Gli USA spiano tutti, ma il problema sono gli hacker russi.

Ecco un esempio di manipolazione dell’ informazione di massa, della categoria “Sminuisci e Affossa”
Risultati immagini per yes we can tapping obama

All’inizio di marzo è uscita una notizia bomba, i cui effetti sono stati ridotti a quelli di un petardo dall’intero blocco mediatico occidentale, che le ha dato pochissimo risalto per poi archiviarla velocemente.

Mi riferisco alle rivelazioni shock di Wikileaks sulle “moderne” tecniche di spionaggio di massa della CIA su scala mondiale, (che si affiancano a quelle “classiche” ma sempre più sofisticate), reso possibile dalla crescente  “intelligenza” dei sistemi operativi e dei software non solo degli smartphone e dei computer, ma anche delle smart TV. Microsoft, Samsung, Apple, Google, Twitter ecc. detengono il controllo di questi mercati mondiali e, volenti o nolenti, permettono alla CIA – un mostro che vive ormai di vita propria con budget di miliardi di dollari e condotta da personaggi a dir poco ambigui – di penetrare nella sfera privata e pubblica di chiunque ritenga sia da sorvegliare ed eventualmente condizionare (o eliminare). La giustificazione è la lotta e la prevenzione del terrorismo? Forse lo è, ma solo in parte, perché gli americani, sulla base di questo pretesto, vanno ben al di là.

jhjhjhj

Forse ricorderete che soltanto 4 anni fa scoppiò il Datagate, per la fuga di documenti riservati dalla NSA (National Security Agency) ad opera di un ex dipendente Edward Snowden. La NSA aveva deciso di non essere più solo “National”, ma di internazionalizzarsi, perché si venne a sapere che Obamino l’aveva autorizzata a controllare personaggi politici stranieri, tra cui la cancelliera Merkel. Emerse successivamente che questa attività era stata resa possibile grazie alla collaborazione dei servizi segreti locali (per la Merkel si tratta del servizio segreto tedesco BND) con la NSA e che si trattava di “banale” spionaggio (non terroristico), fatto gravissimo e indicatore dello stato di sudditanza di servilismo di tutto l’occidente nei confronti del padrone a stelle e strisce.

Questa volta, e solo 4 anni dopo lo scandalo NSA, le rivelazioni dell’organizzazione di Assange sulla CIA sono ancora più gravi per l’estensione potenziale, per le modalità pervasive di controllo (Internet delle cose, iCloud) e, ciliegina sulla torta, per la possibilità tecnica di cancellare le tracce dell’intrusione o di attribuirla ad un terzo, che a quel punto può essere chiunque, magari gli “hacker russi”. Quest’ultimo, se sarà confermato, è il risvolto più preoccupante della potenza della tecnologia informatica e della comunicazione, che può rendere veramente inestricabile la matassa delle manovre occulte tese a raggiungere fini politici, finanziari o militari, comunque di potere.

L’Europa, l’America e la CIA

Così la Cia ci spia: Wikileaks pubblica migliaia di file riservati sull'AgenziaI media  ci vogliono far vivere in un mondo fittizio – e purtroppo in buona parte ci riescono – per nascondere la realtà storica, cioè che da oltre 70 anni l’Europa non è più indipendente. Laloro parola d’ordine: non disturbare il (padrone) manovratore. Dopo la sconfitta della Germania nazista e la spartizione dell’Europa con la Russia, l’America iniziò subito ad estendere una rete di potere che non guardava e non guarda in faccia nessuno e non ha certo uno scopo umanitario. In questo contesto anche dietro al tanto celebrato Trattato di Roma del 1957, che diede l’avvio al MEC/CEE, c’era la CIA con i suoi metodi e i suoi finanziamenti.

Finché era utile tenere buoni i popoli europei, Washington lo ha consentito; frantumatosi agli inizi degli anni ’90 il blocco sovietico e riunitasi la Germania, ha ritenuto opportuno affidare ai tedeschi il ruolo che avevano cercato inutilmente di conquistare con le armi, cioè quello di leader (Führer in tedesco) europeo, ma sotto tutela americana, insomma il vassallo da ricompensare, vedremo subito come.

Parallelamente negli ultimi 70 anni è mutata la logica geopolitica americana nei confronti del Vecchio Continente: dapprima “argine” alla minaccia sovietica e successivamente come sua (degli USA) propaggine politica e logistico-militare (NATO) per la proiezione sul continente euro-asiatico, anche in vista della nascente rivale Cina. Il salto di qualità è avvenuto a cavallo degli anni ’80 e ’90, che ha visto l’infelice (per noi e per altri)) passaggio dalla benemerita CEE (Comunità Economica Europea) alla UE/Eurozona a trazione tedesca.

In questo passaggio l’Italia, che nella precedente fase era strategica, ha perso questo ruolo a vantaggio dei tedeschi: l’EuroMarco è stata la ricompensa alla Germania riunificata per il suo vassallaggio militare (NATO) e per trattenerla da tentazioni di avvicinamento alla Russia.

Infatti CambioFissoEuro è per la Germania protezionismo occulto perché equivale ad un dazio sulle importazioni dai concorrenti stranieri e ad uno sconto sul prezzo delle esportazioni tedesche (ma senza riduzione di profitto per le imprese): risultato finale clamoroso, con la bilancia commerciale tedesca che contribuisce al 9% del Pil, (primo paese al mondo!), con i riflessi positivi sull’occupazione e i conti pubblici. Ma tutto questo viene ovviamente taciuto, mentre in questi giorni nelle prime, seconde e terze pagine risuona la grancassa della propaganda europoide contro la politica protezionista di Trump.

I casi Datagate prima e Wikileaks poi hanno squarciato e reso pubblico un “piccolo” aspetto del vero volto del servizi di intelligence americani, che riguarda nella fattispecie la CIA. Ma la consolidata rete di potere americana in Europa – costituita dai conniventi e collusi leader politici (con qualche rara eccezione nella storia, es. De Gaulle in Francia, Fanfani e Moro in Italia), dai loro servizi segreti e dal concerto della rete unificata della propaganda mediatica – ha prontamente mascherato e messo a tacere questo “piccolo” aspetto, neanche lontano parente della democrazia.

I Misteri d’Italia sono tanti e in diversi sembra esserci lo zampino dei servizi segreti italiani e/o americani. Ecco due spunti interessanti (qui e qui) che riguardano Mani Pulite (e il suo principale protagonista) che in realtà per la narrativa ufficiale non rientra nella categoria dei misteri, ma se leggete i due articoli che propongo qualche perplessità forse vi sorgerà. Duemila anni fa tutte le strade portavano a Roma, nel XXI secolo la meta preferita è Washington.

Il vero volto della globalizzazione

Tutte le istituzioni su cui si basa il mondo occidentale sono manipolate e distorte a vantaggio dell’elite del 1%, che ne ha il controllo: i mercati, il mondo bancario, la moneta (Banche Centrali), l’informazione, la politica, l’intelligence (non solo la CIA&Co americane, ma anche il britannico MI6, il Mossad israeliano), il terrorismo, l’azione militare diretta o indiretta.

Il fine ultimo è sempre lo stesso: accumulo di potere e di ricchezza – che non è altro che il risultato del lavoro umano – su scala sempre più vasta, la vera natura della cosiddetta globalizzazione. Con squilibri, iniquità e tensioni crescenti, rischi di conflitti che farebbero impallidire la seconda guerra mondiale. L’America è indiscutibilmente il leader mondiale, ma non le basta, non gradisce la presenza di rivali in grado di fronteggiarla, Russia in testa. E con le buone o con le cattive cercherà di conquistarla.

Il mondo potrebbe essere molto migliore e forse un giorno la sarà, ma per ora le cose vanno così. Dagli anni ’50 in cui nacque la televisione, lo sviluppo dell’elettronica, delle telecomunicazioni e dell’informatica hanno creato i mezzi che l’élite di potere ha trasformato in vere e proprie armate mediatiche ed ora anche spionistiche e di manipolazione mentale. 
Va combattuta la sistematica manipolazione mentale delle masse ad opera dei mezzi di informazione, dei collusi politici e delle istituzioni locali che ammanta di un’aurea di democrazia quello che è uno spietato disegno di potere d’élite. Un piccolo ma molto valido esempio in questo senso ce lo dà il giovane Luca Donadel, di cui riporto sotto 2 interessanti video Youtube. Può darsi che alcune sue argomentazioni siano sbagliate o tendenziose, ma l’ottica in cui pone gli interventi di salvataggio dei migranti (primo video) è a mio avviso molto più vicino alla realtà di quanto propinino quotidianamente televisioni e giornali. Nel secondo video ridicolizza “piccole” notizie anti-Trump che trovano però ampi spazi nelle principali testate giornalistiche e televisive italiane. 


SE I CONTENUTI DI QUESTO BLOG TI INTERESSANO, ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER, INSERENDO IL TUO INDIRIZZO MAIL NELLA CASELLA IN ALTO A DESTRA. RICEVERAI UN MESSAGGIO ALLA PUBBLICAZIONE DI UN NUOVO ARTICOLO


Articoli correlati
+ Le panzane sull’EuroUscita/1 (06-02-2017)
+ Quinto Potere, fiction e realtà (28-09-2016)
+ L’impronta anti democratica delle UE targata CIA (31-08-2016)
+ Il terrorismo psicologico e la Brexit (22-06-2016)
+ Le armi della moderna guerra geopolitica (30-04-2016)
+ Informazione Alternativa (22-02-2016)

2 thoughts on “Gli USA spiano tutti, ma il problema sono gli hacker russi.

  1. Beh ? cosa è successo a Trump ? chi ci capisce sulla preoccupante inversione a U della sua politica verso il resto del mondo ? qui siamo tutti col fiato sospeso

    • Ciao Gian, ben arrivato.
      Nel post precedente a questo c’è la mia “risposta” alla tua domanda. Delle 5 ipotesi che avevo elencato, oggi scommetterei sulla terza e, in sottordine, sulla quinta.
      Credo che Trump sia sceso (temporaneamente?) a patti con gli avversari interni geopolitici: i servizi di intelligence (CIA in testa), il Pentagono, i repubblicani oltranzisti neo-con guerrafondai (McCain & C) non avrebbero mai accettato la linea di politica estera di Trump. Hanno fatto leva (sporca) sui punti deboli del suo entourage e degli uomini su cui aveva puntato, con l’appoggio della cassa di risonanza di tutti i media. Trump ha offerto un paio di teste ed è diventato una specie di Hillary Clinton in politica estera. Cosa chiede in cambio Trump? Che lo lascino lavorare in materia economica (sta diventando tenero con la FED) per riuscire a mantenere le promesse di rilancio del lavoro che gli hanno fatto vincere le elezioni e che se mantiene lo faranno rieleggere tra 4 anni.
      E’ chiaramente un patto con il diavolo da ambo le parti: dubito che i suoi avversari gradiscano un secondo mandato di Trump, il quale non credo abbia del tutto rinunciato (forse l’ha proprio rimandato ad un secondo mandato) alla sua linea di geopolitica.
      Adesso è molto caldo il “passaggio” coreano, è probabile che Trump prenda presto qualche iniziativa: se gli ambienti militari e spionistici americani hanno capito bene come contenere la reazione militare di quel ragazzotto megalomane non ci saranno gravi conseguenze, altrimenti Cina e anche Russia potrebbero entrare in scena. Forse già nel fine settimana ci si aspettano delle novità. Ci risentiamo
      Uber

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *