Dopo il dissenso del FMI sul piano Grecia, Obama manda il suo ministro in Europa

L’Europa geopolitica del dopoguerra ad un passaggio importante

Nei giorni scorsi è stato reso pubblico il dissenso del FMI sull’ennesimo piano di “salvataggio” della a Grecia, concordato nel summit notturno di domenica scorsa dei capi di Stato e di Governo europei. L’istituto di Washington sostiene che, in assenza di una ristrutturazione del debito, l’effetto della politica economica di austerità (come nel 2010 e nel 2012) non potrà fare ripartire l’economia e l’occupazione in Grecia, condizione indispensabile per rendere sostenibile il debito. L’ennesimo centinaio di miliardi di “aiuti” (debito) servirebbe a rimpiazzare il debito esistente a scadenza, pagare gli interessi e solo quote marginali entrerebbero effettivamente nelle casse pubbliche elleniche

La sorpresa della missione del ministro del tesoro americano in Europa

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Ieri a sorpresa è arrivato in Europa il ministro del Tesoro americano Jacob Lew ed ha incontrato Draghi che, come ci si attendeva, si è schierato con la tesi della ristrutturazione del debito, ma senza Grexit. Probabilmente hanno anche parlato anche del piano Draghi per avviare l’Eurozona verso una forma federativa (qui un articolo de Il Sole 24ORE). Oggi sarà a Berlino e poi a Parigi, incontrerà Merkel, Schauble, Hollande e Sapin.

Senza la sostenibilità del debito il FMI non parteciperà al 3° piano per la Grecia e senza il FMI la UE non porterà avanti alcun “salvataggio” (almeno così sta scritto nel documento di domenica notte)

Questo doppio intervento americano (FMI e Ministro del Tesoro) dovrebbero aprire gli occhi a chi ancora ingenuamente crede agli Stati Uniti d’Europa: il Vecchio Continente è dalla fine della seconda guerra mondiale un protettorato militare americano, la cui gestione politico-economica è stata affidata, dopo il venir meno dell’Armata Rossa a Berlino, dallo zio Sam alla Germania, con la Francia in posizione ancillare.

Non ho una contrarietà di principio a questo equilibrio geopolitico, ma l’abile e astuta regia tedesca ha trasformato (dal Trattato di Maastricht al Fiscal Compact, dalla BCE all’Euro, allargamento ad Est) la vecchia CEE in una Unione Europea  che non ha niente a che vedere con una Federazione Europea. L’Europa dei popoli è dei padri fondatori è uno specchietto per le allodole e si sta purtroppo rivelando, dal punto di vista storico, solamente un esorcismo evocato sotto gli effetti devastanti delle due guerre mondiali.

La UE è in realtà è il terzo, e finora riuscito, tentativo di egemonia tedesca sul Vecchio Continente allargato ad Est, questa volta con mezzi economico-finanziari e politici. E’ possibile che una parte degli italiani gradisca questa prospettiva, io non ne faccio parte.

Questa missione americana è quindi molto importante perché metterà alla prova la solidità dell’asse USA-Germania che dura da 35 anni (1989, caduta del Muro di Berlino), la divergenza sulla ristrutturazione del debito tocca nel cuore la leadership tedesca per come è stata finora esercitata.

L’alternativa del piano Schauble

L’elemento più difficile tra quelli che incontrerà Lew è secondo me il suo corrispondente tedesco Wolfgang Schauble, che ha ribadito in questi giorni che la migliore soluzione per lui sarebbe una uscita temporanea (5 anni della Grecia) dalla zona euro, da abbinare ad una ristrutturazione del debito. E qui avanzo due ipotesi

  1. o Schauble sta bluffando ed è convinto che la Grecia ne uscirebbe con le ossa rotte e verrebbe quindi sepolta ogni altra velleità circolante negli altri paesi europei
  2. oppure ritiene che funzioni – piccolo inciso: questo è quello che penso io, nei 5 anni la Grecia ripartirebbe e non ci penserebbe proprio a rientrare – e questo significherebbe la fine di questa Europa ad egemonia tedesca. E allora qui sorge spontanea la domanda: ma in questo caso quale altro progetto geopolitico avrebbe in mente Schauble per l’Europa?

Non posso qui diffondermi per cercare una possibile risposta a quest’ultima domanda. Mi limito a ricordare che il ministro è il più esperto politico tedesco in attività e che riscuote oggi un larghissimo consenso popolare. Ha una visione politica ben consolidata, organica e coerente nel tempo di un progetto di un’Europa a due velocità: qui trovate un articolo sul documento Schauble-Lamers del 1994. Vi propongo anche questa recentissima analisi del Schaublepensiero per me largamente condivisibile. Cosa c’entra questa digressione con la missione del ministro americano? C’entra eccome!

Gli USA da tempo stanno dicendo alla Germania che ha un tantino esagerato con le regole a suo favore, creando una situazione di divaricazione delle già preesistenti differenze tra i paesi deboli e quelli forti. Questo è esattamente il contrario di un approccio federale e visti i danni provocati sulle condizioni di vita dei paesi periferici, rischia di non durare.
E’ vero anche che c’è l’eventualità opposta che cioè la Germania tenti il tutto per tutto (una specie di operazione Barbarossa) e – con la connivenza delle classi politiche e dirigenti al potere negli altri paesi –  provi a chiudere il cerchio della attuale UE eliminando ciò che è rimasto delle sovranità nazionali europee. Questa è probabilmente la visione Merkel.

Schauble propone un’Europa a due velocità, che però sarebbe solo una complicazione non solamente “amministrativa” per Washington, ma anche politica, perché il blocco tedesco si salderebbe ancora di più con i paesi dell’Europa dell’Est e sarebbe pericolosamente sbilanciata in direzione Russia. Assomiglia molto ad un affrancamento della Germania dal potere americano.
Anche per la Nato aumenterebbero le incertezze, a meno che le due Europe di serie A e di serie B siano differenziazioni economico-finanziarie di una Unione Europea. In fin dei conti anche oggi c’è la UE a 28 membri e l’Eurozona a 19.

Il busillis americano, Germania permettendo

Questo è a mio avviso il sottofondo del cruciale incontro di Lew con Merkel e Schauble, anche se i resoconti non ne parleranno. Visto i fortissimi scricchiolii della Eurozona per eccesso di teutonicità e il concreto rischio (per me la certezza) di un crollo violento della UE attuale, urge un cambiamento. Escludendo un ripensamento della Germania sui Trattati, ci può essere la tentazione, come accennato sopra, della linea Merkel per un balzo politico in avanti, con una più o meno condivisione del piano Draghi.

L’alternativa è appunto l’Europa a due velocità, il piano B, quello di Scahuble, ma la posizione del ministro tedesco sulla Grecia è estremamente imbarazzante per Obama: da un lato è favorevole alla ristrutturazione del debito (posizione gradita agli USA e al FMI), dall’altro vuole la Grecia fuori dall’euro come avvio di una nuova Europa a due velocità. E questo è molto meno gradito a Washington.
La Merkel vuole (almeno, così dice …) la Grecia dentro l’EZ, ma dice no alla revisione del debito.
Infine ricordiamo la posizione di Draghi che vuole la Grecia nell’EZ  e contemporaneamente la ristrutturazione del debito ed è quindi in contrasto sia con Schauble che con la Merkel.

Un bel busillis, l’esito del dilemma ristrutturazione debito sì/no è denso di significato geopolitico.

P.S. Gli Stati Uniti stanno da tempo spingendo per la firma del un nuovo trattato “commerciale” TTIP con l’Europa ed un analogo TIP nell’area del Pacifico. Si tratta, come qualcuno sostiene della mossa di rilancio della leadership americana nel mondo, in vista anche del barcollamento della gestione tedesca dell’Europa? Non lo so, in attesa di approfondire il tema, vi propongo questo interessante articolo del Post

 

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