerò a farlo, ma mi sento pronto a ricominciare a scrivere articoli sulla “commedia Euro”, con una maggiore consapevolezza e profondità. Lo farò inaugurando una rassegna dal titolo ampiamente esplicativo: “QUESTO Euro, NO!!”. Ero incerto se chiamarla “Questa Europa no!” o “Europa sì, Euro no!”, ma prefersico enfatizzare il principale “frutto” per noi velenoso – la moneta unica appunto – di questa costruzione che è rimasta, e non per caso, solo sulla carta.
L’Europa-Euro non funziona, credo che molti di noi italiani comincino a pensarlo, ma non capendo forse bene il perché, l’idea di uscire dall’euro (non dall’Europa) ci spaventa. Continue reading

Napolitano ha solo guadagnato tempo o sta confezionando una sorpresa di Pasqua ritardata?

Napolitano

Re Giorgio pone le basi per il governo del (ex) Presidente.

Nella vita ci possiamo trovare di fronte a scelte – piccole e grandi – difficili da prendere perché vanno entrambe, in modo alternativo, nella stessa direzione, ma con effetti e rischi diversi. Per prendere un caso drammatico, la situazione di un ammalato grave che deve scegliere se tirare a campare e guadagnare tempo con una terapia o se tentare di guarire con una operazione ad alto rischio.

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A proposito del taglio del 30% dei Presidenti di Camera e Senato

Boldrini, Napolitano, GrassoIn attesa di sapere quale è l’entità reale del taglio annunciato dalla Boldrini e da Grasso (il 30% di quale voce retributiva?) e di vedere come questi tagli scenderanno a cascata sui costi della politica centrale e locale, facciamo gli ottimisti e diciamo che, finalmente, si sta muovendo qualcosa nel mondo della politica. Non che questi risparmi siano risolutivi per il bilancio dello stato, ma hanno un valore che va ben al di là del puro aspetto economico.

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Elezioni-terremoto, eppure il bicchiere post elettorale non è del tutto vuoto

Fassino sfotte Grillo

La campagna elettorale senza fine – Per fortuna c’è l’Europa.

Il preannunciato terremoto è arrivato fortissimo, un 8-9 della scala Mercalli. La sorpresa è ancora più forte perché i sondaggisti hanno dimenticato di chiedersi a chi sarebbero andati i voti degli elettori dell’ultimo minuto: parliamo del 8% dell’elettorato (75% dei votanti contro il 67% degli ultimi sondaggi), che sono stati richiamati prevalentemente dal M5S. E’ bizzarro registrare che la previsione giusta l’ha azzeccata il mondo della finanza. 

Ha stravinto quindi Grillo, hanno perso seccamente Bersani e Monti i due candidati-alleati a gestire un esecutivo forte e stabile, la governabilità sembra una chimera; eppure il bicchiere del post-elezioni non è secondo me completamente vuoto. 

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Rush finale verso le urne

Completiamo il percorso all’interno della foresta elettorale.

Grillo-Berlusca-Monti-Bersani

5. RIFORME ISTITUZIONALI. Parliamo di istituzioni di governo e della politica, di giustizia, di federalismo, di pubblica amministrazione. Alcuni temi specifici richiedono la modifica della Costituzione o si incrociano con la vita dei partiti (finanziamento pubblico, statuto), con le tasse, con la vita civile ed economica. Non per niente si chiamano riforme istituzionali. E non per niente se ne parla da decenni, salvo poi lasciarli marcire e creare, con l’effetto moltiplicatore della crisi, i danni e la rabbia degli italiani di oggi verso lo strapotere e la strafottenza politica.  Per farle occorrono spesso delle forti maggioranze, raramente al potere (anzi una volta sola, con il governo Berlusconi) e da questo punto di vista purtroppo la prossima legislatura non si profila certo delle migliori.

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