Un po’ di storia sull’Elite invisibile del Mondo Occidentale.

Come nasce storicamente il controllo della Moneta di Stato da parte della Finanza Privata

Negli ultimi articoli che ho pubblicato, sostengo la tesi – certamente non originale ma che cerco di studiare e documentare – secondo la quale il nucleo di potere del mondo occidentale sarebbe composto da un ristretto numero di famiglie/dinastie finanziarie, che hanno il controllo della Moneta di Stato, oltrché naturalmente quello del sistema bancario. Si tratta di un processo storico secolare, che risale addirittura al periodo medioevale e che vede il suo graduale consolidamento tra il 18° e 20° secolo. Questo articolo è un tassello che aggiungo al mio personale puzzle della struttura del Potere Occidentale.

Pietro Ratto ha condotto una indagine approfondita della storia della dinastia che sembra essere al vertice della Élite del Denaro – quella dei Rothschild – ricostruendone il percorso dalla nascita (circa metà del 1700) fino alla prima parte del 1900. Nel corso dell’ultimo secolo invece il nome Rorthschild (come pure quello delle altre grandi famiglie della finanza) scompare dietro un muro di società, incroci azionari, società di comodo, trust, paradisi fiscali, matrimoni d’interesse, ecc. Ma lascio la parola a lui.

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La supremazia della Finanza Privata sullo Stato

Dal mio punto di vista, il contributo più significativo della ricerca di Pietro Ratto è la individuazione del passaggio chiave che, in parallelo allo sviluppo del capitalismo dei secoli scorsi, portò la Finanza Privata al controllo del potere pubblico della creazione della moneta a corso legale, che ho trattato nel mio ultimo articolo. Nel quale appunto mancava la tecnica, la modalità finanziaria utilizzata per raggiungere tale obbiettivo (vedi punto 4 sotto).

Non è stato un atto illegale o di forza, fatto sta che in questo modo la finanza privata si assicura così la supremazia sullo (o quanto meno la non belligeranza dello) Stato stesso, grazie alla gestione diretta della Moneta pubblica e del Credito, ovvero delle cosiddette “Banche Centrali”, che invero di banca hanno poco o nulla, ma esercitano l’enorme potere pubblico di Istituti di Emissione/Creazione della Moneta.

Come ci spiega Pietro Ratto è stato un processo storico lungo ma costante nel corso del quale è stato determinante la “necessità” di principi, re, imperatori e stati di finanziare guerre (o di rimborsare debiti di guerra) che superavano le disponibiltà in loro possesso. Opportunità colta con abilità, astuzia e doppio gioco anche e sopratutto dalla dinastia Rothschild.

I Rothschild secondo Pietro Ratto

Vado ad elencare sotto alcune argomentazioni storiche esposte da Pietro Ratto, suscettibili di approfondimento (cominciando con la lettura del suo libro) prima di validare la logica e la compattezza della sua esposizione sulla dinastia Rothschild.

  1. La “propensione” al commercio del denaro degli ebrei (dal minuto 2:50 al 4:20) – e i Rothschild lo erano – avrebbe una doppia radice storica: a) la restrizione nel medioevo del diritto degli ebrei ad esercitare l’agricoltura li spinse a sviluppare altre abilità ed attività e b) il contemporaneo divieto medioevale ai cristiani per motivi religiosi di praticare il prestito ad interesse, lasciò questo campo libero agli immigrati ebrei installati in Euopa.
  2. La stretta connessione, a cui ho già accennato, tra la fortuna finanziaria dei Rothschild e le guerre sarebbe già, nella seconda metà del 1700, alla base del successo del fondatore della dinastia (minuto 5:30)
  3. La prolifica generazione di eredi sembra quasi essere una strategia per l’espansione sul continente europeo. Anche l’abbonadante figliolanza femminile viene indirizzata a matrimoni d’interesse tesi a rafforzare la rete dinastica.
  4. L’idea originale e determinante per la attuale leadership dei Rothschild (minuto 18:30) di chiedere ed ottenere dagli Stati la gestione del debito pubblico come contropartita dei loro prestiti.
    È l’anticamera del controllo di futuri Istituti di Emissione/”Banche Centrali”, come la fondazione della FederalReserve americana attesta (minuto 25:30)
  5. Un altro esempio storico della supremazia dei Rothschild sugli Stati: la loro garanzia e successivo pagamento alla vincitrice Germania del “debito” della sconfitta Francia, dopo la guerra del 1871 (minuto 20:10)
  6. Ancora un passaggio storico cruciale: lo sbarco “forzato” dei Rothschild nel periodo della Seconda Guerra Mondiale – dopo aver salvato i loro patrimoni in Europa con dei prestanome cristiani –  negli Stati Uniti divenuti poi la loro principale base finanziaria mondiale (minuto 15:00)
  7. Un’altra importante intuizione per la supremazia sugli Stati: i prestiti degli ingenti capitali per lo sviluppo delle reti ferroviarie concessi dai Rothschild, come nel caso dell’Italia unificata (minuto 35:30)
  8. La già citata graduale scomparsa dai radar nel corso dell’ultimo secolo del nome Rotschild e delle altre famiglie, dietro una barriera di società, partecipazioni incrociate e quant’altro le leggi della servizievole politica consente di fare o la magistratura “dimentica” di mettere sotto i suoi riflettori.

E allora?

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Come ho già scritto altre volte, lo studio dell’Élite di Potere del mondo occidentale – nel quale è totalmente immersa la nostra Italia nel ruolo di “provincia” americana (come tutta l’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale) – ha per me le seguenti finalità: 1) capire quali sono le sue regole del gioco dei Vertici di Potere e suoi punti di forza e debolezza 2) analizzare la dinamica geopolitica in atto tra l’Élite occidentale e quelle del resto del mondo 3) cercare la risposta alla seguente domanda: la casella in cui è collocato il mio paese ci avvantaggia o ci penalizza? Il futuro dei nostri figli e nipoti in che direzione va? 4) se la casella a noi assegnata ci penalizza, la nostra classe dirigente (politica, dirigenza pubblica, magistratura, giornali e televisioni, ecc.) sta cercando di contrastare e rovesciare la situazione? Da che parte sta? 5) in base ai punti precedenti l’Italia come dovrebbe orientarsi e prepararsi ai possibili cambiamenti in atto?
É un lungo, difficile e ambizioso cammino, ma quello fatto sin qui mi sprona a proseguire la mia esplorazione. Capire il passato ed il presente può servire ad orientarsi per il futuro, sia individualmente che come comunità.

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