I buchi neri dei conti privati (ufficiali e sottoscritti) di Macron

Il probabile futuro Presidente della Francia ha un patrimonio netto di 35.ooo euro?

Non ho tempo per scrivere l’intero post che ho in mente. ma non voglio nemmeno tacere questo tema prima delle decisive votazioni di domani. Scriverò eventualmente il resto quando già sapremo se il soggetto di cui stiamo parlando sarà diventato il nuovo Presidente della Francia.

Il grafico che segue riporta il valore del patrimonio netto (da non confondere con il reddito annuo) accumulato sinora nella loro vita dagli 11 soggetti candidati alla corsa presidenziale. Macron è il penultimo, con un patrimonio netto di 35.000 euro. Siamo fuori dal mondo! Ci deve esser un errore!

Infographie: Présidentielle : le patrimoine des candidats | Statista

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In effetti c’è una imprecisione, assente in questo secondo grafico, che attribuisce invece a Macron un patrimonio netto di 309.000 euro. Sempre un dato sorprendentemente basso, ma non più assurdo, per chi ha lavorato presso la banca Rotschild per 4 anni per poi essere proiettato negli alti livelli del mondo politico, dove i compensi non sono certo da fame.

Proviamo a capire come stanno quindi veramente le cose.

Andiamo direttamente alla fonte dei dati.

Nel gennaio 2014 in Francia fu costituita la HATPV (Haute Autorité pour la transparence de la vie publique: alta autorità per la trasparenza della vita pubblica). Ciò avvenne sulla scia dello scandalo dell’anno prima che porta il nome dell’allora ministro del Bilancio di Hollande, Jerome Cahuzac, colto con le mani nella marmellata di almeno un conto estero illegale.

Il principale compito di HATPV è il controllo del patrimonio dei funzionari e dirigenti pubblici, inclusi i Presidenti della Repubblica. Già i candidati, quindi, per essere ammessi alla competizione per l’Eliseo, devono presentare una dichiarazione dei loro patrimoni, che è resa pubblica.

Sono andato quindi a pescare la dichiarazione di Macron, firmata in data 16 marzo 2017 (la trovate qui), per capire quale dei due grafici è quello corretto, arrivando a questa conclusione: il patrimonio di Macron alla data della sua dichiarazione è, dal punto di vista contabile, 309.000 euro.

Sostanzialmente, però, questo valore ha beneficiato di un recentissimo “colpo di fortuna”: il 4 gennaio scorso il probabile futuro Presidente francese ha ricevuto un bonifico bancario (lo trovate nelle nota 26 in basso alla pagina 7 del documento) di 274.000 euro dalla casa editrice che ha pubblicato il libro “Révolution”, a titolo di diritti d’autore.  E quando è stato pubblicato questo parto di Macron? Il 24 novembre 2016. Che tempismo!

Questo significa che senza la sua recentissima e provvidenziale vena di saggista politico, il povero Macron avrebbe effettivamente dovuto dichiarare alla HAPTV la miseria di un patrimonio netto di 35.000 euro, un dato impresentabile. Una precarietà finanziaria confermata dal ricorso ad un mutuo bancario di 350.000 euro nel 2011 (vedi la sua dichiarazione a pagina 8) del malcapitato fondatore di En Marche.

Gli ultimi giochi sporchi prima del voto.

Anticor s'interroge sur l'écart entre les revenus supérieurs à 3 millions d'euros touchés par Emmanuel Macron et le montant de sa fortune déclarée en 2014.

Nello scorso mese di marzo qualche articolo è comparso sull’argomento, come (questo de Le Figaro o questo di Le Monde) che evidenzia lo scarto tra i redditi percepiti da EM e il patrimonio dichiarato (anche nel 2014), sintetizzato nell’immagine precedente.

Lo hanno dovuto fare perché Anticor, un’associazione nata nel 2002 per combattere la corruzione, ha sollevato dubbi sull’equilibrio redditi/patrimonio rivolgendosi direttamente alla HATPV. La quale ha respinto il messaggio al mittente, dichiarando chiuso il caso.

Per chi ha semplice buon senso e onestà mentale restano invece aperti diversi quesiti, tra cui

  1. Dove sono finiti i milioni di euro di reddito percepiti da Macron?? (se avete letto attentamente la dichiarazione di Macron, vi sarete accorti che è un tipo frugale, come conferma il suo portavoce nel video che segue, oltre al suo testimone di nozze, vedi il penultimo periodo di questo articolo)
  2. Siamo sicuri che sia una bufala la denuncia apparsa recentemente in rete di un (o più) conto bancario intestato a Macron presso una banca fantasma dell’isola di Nevis, un ben noto paradiso fiscale di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra? A me pare una possibile risposta alla domanda precedente.
  3. La stampa ufficiale francese e quella italiana hanno classificato come spazzatura la sopracitata denuncia e hanno concentrato la loro potenza di fuoco sul supposto recentissimo hackeraggio, la cui vittima è il movimento En Marche (o suoi membri). Si ipotizza che gli autori siano i soliti onnipotenti pirati russi, una supposta mini replica di quanto accaduto nelle elezioni americane. Chi ne beneficerà, la vittima Macron o la filo russa Le Pen? Fate un po’ voi.

Questo video è una perla (l’ho colto in un ampio articolo-inchiesta del sito francese di Olivier Berruyer). E’ tratto da una trasmissione del canale pubblico francese France2. Il malcapitato portavoce di Macron si arrampica sugli specchi e provoca sonore risate (di un pubblico non certo rivoluzionario) per giustificare l’incoerenza tra i redditi percepiti da Macron e un patrimonio inferiore di gran lunga a quello medio francese.

   
Come dicevo all’inizio, restano molte altre valutazioni da fare. A risentirci dopo le votazioni.


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2 thoughts on “I buchi neri dei conti privati (ufficiali e sottoscritti) di Macron

  1. Con una informazione faziosa,impresentabile,notizie divulgate in pompa magna che nascondono fini impresentabili,….tutto è possibile…basti guardare l’evoluzione delle notizie che vengono dalla Siria ….il mondo occidentale sta manipolando la stampa in mota tale che i vari Hitler ,Mussolini,Stalin ,rischiano di fare la figura dei dilettanti.

  2. Sì è proprio così Gianca. E lo dico con cognizione di causa, nel senso che quando ho avviato il blog nel 2011 non avevo questa percezione dei media. Avevo diffidenza, che si è man mano trasformata in critica, distacco, disistima e, spesso, disprezzo. I principali telegiornali sono piccole dosi quotidiane di inquinamento mentale. La documentazione e le informazioni che cerco in rete per scrivere gli articoli mi hanno aperto gli occhi. A questa piccola soddisfazione personale, aggiungo che sto notando un andamento analogo nella mini cerchia dei miei lettori. Anche in rete il livello del dibattito si sta allargando e salendo tantissimo in qualità. Non sarà una rivoluzione, ma è comunque già qualcosa. La marcia è lunga.

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