Il NO ha stravinto in Grecia, riparte la giostra geopolitica

IL POPOLO GRECO E LA VITTORIA DEL NO

Il popolo greco ha creduto ed ha dato fiducia al suo Primo Ministro. Il secco No all’Austerità sta rimbombando nelle orecchie di tutti i leader europei e ha dato forza e slancio alla richiesta del loro Primo Ministro per una ristrutturazione del debito, tecnicamente l’unica seria e possibile via d’uscita per la Grecia

Il quesito referendario non verteva sulla permanenza o meno nell’Eurozona, dilemma che non è mai rientrato nel programma politico di Tsipras.

Le proporzioni della vittoria sono inattese (oltre il 61%) i giovani (18-34 anni) sono stati determinanti, con quasi il 70% di No, si tratta di studenti o di lavoratori il cui tasso di disoccupazione raggiunge 50%. Non hanno molto da rischiare chiedendo un cambiamento. Diversamente è andata con gli anziani, sicuramente più influenzati dai prelievi con il contagocce orchestrato settimana scorsa dalla BCE,

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Referendum Grecia: se vince il Sì sarà “merito” di Draghi

La BCE e l’arma Emergency Liquidity Assistance

Cos’è e come funziona l’ELA.
I fondi ELA sono fondi di emergenza autorizzati dalla BCE ed erogati dalla banca centrale del paese destinatario che necessita dell’aiuto finanziario.

Non sono gratuiti hanno un tasso del 1,55%. La Grecia non può più accedere, per decisione presa dalla BCE all’indomani della vittoria elettorale di Tsipras di gennaio scorso, al finanziamento diretto presso la BCE il cui costo sfiora lo zero.
Si trattava in effetti di una deroga alle regole della BCE perché i titoli ellenici che le banche davano in garanzia non avevano una sufficiente affidabilità di mercato. Quello che valeva per il precedente governo Samaras non valeva per il nuovo governo Tsipras. Potere dei banchieri centrali!

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Le confessioni di BCE e FMI, ovvero oltre al danno la beffa

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E’ ben bizzarra la situazione in cui viviamo: attraverso i suoi emissari politici, sostenuti dalla grancassa mediatica, l’oligarchia finanziaria che governa il mondo prima stabilisce le non-regole che tornano a suo vantaggio, poi sulla base di quelle “regole” combina dei disastri, che fa pagare ovviamente ai Cittadini e dulcis in fundo …… ci spiega perché e come ha sbagliato.

E’ il caso di Banca Centrale Europea (BCE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI), due delle istituzioni politico-finanziarie di cui si avvalgono i “centri di potere” da tempo sovranazionali.

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La Grecia e le telefonate Obama-Merkel

Il gioco politico

Ho terminato il precedente post preconizzando una telefonata calda tra l’Imperatore Obama e la feudataria Merkel. Domenica scorsa ce n’è stata una e i comunicati stampa riportano che i due politici hanno concordato che è “di cruciale importanza riprendere un cammino che consenta alla Grecia riforme e crescita all’interno dell’Eurozona. I team economici dei due capi di Stato resteranno in “stretto contatto” per “monitorare la situazione”.

Contemporaneamente c’è stata telefonata analoga tra Tsipras e il Ministro del Tesoro USA Lew che era il seguito di quella avvenuta una settimana prima.

Il pressing americano per una conclusione positiva e di compromesso continuerà questa settimana e si è fatta asfissiante. Le motivazioni yankee: le basi Nato in Grecia nel caso di sua uscita dall’Eurozona e dalla UE e turbolenze finanziarie ed economiche in caso di rottura EZ

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La Grecia, l’Austerità e la Stupidità

Ci siamo, il tempo sta per scadere. Le condizioni poste dalla Troika alla Grecia per continuare a ricevere aiuti finanziari che finora l’hanno tenuta artificialmente in vita (vedasi gli attuali Ela della BCE),  si riassumono nei seguenti punti

  1. Taglio delle pensioni per circa 2 miliardi, cioè l’1% del Pil
  2. Aumento dell’IVA
  3. Blocco del ripristino della contrattazione collettiva dei salari e dell’innalzamento del salario minimo
  4. Forte rilancio delle privatizzazioni, con la (s)vendita a privati di porti, operatori di telecomunicazioni, reti elettriche e aeroporti
  5. Se volete approfondire trovate maggiori dettagli in questo articolo del Il Sole 24ORE

Si tratta del proseguimento dell’Austerità, sapientemente e gradualmente introdotta nei trattati e regolamenti europei dalla Germania a partire dal 1992 (Maastricht), e poi applicata a dosi massicce in Europa sulla scia della crisi finanziaria ed economica del 2008. Proviamo a valutare i risultati attesi da questa nuova dose di rigore teutonico, utilizzando dati di fonti insospettabili. Continua la lettura

Joseph Stiglitz: “Il problema è l’Europa, non la Grecia”

Il Premio Nobel per l’Economia: Euro e Austerità hanno diviso i popoli europei anziché unirli. E’ una follia che deve finire. Altrimenti le economie dei paesi periferici e i loro popoli continueranno a soffrire


Joseph Sti­glitz
 è pro­fes­sore alla Colum­bia Uni­ver­sity di New York, autore di diversi libri e saggi, è stato capo eco­no­mi­sta della Banca Mon­diale fino al 2000. Nel 2001 ha rice­vuto il pre­mio Nobel per l’economia. Lui, Paul Krugman e Nouriel Roubini sono i più illustri eurocritici di una folta schiera d’oltre Atlantico.

Nello scorso gennaio ha scritto un articolo pubblicato sul Forum on-line Social Europe e replicato con qualche variante a fine febbraio su Time. Eccolo in versione ridotta, per quella integrale seguite i link precedenti.

Secondo i dati eco­no­mici più recenti, sia gli Stati uniti che l’Europa stanno mostrando segnali di ripresa, anche se è pre­sto per dichia­rare la fine dalla crisi. Nella mag­gior parte dei paesi dell’Unione euro­pea, il Pil pro capite è ancora infe­riore al periodo pre­ce­dente la crisi: un intero decen­nio per­duto. Die­tro alle fredde sta­ti­sti­che, ci sono vite rovi­nate, sogni sva­niti e fami­glie andate a pezzi (o mai for­ma­tesi), un futuro quanto mai pre­ca­rio per le gene­ra­zioni più gio­vani, men­tre la sta­gna­zione – in Gre­cia la depres­sione – avanza anno dopo anno……… Continua a leggere

Da cosa dipende il nostro Futuro/3-La crescita della popolazione mondiale

Buone notizie dal primo anello della catena Popolazione-Risorse-Ambiente. 

Ho colmato in buona parte una lacuna, ovvero la mia ignoranza sul tema della popolazione. L’occasione è stata proprio questo post, per scrivere il quale mi sono ampiamente documentato. Rendendomi così conto che ero imbottito di luoghi comuni propinati con abbondanza dai mass media. Pensavo che la crescita della popolazione mondiale fosse incontenibile. Che, di conseguenza, il futuro della Terra fosse segnato, solo una questione di tempo.

Ora, dopo le “scoperte” che ho fatto non posso dirmi ottimista, ma mi considero un “serio possibilista” – come si definisce Hans Rosling, di cui faremo la conoscenza tra poco. Potrei diventare un real-ottimista, quando studierò e scriverò a proposito di Risorse e Ambiente, facendo magari scoperte altrettanto importanti che smentiscano i luoghi comuni dominanti.

Cosa ho dunque focalizzato riguardo la popolazione mondiale? Che ci sono molte probabilità che si stabilizzi e che potrebbe poi anche diminuire.

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Il fantasma greco

Ecco un brillante esempio di disinformazione sul secondo default della Grecia.

Ogni giorno un profluvio di informazioni, analisi e dibattiti sull’Unione Europea e su CambioFissoEuro inondano le orecchie e i cervelli di indifesi cittadini. Indifesi da che? Da omissioni, deformazioni, luoghi comuni, mancanza di professionalità, ignoranza o addirittura falsità, che creano una visione artificiale nella mente dell’ascoltatore.

No, non è un mega complotto, la maggior parte degli interpreti di questo folcloristico palcoscenico è in buona fede, sono pedine inconsapevoli, ma sempre di deformazione si tratta. Certamente qualcuno vuole che questo accada ed usa il potere politico-finanziario-mediatico di cui dispone.
Ecco un esempio, e non dei peggiori, di ciò che intendo: questo breve articolo pubblicato sull’ultimo numero di OGGI e scritto da Danilo Taino, corrispondente da Berlino del Corriere della Sera. Preciso peraltro che stimo molto Umberto Brindani, il direttore del settimanale, che esprime le sue idee su questo blog settimanale, parte integrante di OGGI.

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Simon Black/5-L’ultima stortura della finanza: tassi di interesse negativi

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20100202-sovBy SIMON BLACK            Learn how to be free

17 aprile 2015                               Sovereign Valley Farm, Cile

Parliamo di idioti.

In qualche parte del mondo qualche banchiere, assurdamente ben pagato, ha appena piazzato il capitale di investitori in uno strumento finanziario che certamente perderà denaro: debito pubblico australiano.

47 investitori hanno partecipato all’asta di $ 200.000.000 di obbligazioni del governo australiano; tipicamente i partecipanti ad un’asta offrono il prezzo che sono disposti a pagare e le offerte più alte vincono l’asta.

In questo caso, e per la prima volta in Australia, ognuno dei 47 partecipanti ha offerto un prezzo così alto che implica un tasso di interesse negativo.

Anche l’offerta più bassa in asta, ad esempio, ha comportato una perdita netta … o un rendimento effettivo NEGATIVO dello 0,015%. Il prezzo più alto implicava un rendimento negativo di o,085%.

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Simon Black/4-E’ il momento storico in cui gli Stati Uniti stanno perdendo il proprio ruolo

Seguiamo anche oggi il pensiero di Simon Black, forse discutibile nei toni e nella tempistica da lui prevista per cambiamenti in atto ma non nella direzione del “reset”. Che già oggi non riguarda solo gli USA, ma anche Europa e Giappone e nell’arco dei prossimi 20-30 anni (tanto per fare il Casaleggio) toccherà all’intera umanità essere via via sempre più impegnata nella ricerca di un interscambio equilibrato tra la propria vita e quella della Terra.
US-politics

20100202-sov By SIMON BLACK                       Learn how to be free

6 aprile 2015                                                                       Santiago, Cile

La scorsa settimana, il governo cinese ha chiuso la finestra aperta per aderire come membri fondatori alla sua nuova Asian Investment Bank Infrastructure (AIIB).

La AIIB, se non ne avete ancora sentito parlare, è stata progettata essenzialmente per spodestare il FMI e la Banca Mondiale controllate dal mondo occidentale.

E prima del termine ultimo di martedì scorso, decine di nazioni in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda alla Danimarca hanno firmato per aderirvi.

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