Mario Seminerio: Grillusconi e la pentola d’oro

Traggo dal blog Phastidio questo acuto e ironico post, pubblicato il 18 novembre scorso. 

Letta e AlfanoUna precisazione prima della lettura dell’articolo che, come si intuisce dal titolo, parla anche di Berlusconi. Ma come, si potrebbe obiettare, il Cavaliere è stato dichiarato decaduto, perché parlarne ancora? Perché io penso che, al contrario di quanto ha annunciato recentemente Letta (Berlusconi non è pericolo, ora sono più forte), Silvio sia ancora in gioco: a bocce ferme, cioè senza ulteriori (peraltro possibili) condanne, Berlusconi sarà ancora leader – più incattivito e pericoloso di prima – di una destra che si sta ristrutturando alla grande, con Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra di Alfano come ali del blocco Forza Italia. Quanto al supposto governo “più forte” di Letta, 2 giorni dopo la sua immatura sparata in sede europea il governo – che ricordiamoci si regge su una maggioranza di 6 voti al Senato – è andato in minoranza.

Grillusconi e la pentola d’oro

PhastidioIn Italia esistono due Grandi Affabulatori. Entrambi hanno una concezione piuttosto peculiare delle dinamiche democratiche. Uno denuncia sbraitando che in Europa “sta arrivando il fascismo” (che tra le altre caratteristiche ha o dovrebbe avere l’eliminazione del pluralismo partitico), ma al contempo vuole il 51% dei voti, perché non intende fare coalizione con nessuno. L’altro sono vent’anni che subisce scissioni ma prosegue imperterrito a chiedere agli elettori di dargli il 51%, mentre ad ogni elezione crea liste civetta e a questo giro ha pure deciso che l’odiato brand Popolo delle Libertà servirà per il rassemblement del centrodestra (appena andato in frantumi per mano dell’ex concierge Angelino) alle prossime elezioni.

Ma è in economia che i nostri due eroi danno il meglio di sé. Uno non ha ancora deciso se chiedere l’uscita dall’euro ma nel frattempo sostiene che il nostro Pil è sottovalutato, perché non considera l’economia informale e (pur non dicendolo espressamente) manco quella criminale. Perché se ciò avvenisse, noi avremmo lo sconto sul Fiscal Compact:

«(…) la Commissione ha un sistema cervellotico per calcolare il Pil, calcolano solo quello emerso: noi siamo in una condizione per cui il sud ha un importante Pil sommerso. Non ce ne vantiamo, ma è Pil anche quello: sono persone che lavorano e consumano, non entrano soldi all’erario ma esistono: se noi, superando la norma cervellotica, aggiungessimo Pil emerso e Pil sommerso, la percentuale sarebbe scesa sotto il 100% del rapporto deficit-Pil»

«Stilammo norme aggiunte alla delibera del Consiglio in serata: quanto il fiscal compact tornerà in auge il nostro governo avrà un fondamento incontestabile per discutere in Europa. Con quelle norme non pagheremo 45 miliardi ma 15, qualcosa di sostenibile»

Ovviamente, il buon Silvio non sa o finge di non sapere che il Pil italiano incorpora già una stima del sommerso/informale. Probabilmente vi risponderebbe che tale stima è largamente sottostimata, come del resto accade per ogni failed state, ma sono dettagli.

L’altro affabulatore è più apocalittico, dall’alto della sua visione di democrazia diretta in cui c’è sempre una Guida Suprema (meglio se due) il cui voto è decisivo per instradare il popolo. Non ha preso posizione sull’uscita dall’euro, o meglio la prende nei giorni pari, invocando un impossibile referendum, mentre in quelli dispari decide che dobbiamo tagliarci gli attributi (che non abbiamo mai avuto, peraltro) ristrutturando il debito, cioè facendo default.

Se vuoi completare la lettura dell’articolo clicca  qui e vai alla pagina di Phastidio.

Commento.

GrillusconiAlle  similitudini tra Berlusconi e Grillo individuate da Seminerio (titolare del blog Phastidio) ne aggiungo un’altra, che ho messo a fuoco recentemente discutendo con l’amico Umberto.
Silvio e Beppe sono entrambi, ovviamente in modo molto diverso, elementi di blocco della situazione politica italiana: da una parte il Cavaliere, sfruttando il consenso di quella parte di italiani che crede al suo vittimismo o che condivide i suoi valori, paralizza e condiziona per fini personali la vita politica italiana; dall’altra Grillo sta congelando a tempo indeterminato (per essere più precisi, finché non raggiungerà il 51% …) il voto dei tanti italiani, giovani e non, che vogliono pulizia nella società italiana.
Silvio & C. lavoreranno sempre per i loro interessi e per i ricchi, belli e furbi; Grillo ha portato in un vicolo cieco la speranza e la voglia di cambiamento degli italiani più in difficoltà.

In mezzo c’è il PD, apparentemente il “vorrei ma non posso”, in realtà baluardo conservatore dei privilegi della sua parte politica e sindacale. Renzi una speranza? Ho dei dubbi, la maschera che ne dipinge Crozza mi sembra abbastanza realistica, le spara veramente grosse (mi ricorda il “ghe pensi mi”), inoltre la ristrutturazione avviata dal Centro Destra gli sta togliendo il terreno sotto i piedi. 
Il tutto in un contesto europeo che – tra euromarco, austerità tedesca e BCE sotto tutela Bundesbank – ha tolto a qualsiasi tipo di governo italiano gli strumenti e la capacità di agire.
Sarò pessimista, ma io credo che dal trio Silvio-Beppe-PD non possiamo attenderci nulla, che la scossa per il cambiamento semmai possa arrivare dall’esterno ovvero dal fronte europeo (Francia? Gran Bretagna? La stessa Germania? Un asse mediterraneo?). Oppure da un nuovo movimento interno che affronti in modo serio, costruttivo e organizzato il nodo europeo, riuscendo ad ottenere il consenso popolare. In quest’ultima direzione qualcosa di positivo si muove, ad esempio vedi qui, o qui, o qui. Iniziative da non confondere con vecchi lupi opportunisti e trasformisti, come La Russa o Alemanno (vedi il video sotto), che si annoverano tra i responsabili della situazione in cui ci troviamo.

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