L’Elite mondiale del XXI secolo, ovvero quando “Il troppo stroppia”

Perché il Mondo è a rischio/Parte prima

Constatare che in una società esiste un’élite è una banalità storica, la presenza di un vertice di “guida” e coordinamento è un realtà intrinseca all’essenza stessa di ogni comunità umana della storia, dalle primitive tribù alle antiche civiltà, dall’Impero romano alle Signorie medioevali, dagli Stati e al singolo nucleo famigliare, ecc. Il problema è su quali materie e come viene esercitato il potere da parte dell’ente “delegato” alla guida della comunità in questione. Con particolare riferimento alle disuguaglianze inevitabili all’interno di qualsiasi aggregato umano.

Analogamente non si devono demonizzare (men che meno divinizzare) i Mercati, la struttura portante della società capitalistica oggi prevalente nel mondo (includo infatti, nelle sue varianti, Russia India e Cina). Ma quando – e qui mi riferisco al mondo occidentale cosiddetto libero – alla concorrenza si sostituisce il cartello di potere di corporation transcontinentali (capitalismo oligarchico) che controllano la politica o quando al cartello della finanza privata si affida la creazione di moneta (capitalismo finanziario) – sia pure in condominio con la politica – allora non sorprendiamoci se aumenta o può degenerare l’iniquità e l’instabilità a livello sistemico.

kkkkkk

E’ infatti evidente che al “gioco di potere” della Élite mondialista prevalente (di prevalente, ma non esclusiva, matrice e guida made in USA) di questo inizio di XXI secolo è da ascrivere la fase storica che stiamo vivendo, caratterizzata da: 1) crescente iniquità nella distribuzione dei risultati (redditi) dell’attività lavorativa di miliardi di persone 2) ne consegue nei decenni una spropositata accumulazione di ricchezza presso il cosiddetto 1% 3) tensione ed instabilità socio-economica e finanziaria all’interno dei paesi e tra macro reti di aggregati internazionali (es. Eurozona) 4) rischi di crisi e conflitti di portata incalcolabile.

Leggendo i 4 punti che ho appena elencato, un componente della Élite si spancerebbe dal ridere e li riscriverebbe così: 1) sono superiore e quindi è giusto che mi prenda la fetta maggiore della torta e che comandi nel mio interesse 2) la ricchezza è solo la conferma della mia superiorità 3) l’instabilità va benissimo perché intimidisce a nostro vantaggio le masse e nelle crisi finanziarie io mi arricchisco 4) i rischi li gestisco io e, se anche la situazione dovesse sfuggirmi di mano, ne uscirò comunque ancora più forte e l’umanità sarà meno numerosa e più mansueta.

È veramente così forte l’Oligarchia che mena la danza nel mondo in questa fase storica? Chi è veramente l’Élite e come opera? Esiste una sola Élite monolitica o una Élite prevalente, o diverse Élite in competizione? Che strategia e filosofia di vita ha? Conviene all’Italia la casella dello scacchiere mondiale in cui è posizionata dall’Élite? Infine la domanda delle domande: cosa fare per invertire la rotta e assicurare alla generazione attuale e a quelle future in una società più equa e sicura?

Proveremo ad addentrarci in queste problematiche con i successivi post di questa serie che ho sottotitolato “Perché il Mondo è a rischio”. Ma un cenno di risposta anticipata all’ultima domanda la voglio qui dare.

Neutralizzare l’arma più potente: l’inquinamento mentale.

Il mondo che ci viene dipinto quotidianamente dall’informazione di massa – proseguendo la missione svolta dal sistema scolastico e universitario – è spesso e volentieri una fiction televisiva, tesa a mascherare (in tutti i suoi aspetti) la morte, avvenuta il secolo scorso nel cosiddetto “mondo libero”, della democrazia e del libero mercato. Oggi vige un regime oligarchico d’élite internazionale in via di espansione, in cui i perdenti sono le masse, i popoli e le nazioni. L’insegnamento della storia e dell’economia (per i giovani) e la quotidiana cronaca politica e finanziaria (per gli adulti) sono i perni di offuscamento e manipolazione delle menti e dell’opinione pubblica. E non è qui in discussione l’intelligenza individuale: l’istruzione e l’informazione moderna hanno una potenza che sfiora la capacità di programmazione mentale.

Quindi: se è vero (come io credo) che una opinione pubblica consapevole può rendere più cauta l’oligarchia di potere, cerchiamo fonti d’informazione e di studio fuori dal coro massmediatico. E’ uno sforzo che a livello individuale consentirà di acquisire gradualmente la capacità di decodificare le bugie e i trucchi utilizzati per tenere le masse allo stato di “popolo bue” (ho già osservato che non è una questione di intelligenza).

Perché questa mio consiglio può contribuire a rendere la vita più difficile alla’ Élite oggi prevalente? Perché a mio avviso solo con un’opinione pubblica almeno parzialmente disintossicata potranno nascere movimenti politici in grado di incidere per vie istituzionali sulle leve di potere dell’Élite.

Un’ultima considerazione. Ho usato e userò termini moderati, quasi nobili, come “Élite” o “Oligarchia” perché questo è lo stile che mi viene spontaneo, non sento il bisogno di ricorrere a termini eclatanti. Tuttavia, se navigate in rete alla ricerca di fonti fuori dal coro, non scartate siti dove la terminologia potrebbe essere più cruda, tipo: criminali di guerra (Iraq, Libia, Medio Oriente), cricca paranoide (accumulazione di ricchezza e potere), pazzi delinquenti (III guerra mondiale?), infami speculatori (“mercati” finanziari), manipolatori mentali (servizi segreti e controllo dell’informazione di massa). Termini che non uso, ma che potrebbero anche essere appropriati.

Impostazione dei post successivi.

Immagine correlata

Per questa mini rassegna sull’Élite e i rischi che la sua strategia ci sta facendo correre, conto di scrivere 3 articoli sui seguenti filoni, nei quali i nostri “Capi” menano la danza:

  • Geopolitica
  • Economia e Finanza globale
  • L’Europa e l’Italia

Per chi avesse fretta, anticipo anche in questo caso la mia valutazione del Totorischio “da bar”: 1) Geopolitica: in un contesto di epocale riposizionamento dello scacchiere mondiale, abbiamo un alto rischio del succedersi di forti conflitti locali (come nell’ultima quindicina d’anni, ovvero dopo le Torri Gemelle). Resta invece a mio avviso basso, anche se in aumento, il rischio di una III Guerra Mondiale Nucleare (inclusa Nord Corea) 2) Economia e Finanza: crisi come o peggiori di quella di 10 anni fa ne vedremo sicuramente in futuro, ma non nel breve termine 3) Europa e Italia: alta probabilità nel 2018/2019 di “salti di qualità” della finta Unione Europea, a vantaggio di Germania (e un po’ della Francia). Per l’Italia: se nel prossimo biennio una parte significativa di italiani non acquisirà la consapevolezza di essere in una gabbia e preparerà il terreno per “l’evasione” (mi riferisco all’Eurozona, tanti italiani l’hanno fiutato, ma la propaganda li confonde), Germania e Francia proveranno a far scattare su ciò che è rimasto del nostro patrimonio e della nostra sovranità le tagliole predisposte negli ultimi 25 anni dai Trattati europei ( a partire da Maastricht, 1992). Washington consenziente.

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4 thoughts on “L’Elite mondiale del XXI secolo, ovvero quando “Il troppo stroppia”

  1. Una Europa unita in una vera federazione avrebbe avuto le armi , le intelligenze , le tecnologie ,la cultura ………………………. ,
    insomma un valore umano tale che avrebbe potuto competere con successo con chiunque nazione o continente di questa terra…purtroppo l’Europa si sta svelando per quello che é : un grande,grandissimo ,
    immane casino . Gli inglesi lo hanno capito benissimo
    e vogliono essere liberi delle loro azioni per evitare di affondare con l’Europa.
    Certamente gli U.S.A. ci hanno messo lo zampino,ma le colpe principali sono nostre perché oramai non sappiamo più coglier le opportunità , ma di ogni opportunità vediamo e cerchiamo di cogliere solamente l’opportunità di creare nuova burocrazia,posti ben remunerati,e saccheggio del denaro messo a disposizione per creare posti di lavoro e ricchezza…..no.. non diamo la colpa agli altri, la stragrande parte di colpa e solo la nostra.

    • Salve Gianca, noi italiani abbiamo certamente una grossa fetta di responsabilità, ma a mio parere il là lo da il fattore esterno. Inoltre penso che il fattore interno e quello esterno io non siano tra di loro disgiunti.
      Per 35-40 anni dal dopoguerra, ai vincitori e conquistatori americani serviva una Italia in crescita e un popolo soddisfatto, e in quella fase di prosperità e miglioramento i “difetti” morali e civili degli italiani (e di qualsiasi popolo) si sono ridotti e la convivenza civile è migliorata. Quando il ciclo geopolitico è cambiato, gli USA ci hanno messo nelle mani dei tedeschi, che vedono come il fumo negli occhi un’Italia prospera e progredita. Con l’Euro, l’Austerità ed infine con il carico esclusivo dell’ingresso immigratorio (altre mosse sono in cantiere da tempo per inguaiarci ancora di più) sono ritornati a crescere la povertà, la tensione sociale, e, ovviamente, la delinquenza e la corruzione, in tutti i loro aspetti civili e politici (riconosco che nella nostra “creatività” avremo per sempre l’esclusiva di aver prodotto un elemento di degrado civile come Berlusca, tuttora sulla breccia).
      Ma si è mai visto un paese in un ciclo di decadenza diventare più virtuoso? Se negli ultimi 20 anni la nostra economia fosse cresciuta come nei 40 precedenti, saremmo nella stessa schifosa situazione di oggi? E, nonostante tutto, le nostre piccole e medie imprese con i loro grandi risultati nelle esportazioni fanno ancora rosicare Parigi e Berlino!
      La verità, per come la vedo io, riguardo ai nostri difetti morali e civili è che noi siamo ladri di galline o poco più: alla Germania (Siemens, Volkswagen, scandalo Kohl, ecc.) e agli USA (Hollywood, la legalità della finanza, il mercato delle armi e i massacri di massa, ecc), all’evasione (quella vera, cioè degli straricchi o del traffico di droga) e ai paradisi fiscali mondiali conferisco rispetto a noi il primato dei “pochi ma buoni”. Come italiano non ho il minimo complesso di inferiorità, il degrado civile è un fattore comune di tutto o quasi (il Giappone forse meno inquinato) l’Occidente.
      Lo conferma il calo pressoché generalizzato (o comunque il basso livello) dell’affluenza alle votazioni politiche e l’instabilità politica (persino nella civilissima Svezia!) che ne consegue: per uscirne molti paesi fanno ricorso a Grandi Coalizioni (la Germania da una vita e forse adesso deve pure ritornare alle urne) o si ritrovano con Presidenti fantoccio e sotto scacco (Trump)
      Vedo anch’io la schifezza della cronaca italiana, mail nostro paese non è isolato, ma segue un’onda lunga che viene da fuori, quella dell’élite, l’argomento di questo e dei prossimi post : poi certamente nuotiamo o galleggiamo secondo il nostro stile e cultura.
      Se crediamo di essere antropologicamente inferiori, cadiamo in una trappola senza via d’uscita e seguiamo solo lo spartito scritto dall’élite e suonato tutti i giorni, ore e minuti dai mass media sotto controllo.

  2. Pur condividendo gran parte del suo pensiero credo che la realtà italiana sia dovuta anche alla nostra dabbenaggine per non dire di peggio.
    L’occidente é in crisi economica e morale, ma l’Italia lo é ancora di più.per trovare nazioni dove la corruzione ed il malaffare la fanno da padroni dobbiamo citare il Messico e la Nigeria…
    Cito ad esempio due decisioni che ci sono costate miliardi ,purtroppo nessuno ce le ha imposte o blandite, ma le abbiamo volute fortemente pensando che fossero una panacea per l’economia italiana e lo abbiamo sbandierato pensando di avere messo nel sacco francesi,inglesi e tedeschi.
    La prima decisione fu quella di costruire una flotta di piroscafi lussuosissimi per sbaragliare la concorrenza nel trasporto marittimo in particolare nelle rotte Europa -nord America , peccato che francesi e inglesi dando per scontato che il trasporto aereo era il futuro mentre l’Italia decideva di spezzare le reni alla concorrenza ,loro cominciarono ad incrementare il traffico aereo ed a mettere in disarmo la flotta delle navi passeggeri..questa decisione ci costo migliaia e migliaia di miliardi di lire.
    L’altra decisione catastrofica fu quella di vendere quote di agricoltura in cambio di quote siderurgiche …. francesi,tedeschi ed inglesi furono ben contenti di venderci parte delle quote siderurgiche in quanto avevano già capito che l’alimentare era il vero bene strategico mentre l’acciaio stava andando in crisi ….prevederlo non era poi così difficile ,terminata la ricostruzione del dopo guerra,agli sgoccioli l’esportazione facile perché nel mondo si stava provvedendo a costruire acciaierie per soddisfare il consumi interni ,la produzione dell’acciaio avrebbe dovuto essere drasticamente ridotta….noi riuscimmo ad espropriare e rovinare decine e decine di ettari di buon terreno coltivabile a Gioia Tauro per iniziare la costruzione della terza acciaieria , non si fece nemmeno in tempo a proseguire l’opera perché nel frattempo l’acciaio entrò in crisi e si dovettero ridurre le produzioni…a Gioia Tauro rimasero per decenni le macerie dei piazzali incompiuti e dopo pochi anni si dovette chiudere pure la nuovissima e non completamente finita acciaieria di Bagnoli … ci rimane l’acciaieria di Taranto che ci è già costata qualche miliardo di euro e purtroppo credo non sia ancora finita.
    Ho fatto due esempi eclatanti ,ma di queste decisioni sballate ce ne sono state troppe, personalmente non mi sento inferiore ,ma ripensando alla efficienza del regno piemontese,alla grandezza della repubblica Veneziana
    ,all’ordinato granducato di Toscana…ecc .devo constatare che qualcosa nell’unità d’Italia non ha funzionato , penso che per l’Italia ben si addica il detto :
    CHI E’ CAUSA DEL SUO
    MALE NON PIANGA.

  3. Non c’è dubbio che di errori ne abbiamo fatti tanti. Di più, di meno degli altri? Di maggiore o minore “qualità”? Non sono in grado di dare un giudizio fondato, il tema è troppo vasto. Tutt’al più posso dare una opinione o meglio ancora un’impressione, che ha un elevato quoziente di emotività.
    Quanto all’Italia, sappiamo non è nata per una spinta popolare, ma per una presa di potere dei Savoia, che avevano avuto il semaforo verde (geopolitica del XIX secolo) dalla Francia, ma ancora di più dalla Gran Bretagna. In precedenza era sempre stata in mano ad una potenza regionale locale (Vaticano) o a rami di dinastie straniere.
    Il senso nazionale doveva quindi essere costruito dopo l’unificazione, ma una famiglia reale in generale, ed in particolare i Savoia, non è molto portata ad una missione del genere e probabilmente la teme. Qualcosa era riuscito a fare Benito (l’altra faccia della medaglia: le vittime del fascismo), ma la mancanza di visione geopolitica lo ha portato all’alleanza ed alla guerra a fianco della Germania.
    Da buon provinciale non aveva capito che l’America era ormai diventata la prima potenza e che non avrebbe mai permesso alla Germania di prendere possesso dell’Europa. La sua catastrofica scelta di campo ci ha portato all’occupazione militare (mascherata da NATO) politica e culturale degli USA, che ci ha poi messo nel post-URSS nelle grinfie della Germania.
    In verità qualche conato di sovranità di politica nazionale ed estera era stato espresso da alcuni politici della Prima Repubblica (Fanfani, Moro, Craxi), e mal sopportato dalla CIA solo per la minaccia della URSS Tutto è stato sradicato dopo la caduta del Muro di Berlino attraverso Mani Pulite, che non ha affatto eliminato la corruzione, ma solo la classe politica che non era pronta a fare da cameriere del padrone.
    La verità e che alla Elite la nostra corruzione da ladri di galline (rispetto a quanto succede in molte altre parti del mondo) serve eccome, perché disunisce e depista il popolo che pensa che la corruzione sia la causa dei suoi problemi.
    Purtroppo nella nostra storia la costruzione di uno spirito nazionale e del senso dello Stato non ha mai trovato spazio, ma come scrivo nell’articolo gli italiani non sono affatto stupidi o particolarmente corrotti, la manipolazione mentale dei mass media globalisti che glielo vuole far credere non è mai stata così forte.

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