Elezioni del 24-25 febbraio:indecisi a tutto

Voto=Scelta, sì ma con quali criteri?

Nella crescente bagarre che ci sta accompagnando al voto del 24-25 febbraio sento personalmente il bisogno di chiarirmi le idee o, quanto meno, di provare a farlo. Vorrei cioè rafforzare la componente razionale della mia decisione di voto, anche perché l’altra componente, quella psicologica, è un po’ in difficoltà. Ecco perché ho deciso di inaugurare, con questo post, una mini-serie di 2-3 articoli di analisi dell’offerta politico-elettorale. Sarà uno schema di ragionamento e non un pronunciamento elettorale.

Per cominciare, riporto sotto un post pubblicato da Umberto Brindani, direttore del settimanale OGGI, il 24 gennaio e il cui titolo apparentemente non è foriero di aiuto e chiarezza elettorale. Ma come vedremo non è proprio così.

Testata

Indecisi a tutto

Fra un mese si vota. Ma gli italiani incerti sono ancora tantissimi

Ci siamo quasi: fra un mese si vota. Beato chi sa già su quale simbolo apporre la croce. In realtà gli indecisi sono tanti: a seconda dei vari istituti di sondaggi, oscillano fra il 30 e il 40 per cento dell’elettorato. Come farsi un’idea, allora?
Ecco qui di seguito, a beneficio di chi è ancora incerto, un breve elenco di affermazioni sentite al bar, dagli amici, in tv o sul Web.

Motivi per i quali non è possibile votare per Silvio Berlusconi: perché è lui che ha governato dal 2001 al 2011 (salvo la breve parentesi di Romano Prodi) e ha ridotto l’Italia in queste condizioni; ha fatto mille promesse e non ha mantenuto quasi niente; è in politica per tutelare i propri interessi economici ed eludere la giustizia; i suoi comportamenti privati creano imbarazzo all’Italia nel mondo e sono un pessimo esempio per i nostri giovani.
Motivi per votarlo: è l’unico che sicuramente farà qualcosa per ridurre il carico fiscale.

Motivi per i quali non è possibile votare per Mario Monti: perché ha alzato le tasse e non è credibile che sia proprio lui a ridurle; si è alleato con Fini e Casini, cioè i rappresentanti della vecchia politica; ha salvato le banche e non si è occupato delle famiglie e delle piccole imprese, quindi non sarà lui a rilanciare i consumi.
Motivi per votarlo: è il più serio e preparato, una garanzia contro pericolose avventure e rischio di default.

Motivi per i quali non è possibile votare per Pier Luigi Bersani: perché si è alleato con Vendola ma un suo eventuale governo dovrà imbarcare i montiani, quindi farà la fine degli esecutivi di Prodi, paralizzato dai veti incrociati; ha voluto le primarie ma ha salvato gran parte della nomenklatura e dell’apparato; è sfuggente sulla patrimoniale e sulla riduzione delle tasse, ergo farà la patrimoniale e non abbasserà le tasse.
Motivi per votarlo: lavorerà per una maggiore giustizia sociale.

Motivi per i quali non è possibile votare per Antonio Ingroia: perché è un magistrato che si è buttato in politica per proseguire la sua personale battaglia contro Berlusconi; non ha un programma economico; farà perdere il centrosinistra al Senato e renderà il Paese ingovernabile.
Motivi per votarlo: la legalità come priorità assoluta.

Motivi per i quali non è possibile votare per Roberto Maroni: perché ha tradito le promesse e si è alleato con Berlusconi al solo scopo di conquistare la Regione Lombardia; l’idea di mantenere al Nord il 75 per cento del reddito prodotto è ingiusta e irrealizzabile; i leghisti in politica si sono dimostrati peggio degli altri.
Motivi per votarlo: be’, se uno risiede in Lombardia…

Motivi per i quali non è possibile votare per Beppe Grillo: perché il suo non è un movimento democratico e lui è un piccolo dittatore; la sola protesta non porta a niente di buono; i suoi candidati per definizione non hanno alcuna esperienza politica o amministrativa, quindi sono un’incognita totale.
Motivi per votarlo: se l’indignazione verso i politici di professione è oltre il livello di guardia.

Motivi per i quali non è possibile votare per Oscar Giannino: sarebbe un voto inutile, disperso.
Motivi per votarlo: è l’unico che si batte seriamente contro l’invadenza dello Stato e del fisco.

…e allora per chi votare? (Per fortuna abbiamo ancora un mese per pensarci).

A queste semplificate (e non semplicistiche) considerazioni “da bar” certamente altre se ne potrebbero aggiungere o si potrebbe essere anche in disaccordo con esse, ma ci dipingono un quadro, a mio avviso, verosimile. Alla fine della lettura di Brindani mi sono domandato: ma a me cosa interessa di più tra le varie promesse gettate dai partiti sul tavolo da gioco elettorale? E chi mi dà più affidabilità di voler realmente realizzare gli impegni che a me stanno a cuore? Ecco, questa duplice domanda è la chiave di lettura, la bussola che utilizzerò nei prossimi post per cercare di separare il grano dalla crusca dell’offerta politica.

Non lasciamo però Brindani senza prima trarre dalla sua presentazione qualche elemento utile per la nostra bussola.

  1. Delle possibili priorità (ovvero cosa mi interessa di più), il direttore di OGGI cita le seguenti: tasse e carico fiscale – rischio default – giustizia ed equità sociale – federalismo fiscale di rottura pro-Lombardia – la legalità, che fa un tutt’uno con il ricambio della classe politica corrotta – riduzione della spesa pubblica e del debito.
  2. Ciascuno si può costruire la propria lista di priorità togliendo o aggiungendo, io per esempio aggiungo il tema Europa, quello del lavoro/crescita e quello delle riforme istituzionali, a cominciare dalla legge elettorale. L’importante è che ciascuno di noi elettore attribuisca alle proprie priorità un grado di importanza, ad esempio alto-medio-basso. Se questo passaggio non riesce resta solo il voto di istinto, altrimenti definibile di pancia, di immagine/simpatia ecc.
  3. Brindani ci dipinge un panorama elettorale che, a differenza dei precedenti, è multi-polare essendo passato da 2 a 4 poli (più altri 2 minori, ma pur sempre di un certo peso). Si tratta di un quadro generato dalla crisi e, ancor di più, dal bisogno di pulizia partitico-politica sentito da una larga parte di italiani. Il risultato sarà un terremoto, vedremo di quale grado e, con ogni probabilità, non uscirà dalle urne un governo stabile e forte. Questo lo sottolineo perché la stabilità diventa un altro parametro di valutazione che rientra nella scala delle priorità.

Bene, qui mi fermo, da qui ripartiremo con il prossimo post per entrare nel vivo dell’esplorazione, spero che la bussola funzioni veramente e che … non mi sia fatto troppa confusione da solo!

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6 thoughts on “Elezioni del 24-25 febbraio:indecisi a tutto

  1. lo scenario politico è come un triller : chi è l’assassino ? Personalmente sono stanca delle stesse facce e punterei su nuove leve ad esempio mi piace la Meloni. Attendo il tuo esaustivo commento .Bacioni

    • Neiva spero di non deluderti. Forse si è capito dal post, io non esprimerò una opinione precisa, approfondirò i criteri di analisi e decisione. E ti confesso che non so esattamente come! Alla prossima. Controbacioni a te e abbracci ad Alberto e Filippo

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