La democrazia di serie A e di serie B

Oggi Repubblica.it pubblica un articolo di Raffaele Ricciardi che si avvale della chiara infografica sotto riportata, da cui si evince che lo strombazzato “salvataggio” – in realtà principalmente rimborsi ai creditori e un po’ di sovvenzioni a fondo perduto che non solleveranno l’economia greca dal peso dell’EuroMarco e dell’Austerità – deve ancora essere definito. Il primo e più importante passo per poter procedere ai successivi è quello di domani e andrà in scena nel Parlamento di Atene 

Ma, da tutt’altro punto di vista, quello che colpisce di più del grafico sono i passaggi numero 3 e numero 6, che evidenziano come la Costituzione o le leggi di alcuni paesi europei prevedano che accordi così importanti per l’intera comunità non siano lasciate nelle mani del governo in carica, ma richiedano l’approvazione degli delegati democraticamente eletti in Parlamento. 

E’ vero che intorno al concetto di democrazia vera o presunta tale ci sarebbero molte cose da dire, ma è indubbio che sottoporre alcune decisioni ad una assemblea è cosa ben diversa che dare una delega in bianco ad un ristretto gruppo di politici, che spesso si riduce ad uno solo.

Ecco i paesi della serie A della democrazia: Germania,Olanda, Estonia, Finlandia, Austria e Slovenia, i primi quattro dei quali richiedono addirittura un secondo passaggio di  verifica finale. 

Ma per noi non c’è problema, abbiamo lo statista GhePensiMi versione 2.0 che provvede in nostra vece.

2 thoughts on “La democrazia di serie A e di serie B

  1. Di fronte a queste 8 tappe ben definite e ben delineate,se chi le ha pubblicate le ha riportate correttamente, credo non abbiamo altra scelta che prepararsi ad impugnare le regole con le quali si è e si continua a costruire l’Europa .
    A questo punto bisogna dire chiaro e tondo che così non va bene che l’Europa deve essere una Europa federale dove i popoli mantengono i loro usi e costumi
    legati da protocolli unici per la sanità,l’insegnamento,le forze armate,la giustizia, moneta a due velocità, con rettifiche annuali o triennali per verificarne la sostenibilità ed alla bisogna cambiarne i rapporti sino a quando le economie dei vari membri della federazione non saranno in grado di affrontare l’euro ad una velocità .
    La federazione dovrà presentarsi unita quando è necessario approvvigionare le materie prime o quando ci sono diatribe internazionali ( vedi i nostri marò ) o quando ci sono da affrontare problemi internazionali e difendere i confini europei,ho gettato giù di getto questo mio pensiero,sarà largamente insufficiente e migliorabile,ma spero di essere riuscito ad esprimere cosa volevo intendere per federazione europea.

  2. Gianca, perbacco se ci sei riuscito, complimenti, è un “piccolo” manifesto europeista. questo schizzo di europa Federale è totalmente condivisibile.
    Purtroppo storicamente è in frontale contraddizione con la UE attuale, con le sue finalità geopolitiche: il disegno di egemonia della Germania, avallato dagli Stati Uniti per la gestione del suo protettorato militare in Europa.
    Non è un caso e non è neanche per stupidità che la UE sia l’opposto di quello che suggerisci. Si tratta invece di un lucido disegno politico teutonico, assecondato dalle classi politiche locali.
    La furiosa volontà di dominio tedesca l’abbiamo vista nei giorni scorsi con il “salavataggio” della Grecia.
    Spero di sbagliarmi e di dire un giorno che sto esagerando.

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