Esploriamo la foresta elettorale

Cominciamo dunque a confrontare le priorità elencate nel post precedente con le proposte degli attori politici. E’ evidente che per fare questo esprimerò dei pareri personali, che chi legge può rimpiazzare con i suoi, quello che conta è lo schema di ragionamento.

Per semplificare il nostro percorso, raggrupperò le 10 priorità individuate nel post precedente, in 5 categorie omogenee.

1. NOVITA’ E PULIZIA, ovvero legalità-lotta alla corruzione-ricambio della classe politica e dirigente. Questo tema è una novità assoluta della lotta elettorale e segna un passaggio storico della nostra vita civile, è l’epicentro di un terremoto (grande o piccolo, lo vedremo) in arrivo. Ecco la mia valutazione dei 6 attori elettorali di fronte a questa priorità.

Grillo con il suo Movimento 5 Stelle ne è di gran lunga l’interprete principale e viene da lontano (nel tempo), avendo cominciato ufficialmente nel 1986, con la famosa barzelletta su Craxi e i cinesi e conseguente immediata espulsione dalla Rai. Le sue proposte di pulizia e ricambio sono rivoluzionarie.

Sarà di parola? Non potremo averne riscontro pieno, nel senso che per quanti voti possa ricevere (20% o più?) il M5S non raggiungerà certo la maggioranza e sarà all’opposizione. Ciò rende meno gravi i forti limiti di Grillo&C, cioé la carenza-assenza della parte propositiva del suo programma, l’inesperienza dei suoi rappresentanti, la credibilità internazionale.

L'agenda Grillo Pur non essendo al governo, un po’ di “pulizia” ce la si può comunque aspettare: secondo Grillo, le decine di rappresentanti M5S fungeranno da sentinelle in Parlamento, per denunciare – sperabilmente con obiettività e competenza – e bloccare o modificare la miriade di giochini che si svolgono dietro le quinte del Palazzo, a nostra insaputa. Diventeranno (impareranno ad essere) un Ufficio Stampa  e Trasparenza.

Io mi aspetterei anche che le stesse sentinelle diventino propositive – magari in abbinamento con Ingroia – con loro iniziative di legge di legalità oppure, in sottordine, che contribuiscano a migliorare quelle presentate da altri partiti o dal governo.

Monti con Scelta Civica propone facce nuove e, secondo me, è credibile sul piano della anti-politica. Certamente meno spinto di M5S, ma con un elevato senso etico della vita pubblica (e privata). Sullo stesso piano valuto Oscar Giannino-Fare per Fermare il Declino. Secondi in classifica a pari merito.

Bersani, con il Partito Democratico, sotto la spinta di Matteo Renzi uno sforzo serio di presentare facce nuove l’ha fatto, con un risultato apprezzabile che ha anche, indirettamente, rafforzato la leadership di Bersani nei confronti delle diverse correnti che compongono il PD. Tuttavia la maggior parte dei nuovi provengono dall’apparato del partito. Ecco perché piazzo al terzo posto, a notevole distanza dai due secondi, il Pd (con l’alleato Sel).

Ingroia e Rivoluzione Civile li piazzo a pari merito con il Pd, perché è vero che ha un elevato potenziale legislativo anti-corruzione, ma per arrivare a superare la soglia del 4% della Camera, Ingroia ha raccolto gli esiliati del Parlamento, cioé ex Verdi, ex Prc, insieme alla contro-figura di Di Pietro. In più lui si è pure messo in aspettativa nella Magistratura, della serie “se la va, la va”, brutto modo di entrare in politica e di rientrare, se va male, in magistratura.

Infine Pdl e Lega, anche loro con un forzato parziale rinnovamento a cui sono stati costretti dal vento dell’opinione pubblica e dalla Magistratura. Il risultato è, sempre a mio opinabilissimo avviso, un ricambio di vertice per la Lega e un maquillage elettorale per il Pdl. Piazzo quarta la Lega e il Pdl al quinto posto. Anzi sono incerto se dargli un non-classificato.

2.  SPESA PUBBLICA, RIDUZIONE DEBITO – TASSE – LOTTA ALL’EVASIONE ovvero efficiente e onesta gestione della cosa pubblica, risanamento dei conti e delle finanze pubbliche. Spesa pubblica e tasse, due campi minati, facce della stessa medaglia, due vasi comunicanti.

Oscar Giannino con Fare per Fermare il declino al primo posto. Ha un background da economista, conosce bene il mondo politico-istituzionale, Oscar Gianninoleggo da tempo suoi articoli sul suo blog. Ha una visione critica dello statalismo e del parassitismo economico che vuole combattere, con proposte concrete esposte nel suo programma, ispirato anche da Luigi Zingales. Con la sua esperienza giornalistico-politica ha individuato i centri di potere occulto dello stato (es. Ragioneria Generale)  che vanno espugnati attraverso il ricambio dei dirigenti di lungo corso. Battaglia tremenda, ma è la strada obbligata.

Monti con Scelta Civica, il giudizio è simile a quello precedente, ma su scala minore, quindi secondo posto, grazie al beneficio del dubbio. Perché su questo fronte, nel suo anno di governo, il Professore ha fatto poco, andrebbe posizionato a fondo classifica, ma indubbiamente quando ha cercato una accelerazione è stato frenato da qualche controparte politica o ha subito l’ostruzionismo dei potenti dirigenti  pubblici.

Pd-Sel e Pdl al terzo e quarto posto o un terzo a pari merito, comunque distanti da Monti.

Lega, fuori classifica, nel senso che qui tocchiamo il FEDERALISMO FISCALE, sicura strada maestra per avvicinarci al controllo da parte dei cittadini del flusso tasse-spese pubbliche, ma il famoso 75% di tasse che vuole trattenere Maroni suona piuttosto come uno slogan secessionista mascherato. Nel dubbio, mi astengo dal giudizio.

M5S e Rivoluzione Civile, anche loro fuori classifica, nei loro programmi ci sono solo elementi generici e sparsi  in capitoli su temi di altra natura.

3. LAVORO-CRESCITA ed EQUITA’-WELFARE, le basi della giustizia sociale e della convivenza civile. Per questa categoria di priorità vale la precedente classifica, perché risanare realmente i conti pubblici e ribilanciare le tasse si traduce in effetti positivi sull’economia e sulle condizioni di vita della collettività.

In teoria si può esprimere una seconda valutazione delle parti politiche in campo e della loro capacità-volontà di formulare interventi più direttamente finalizzati a dare fiato all’economia o a ridurre il peso della crisi sulle fasce sociali più in difficoltà. Berlusconi, Monti, BersaniFarò alcuni esempi: 1) Un regime fiscale fortemente agevolato, per i primi anni di lavoro, per le assunzioni di giovani 2) Drastica riduzione dell’enorme ritardo di pagamento da parte dello stato alle imprese fornitrici o, quanto meno, compensazione con il pagamento delle imposte dei fornitori stessi 3) Riparametrazione dell’IMU sulla base del reddito del nucleo familiare 4) Radicale revisione dell’IRAP, cominciando ad annullarla per le società in perdita 5) Piano di investimento pluriennale pubblico per la valorizzazione del nostro “petrolio” (il turismo) o per il recupero del territorio (magari rinunciando al ponte sullo Stretto di Messina)

Naturalmente qui la lista si fa lunghissima e contribuiscono ad arricchirla, chi più chi meno (Berlusconi in primis), tutti i duellanti elettorali, al punto tale che mi dichiaro impreparato a stilare una classifica al riguardo. Anche perché se mi guardo indietro (diciamo gli ultimi 10-15 anni) per cercare dei lumi, resto abbastanza al buio con l’inconcludente PD e per il Pdl, concentrato su ben altre …. “priorità”, il buio diventa pesto. Da parte sua Monti ha commesso un grande errore di comunicazione quando, all’inizio del suo anno di governo, aveva promesso rigore – equità – crescita: si era dimenticato di precisare, come fa adesso, che il rigore sarebbe stato immediato e che crescita ed equità sarebbero arrivate negli anni a seguire. Errore di comunicazione o qualcos’altro?

Facciamo adesso uno stop per ritrovarci tra qualche giorno per completare la carrellata sugli ultimi due gruppi di priorità e tirare le somme.

Articoli correlati
+ Elezioni del 24-25 febbraio: indecisi a tutto (10-02-2013)
Il tassso di verità dei nostri politici (24-01-2013)
Monti e Bersani, i due uomini, le due agende (03-01-2012)
Il Movimento 5 Stelle e la politica italiana (19-05-2012)
EticaSempre e la rete (05-02-2012)

4 thoughts on “Esploriamo la foresta elettorale

  1. Caro Prof. in effetti M5S al primo posto mi sembra giusto ma come vedi a Parma il M5S per risolvere i problemi di bilancio attua il programma ” i conti della serva” cioè mi mancano soldi quindi aumento le tasse comunali la dove è possibile (rette comunali asili,disabili,irpef aumentata del 100%,rifiuti ecc) colpendo senza via di scampo le fasce sociali più deboli e già tartassate senza cercare metodi virtuosi alternativi,sul centro destra stendiamo un velo pietoso, poi ci sono i nazi-fascisti di forza nuova e casa pound ai quali personalmente non darei nemmeno la possibilità di presentarsi alle elezioni (c’è una legge della costituzione che vieta il riformarsi del partito fascista in ogni sua forma), per quello che riguarda il centro sinistra e le forze anti berlusconi di centro ho fiducia in loro e nei buoni propositi che hanno e secondo me in questo momento rappresentano varie fasce sociali della società civile, dagli operai agli imprenditori,dalle casalinghe ai pensionati,dalle ass.cattoliche alle ass.di volontariato, insomma il tessuto onesto e civile della nostra società che in silenzio ha fatto andare avanti questo paese con dignità e rispetto delle regole.

  2. Caro Prof,

    Leggo con piacere il post di Michele.
    Il punto che più mi preme è il suo commento sul M5S.

    Nessun populismo ha mai portato dei benefici ai cittadini che hanno avuto l’idea di mandare al potere questa categoria di governanti. Noi italiani abbiamo ultimamente già fatto una dolorosa esperienza in tal senso; ma molti altri rimpiangono amaramante questo tipo di scelta (come ad esempio gli argentini).
    Grillo fa parte di questa famiglia.
    Purtroppo molti elettori si accingono a votarlo. Il desiderio di fare pulizia sembra la molla più importante per questa decisione; scagliarsi (comunque giustamente) contro corruzione e malaffare non è per me motivo sufficiente per dare una fiducia massiccia al M5S.
    Credo che sia più opportuno cercare di analizzare i pochi dati di fatto che il movimento ci ha fornito finora.

    Qualche indicazione circa la propositività e futura capacità di sviluppare politiche coerenti e di lungo termine del movimento c’è già.
    Leggere il programma di governo reperibile sul blog del comico dà ad esempio interessanti indicazioni in tal senso.
    Lo trovo una misera lista della spesa, che mette assieme ed a casaccio una pletora di parole d’ordine fini a sè stesse, senza uno straccio di filo conduttore e di strategia di lungo periodo.
    Si arroga poi dei meriti non suoi; ad esempio nei punti del programma c’è il blocco immediato al ponte sullo Stretto, elegantemente depennato e con a fianco il commento Obiettivo raggiunto! Non credo dobbiamo ringraziare Grillo per questo…
    Mi sembra quindi che ciò che Michele riassume circa l’operato del M5S a Parma sia particolarmente interessante, in quanto abbiamo un primo riscontro della capacità di gestire i problemi reali. Mi sembra che il bilancio non sia molto positivo…

    Quindi, quanto ho visto finora – metodi stalinisti nei confronti dei dissidenti, comunicazione a una via (nessuna disponibilità a dibattiti o interviste), demagogia e populismo spinto, risultati di governo a livello locale per lo meno dubbi – mi fa ritenere che un appoggio a Grillo sia foriero di spiacevoli future sorprese.
    Perdonerete la parzialità del commento, ma a mio modo di vedere è proprio il movimento di Grillo quello sul quale credo sia più opportuno fare dei chiarimenti.
    Sarei lieto di leggere altri contributi su quanto il M5S ha fatto finora.

    Giovanni

    • Caro Giovanni

      hai abbondantemente motivato il tuo giudizio sul M5S, in questi casi credo che non si possa parlare di parzialità, ma di discussione aperta e democratica. Quindi, per me, sei più che scusato, anzi ti ringrazio per il contributo.

      Sulle valutazioni di Michele (che saluto) sull’operato del sindaco M5S Pizzarotti non sono in grado di dare un parere fondato, le memorizzo per un futuro aggiornamento. Aggiungo però anche che, considerando l’inesperienza (che non sarà certo stata sostenuta dall’apparato burocratico e istituzionale) e l’entità dei problemi trovati, i tempi per tirare un bilancio sono quelli dell’intero mandato, e di quello gli elettori nel 2017 terranno conto.

      A livello nazionale concordo pienamente sulla forte carenza di programma (voluta?) e sullo stile di conduzione del M5S. Il quale però non sarà, salvo colpi di scena, forza di governo ma di opposizione e dovrebbe comunque premere per meritoria opera di disinfestazione della politica.
      Un governo solido e che includa nel suo programma interventi forti nel mondo politico e istituzionale non dovrebbe, a mio parere, temere più di tanto il M5S. Già, governo solido, l’elettorato italiano lo esprimerà? Giovanni, immagino che tu stia pensando al tuo esame di storia …

      Tanto per aggiungere un altro elemento di riflessione, mi domando: la imminente armata grillina si dimostrerà nel tempo omogenea, compatta, pulita e e sempre solidale con e pilotabile dal suo capo carismatico? IL “fenomeno” M5S sta entrando nel vivo della sua storia (unica al mondo, come d’altra parte Silvio nostro) e può riservare sorprese.

      A presto, Aldo-Uber

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.