Una volta solo i negri erano schiavizzati, ora lo siamo tutti – Paul Craig Roberts

Una visione estrema, su cui riflettere

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Ieri 4 luglio in USA è stato celebrato il 241° anniversario della dichiarazione d’indipendenza (1776) delle 13 colonie americane dall’allora Regno di Gran Bretagna. Un momento storico nel confronto tra le due nazioni, che nei secoli successivi dovevano esercitare nel mondo la loro prevalente supremazia industriale, militare e finanziaria: è stato dapprima il turno della Gran Bretagna (poi Regno Unito), scalzata nel XX secolo dagli Stati Uniti d’America.

Il cambio della guardia – le cui basi si sono sviluppate nella prima metà del secolo scorso – è avvenuto con la seconda guerra mondiale. Non si deve tuttavia sottovalutare l’attuale ruolo geopolitico del Regno Unito, in associazione alla strategia di Washington, ma talvolta anche in autonomia. La vicenda Brexit è probabilmente anche l’espressione di un tentativo di parziale sganciamento dagli USA del Regno di Sua Maestà, in questo secolo che segnerà (in questo e nel prossimo decennio) un deciso passaggio a nuovi equilibri geopolitici.

La plurisecolare esperienza della sua rete di spionaggio e di intelligence, le sua tela di relazioni mondiali tuttora estesa al ex Commonwealth, la storica esperienza e presenza nel Medio Oriente, oltre al peso della moderna piazza finanziaria della City di Londra (connessa al riciclaggio e ai paradisi fiscali), fanno ancora del Regno di Sua Maestà un attore da tenere in tutto rispetto, capace di esprimere una sua linea in questi decenni del XXI secolo.

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Venendo a Paul Craig Roberts – un personaggio che si avvicina ormai agli 80 anni -, ha conosciuto bene i meccanismi del potere americano, avendo ricoperto ruoli pubblici e privati importanti, partecipando ad esempio all’amministrazione Reagan (qui trovate una sua intervista del 2014)

Per meccanismi del potere intendo: apparato militare e di intelligence, i media, il mondo politico (con le sue lobby) e, naturalmente, quello dell’economia, della finanza e delle corporation mondialiste. Possiede una visione del mondo non americano centrica, analizza i rapporti di forza attraverso una “equilibrata” (a mio parere) ottica mondiale.

Chi lo legge per la prima volta, potrà trovarlo eccessivo, estremista, futilmente rivoluzionario. Può darsi, nessuno possiede la Verità assoluta. Ma l’ampiezza di visione e della dinamica dei rapporti di forza nel mondo e all’interno dell’America di P.C.R. è, secondo me, da studiare attentamente.

Ecco la mia traduzione di un suo articolo pubblicato il 2 luglio, che ha come spunto l’anniversario dell’Indipendence Day.

«Il 4 luglio è ormai prossimo. Ascolteremo tutti i tipi di retorica e idiozie patriottiche su quanto siamo meravigliosi e quanto siamo grati ai nostri coraggiosi militari che difendono la nostra libertà.

Non si dirà una parola sulla distruzione da parte dei regimi Bush e Obama della Costituzione americana, che una volta proteggeva la nostra libertà molto meglio di qualsiasi azione militare.

Non si dirà una parola sui 16 anni di guerra puramente gratuiti di Washington in Medio Oriente e in Africa settentrionale che ha distrutto in tutto o in parte sette paesi, mandando milioni di rifugiati di guerra ad invadere il mondo occidentale e a cambiare la qualità della vita dei popoli occidentali.

Non si dirà una parola sulle continue folli provocazioni di Washington nei confronti della Russia e della Cina e dell’Iran, della Siria e della Corea del Nord che probabilmente finiranno in un Armageddon nucleare.

I discorsi celebreranno “gli eccezionali e indispensabili Stati Uniti d’America” ed esploderanno i fuochi d’artificio, preludendo all’Armageddon nucleare.

Mentre ascolteremo i discorsi della nostra meravigliosa vita da favola, quanto siamo fortunati ad essere tanto amati dal nostro grande governo democratico, l’Associazione americana di pensionati (AARP) ha pubblicato un esaustivo bollettino che esorta i suoi membri a svegliarsi affinché spingano i loro senatori degli Stati Uniti “ad opporsi all’American Health Care Act approvata dalla Camera. Questa legge dannosa dà miliardi di dollari a interessi speciali, mentre costringe gli americani ordinari ad enormi aumenti dei premi assicurativi. Essa include un’imposta sull’età che costringerebbe gli americani più anziani a pagare migliaia di dollari per la loro assicurazione sanitaria. Indebolisce Medicare e rimuove le protezioni per le persone con condizioni preesistenti. «Vi esortiamo a rappresentare i nostri interessi, non quelli delle compagnie di assicurazioni e di assicurazioni.»

L’ultima frase mi ha stupito. Come è possibile che un gruppo di lobby per i pensionati possa credere che la Camera e il Senato abbiano alcun interesse a servire il popolo americano?

La Camera e il Senato servono le persone che hanno soldi e quelle persone non sono gli anziani. Grazie alla Federal Reserve, gli anziani non hanno ricavato alcun reddito da interessi dai loro risparmi nell’ultimo decennio.

Inoltre, grazie al trasferimento di produzione oltre oceano, la classe media si sta riducendo e i nonni hanno bisogno di sostenere coi loro risparmi sia i figli che i nipoti. Si attinge ai risparmi che si stanno riducendo. I pensionati americani semplicemente non dispongono delle risorse per competere a Washington con le società farmaceutiche e assicurative che sono determinate a saccheggiare gli anziani.

Negli Stati Uniti i soldi sono nelle mani del complesso militare / di sicurezza, della lobby di Israele (sono i contribuenti americani che danno loro i soldi), di Wall Street e delle banche troppo grandi per fallire, delle compagnie immobiliari e di assicurazioni, e delle imprese inquinanti come l’energia, l’estrazione mineraria, la produzione di energia elettrica e l’agroalimentare. Nessun altro ha dei soldi. Di conseguenza, questi gruppi di interesse determinano la politica interna ed estera statunitense.

La politica del governo americano è facile da riassumere. Consiste nel controllare la popolazione americana e fomentare guerra all’estero. Questo è ciò che serve gli interessi del denaro che controlla il governo.

La democrazia non esiste in America. Tutto la pomposità che sentirete il 4 luglio è stata progettato per tenervi bloccati nella Matrix.

Il discorso di “riprendere il vostro governo” è un’assurdità (nota del Prof: si riferisce ad uno dei cavalli di battaglia di D. Trump). Il governo non appartiene a voi. Non potete riprenderlo.

Chris Hedges dice che le vostre uniche alternative sono di rovesciare la classe criminale a Washington o di accettare la vostra schiavitù.»

Qui c’è il link con l’originale in inglese.


 

Qualche veloce commento su Democrazia, Oligarchia e Dittatura.

Il primo. La descrizione dei rapporti di forza economici sociali e politici esposta da PCR è per me, nell’insieme, condivisibile e io lo estendo a tutto il mondo occidentale. L’impoverimento della classe media e lo sprofondamento della fascia più povera è in atto ovunque da circa 20 anni, è una lenta e continua emorragia dei risparmi accumulati (per chi ci è riuscito) nei 50 anni che seguirono la seconda guerra mondiale. E non se ne vede la fine. E non è casuale, l’altra faccia della medaglia è infatti la sempre più accentuata concentrazione della ricchezza e lo sviluppo della globalizzazione.

Secondo commento. Il grado di realizzazione della democrazia, già di per sé quasi impossibile da attuare e da mantenere al 100%,  è senz’altro sceso a livelli molto bassi nel mondo occidentale (fatto salvo forse il Giappone). PCR sostiene che in America non esiste, forse esagera, forse no.
Per quanto riguarda la democrazia italiana, io penso che la falsa ed ipocrita Unione Europea – strumento nato per il controllo politico e finanziario (CambioFissoEuro e BCE) del Vecchio Continente accordato dagli USA alla Germania riunificata – abbia svuotato parti fondamentali della nostra Carta Costituzionale e ci abbia reso a tutti gli effetti una colonia economica (a vantaggio tedesco e, in secondo ordine, francese) e militare (a vantaggio americano, NATO). Con la collusione della ben ricompensata classe politica e dirigente nostrana degli ultimi 30 anni.

Terzo ed ultimo commento. Il vero regime politico prevalente nell’Occidente non è più, da tempo, la Democrazia ma l‘Oligarchia con una maschera di democrazia, ovvero una ristretta élite che comanda qualunque sia il risultato elettorale e che si appropria di una fetta enorme del reddito prodotto, della ricchezza accumulata.
L’indice più significativo che connota il passaggio dalla democrazia all’oligarchia è il grado di partecipazione alle elezioni politiche. Ripeto, scanso equivoci: è un fenomeno mondiale guidato e consolidato in 70 anni di leadership americana.
La fonte del potere oligarchico è la finanza (monopolio della creazione di moneta, risultato di un processo storico nato 5 secoli fa)), attraverso la quale si conquista la politica e si controllano i media. Che sono quelli che continuano, con successo, a fare apparire agli occhi dei cittadini una parvenza di democrazia. E il cerchio si chiude.

(I successivi paragrafi sono stati aggiunti il 7 luglio)

Il regime oligarchico parademocratico occidentale è il primo stadio dell’oligarchia (o, se preferite, l’ultimo stadio della democrazia) e ciò che lo rende difficilmente riconoscibile, oltre alla quotidiana mistificazione dei media, è il fatto che esso si estende ad una pluralità di Stati (sempre meno Nazioni) e che è stato abilmente e lentamente costruito negli ultimi decenni.
La Russia non fa storicamente e politicamente parte dell’Occidente ed è facilmente identificabile come un regime oligarchico esplicito.
In termini generali, anche l’Oligarchia – come la Democrazia – può avere diversi gradi di sviluppo e quando arriva a fare ricorso profondo, esplicito e perdurante alla violenza (politica, sui mezzi di informazione, nella vita quotidiana, ecc.) diventa dittatura. L’esempio di maggiore attualità è la Turchia di Erdogan. La Cina era una dittatura, ora è, a mio avviso, una esplicita e spinta oligarchia. Rimando ad un futuro post l’ulteriore sviluppo del tema.

Quesito finale, a futura memoria.

Siccome la storia non si ferma, il nostro regime oligarchico prima o poi evolverà: 1) cadrà la maschera democratica e diventerà esplicito? A mio avviso improbabile. 2) Da oligarchico si trasformerà in dittatoriale? Probabile in caso di degenerazione socio-economica. 3) O ritornerà verso una forma più o meno accentuata di democrazia? Possibile solo se una ampia fetta della cittadinanza si rende conto della trappola in cui è stata chiusa ed è capace di esprimere una guida politica conseguente (non è il M5S).


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6 thoughts on “Una volta solo i negri erano schiavizzati, ora lo siamo tutti – Paul Craig Roberts

  1. Il controllo,oramai quasi completo dell’informazione globale, ed il controllo completo del finto denaro che oramai non serve neanche più stamparlo sostenendo i relativi costi, ma lo si fa scrivendo su un pezzo di carta che quella carta vale migliaia,milioni,miliardi di valuta a seconda di quello che occorre ,sono armi molto efficaci per schiavizzare le masse .
    Vorrei capire dove sono gli agitatori abituali ,gli scioperanti e contestatori di tutto ed il contrario di tutto ,che per stupidaggini ,faziosità politica ,problemi sul nulla … riempiono strade e piazze non disdegnando di fare danni sulle cose altrui o su quelle comuni di fronte alle notizie del salvataggio dello stato inerenti al MPS e banche Venete,salvataggio del quale tutti si vantano…ma in realtà ,nonostante il rialzo dei tassi di qualche mese fa di un quarto di punto e la previsione a breve di un altro rialzo di un altro quarto di punto, hanno imposto un prelievo di svariati euro al mese nei conti correnti,,considerando che ci sono decine di milioni di conti correnti é lapalissiano che le banche le salvano rubandoci il denaro che gli affidiamo .
    Tutto tace..l’intellighenzia tace..gli intellettuali o pseudo tali tacciono…i politici sembra siano all’oscuro di tutto… ed i coglioni che riempiono le piazze, molto spesso per falsi problemi o strumentalizzazioni politiche , danno il loro assenso senza spaccare nemmeno una vetrina…
    vetrine che per un nonnulla ne spaccano a decine.

  2. Gli equilibri politici futuri dipendono dall’evolversi della lotta geopolitica tra una manciata di paesi del mondo (Israele, USA, Regno Unito, Cina, India e qualcun’altro).
    Per avere possibilità di cambiamenti generati dall’interno di singoli paesi, occorre che una ampia fetta (non necessariamente la maggioranza) della popolazione si renda conto della trappola della falsa democrazia e trovi le energie e le modalità di reagire. Senza questa base, quello che vediamo nelle piazze è nella stragrande maggioranza cinema, spesso manovrato dal vertice di comando e dai suoi luogotenenti locali.

  3. Credo anche io che molti servizi mandati in onda falsino la realtà .Vorrei chiederle come mai nella manciata dei paesi che si contendono il potere non ha incluso la Russia..e magari anche il Pakistan e la Turchia .

    • Gianca non era mia intenzione fare una lista completa, spesso devo snellire il testo.
      Bisogna pero distinguere tra poli di attrazione (leader) e comprimari (alleati, magari importanti, ma sempre alleati)
      Quello della rete delle alleanze è diventata infatti la logica più importante per comprendere il mutamento degli equilibri geopolitici.
      Nessun paese singolo potrà mai avere leadership mondiale, come ha appreso a sue spese il popolo americano dal dopoguerra agli anni ’70, periodo nel quale ha mandato allo sbaraglio milioni di cittadini per condurre guerre che hanno quasi sempre perso.
      Ci hanno riprovato a partire dagli anni ’90, illusi dal crollo dell’URSS. Dopo aver di nuovo sbattuto la testa in Iraq e Afghanistan, e con una Cina nuovo terzo rivale geopolitico, (che hanno creato loro stessi), il concetto di lotta geopolitica si è evoluto: come ho scritto in alcuni post, si fa sempre meno ricorso allo scontro armato, e un maggiore utilizzo di operazioni di servizi segreti per rovesciamento di regimi avversi, corruzione finanziaria, scontri armati per procura e, da ultimo, il terrorismo.
      Il fine principale è sempre la costruzione di una rete di alleanze/connivenze.
      D’altra parte ci sono oltre 7 miliardi di cittadini nel mondo e gli USA non arrivano al 5%, non possono dominare direttamente il mondo. Potrà sembrare banale, ma la storia non è sempre complicata.
      L’America, ad un costo umano e finanziario enorme, ha costituito negli ultimi 70 anni la rete più forte, che fa perno sulla vassalla UE e sui diversi paesi del Medio Oriente (nel quale gioca un suo ruolo determinante Israele).
      Per semplificare la cosa: gli attuali poli principali, per motivi di forza militare/economica/energetica/popolazione sono 3: Russia, Cina, USA. Gli altri paesi, sia pur importanti) si devono, almeno in questa fase, aggregare ad uno dei 3 poli.
      Nel momento in cui da 3 si dovesse passare a 2 poli, chi resta da solo diventa subalterno.
      L’evoluzione in corso vede un deciso avvicinamento Russia-Cina. E’ la conseguenza della stupida politica oltranzista dei neo conservatori americani (con il più che interessato appoggio israeliano), di cui Clinton, Bush ed Obama sono stati espressione.
      L’esito del grande scontro interno in atto nella presidenza Trump determinerà o meno la discontinuità con questa politica americana (perdente) degli ultimi 20 anni.
      Se riusciranno a costringere Trump a proseguire per 4/8 anni la loro strategia geopolitica, l’America perderà la sua attuale leadership a vantaggio di Russia-Cina. Il contrario avverrebbe se vincesse la linea Trump pro-Russia.
      In questo contesto, avranno un ruolo importante, ma non determinante, paesi come la Turchia, il Pakistan, ma anche l’Arabia Saudita o il Brasile o altri ancora. Il paese forse più importante di tutti a secondo del suo futuro posizionamento militare ed economico è l’India.
      Bisogna osservare i 3 centri di attrazione, come si muovono fra di loro e come gli alleati presenti e futuri si posizioneranno. Mi aspetto anche diversi bastoni fra le ruote che la CIA cercherà di mettere nella miriade di paesi dove la Cina sta investendo come base per la sua leadership in Eurasia e in certe zone dell’Africa
      Visto che parliamo di geopolitica, al di là della struttura delle alleanze non si possono escludere, anche se improbabili, eventi oggi non immaginabili. Ne cito 3: 1) un rovesciamento pilotato dall’esterno, di Putin, 2) una frattura interna alla Cina, 3) l’abbandono del dollaro da parte dell’Arabia Saudita come unica moneta di pagamento del petrolio. Naturalmente anche scontri militari diretti importanti, locali (improbabili) o generalizzato (molto improbabile, un colpo di testa dei neo conservatori americani o di Israele) non si possono escludere al 100%.
      Un’ultima osservazione che gioca a favore degli USA, ma che richiede tempi lunghi. Mi riferisco alla occidentalizzazione delle nuove generazioni, concetto semplice se pensiamo al mutamento del modello sociale della Cina negli ultimi 30 anni, ma anche Vietnam, ecc. Persino in un paese come l’Iran le sirene del consumismo si fanno sentire presso i giovani. E i media, con il web in testa sono l’arma decisiva in materia. Il ruolo che la televisione ha avuto in Occidente è ricoperto dal web in Oriente
      Forse sono andato oltre il senso della sua domanda, grazie comunque per lo spunto

  4. Ringrazio per la risposta dettagliata ed acuta,mi auguro ,come ho già perorato in altri miei post fatti anche in altre sedi, che l’America capisca che l’asse USA_Russia é la soluzione migliore per il mondo occidentale,questo asse avrebbe risorse energetiche e minerarie da rendere autonomo il mondo occidentale ,lo renderebbe militarmente inespugnabile e non dimentichiamoci che culturalmente i russi possiamo considerarli occidentali,cosa che in una alleanza non guasta.

  5. Credo che il vero vantaggio per l’Europa di una “intesa” Russia-Stati Uniti sia una drastica riduzione (non l’annullamento) del rischio di un conflitto che vedrebbe il Vecchio Continente/NATO terreno di scontro tra le due potenze atomiche. Ci sarebbero anche vantaggi economici (non trascendentali) nell’interscambio con la Russia.
    Per il resto si tratterebbe comunque di un accordo di potere la cui preda resterebbe un’Europa (leggasi Germania) militarmente subalterna all’America con l’aggiunta della dipendenza energetica da Mosca.
    Dubito poi fortemente che i due big modificherebbero, anzi probabilmente la rafforzerebbero, la (Dis)Unione Europea/Eurozona a trazione tedesca.
    Sarebbe invece una grande occasione storica per l’Italia per sottrarsi gradualmente alla presenza delle basi NATO e affermare, negli anni o decenni, una sorta di neutralità militare, realizzando invece un efficace servizio civile permanente (tipo quello svizzero) di sorveglianza e manutenzione delle strutture civili locali. Ogni tanto si può anche sognare

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