Il tasso di verità dei nostri politici secondo Pagella Politica.

Il teatrino della politica ai raggi X della Rete.

PoliticheseNove giovani hanno lanciato l’anno scorso il sito Pagella Politica, nel quale analizzano dichiarazioni pubbliche di personaggi politici (al momento sono 35) per verificarne il grado di veridicità – o se preferite di bugia. Per ogni singola dichiarazione hanno definito cinque gradi di giudizio: Vero – C’eri quasi – Nì – Pinocchio andante – Panzana pazzesca, ai quali corrisponde un punteggio (100 – 75 – 50 – 25 – 0) che consente di dare un “voto” di sintesi ad ogni personaggio. 

Sia la dichiarazione da analizzare, sia le fonti di giudizio sono ampiamente documentate. L’obiettività assoluta non esiste, il che I giovani e la rete significa che qualche specifica valutazione potrebbe essere eccessivamente severa o troppo conciliante, ma nell’insieme i nostri intraprendenti giovani hanno messo a punto uno schema di lavoro sicuramente serio ed efficace. E la validità dei giudizi aumenterà ancor di più con il tempo e la mole delle valutazioni accumulate. Insomma, avrete capito dopo questa mia pedante spiegazione, che penso valga la pena di seguirli.

Se cliccate sull’immagine sottostante, vi troverete nella pagina di Pagella Politica che presenta le foto di tutti i politici sotto esame, ciascuna delle quali vi porterà, con un altro clic, nella pagella dettagliata del soggetto in questione.

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5 thoughts on “Il tasso di verità dei nostri politici secondo Pagella Politica.

  1. Caro Prof,

    Le tue analisi sono sempre stimolanti e consistenti; si avvalgono infatti delle informazioni in modo puntuale e mirato per suffragare con i dati le affermazioni fatte.
    Anche quest’ultimo post mette in risalto questo metodo, e una volta di più te ne va dato merito.

    E’ bello vedere che ci sono delle giovani leve che approfondiscono l’Informazione, che è il cuore della democrazia. Il sito Pagella Politica è un esempio significativo in tal senso.
    Ho scritto Informazione con la maiuscola perché troppo spesso si confonde l’immane valanga di stimoli ai quali siamo sottoposti quotidianamente con questo concetto chiave.
    Il mio pensiero laico mi fa affermare che la verità in senso assoluto non esiste, specie se il concetto è applicato ad una categoria del pensiero umano come la politica. E’ tuttavia innegabile che la veridicità, l’onestà e via elencando siano i precetti fondanti di una società civile, mancando i quali si scivola nel caos e nella barbarie.
    Questo roboante pistolotto vuole essere una premessa per un’analisi molto sintetica su quali siano le fonti d’informazione dalle quali gli elettori traggono ispirazione per mettere la loro brava crocetta sulla scheda elettorale.
    Forse ci aiuterà a capire perché certi loschi figuri raccolgano ancora messi di voti totalmente sproporzionate al loro valore politico.
    Vi chiedo scusa se ci saranno delle disomogeneità nei dati, ma credo che le macro indicazioni numeriche fornite non distorcano significativamente i concetti che esporrò.

    Il corpo elettorale italiano – Camera 2008 – dei residenti in Italia è stato di 47.142.000 unità (fonte Ministero degli Interni), con una percentuale dei votanti dell’80,5%; quello dei residenti all’estero di 2.924.000 unità con il 39,5% dei votanti.
    Poiché il tasso di crescita della popolazione italiana è positivo solo grazie all’immigrazione, esclusa attualmente dal voto, si può ragionevolmente affermare che il corpo elettorale che si esprimerà a febbraio sarà grosso modo della stessa numerosità (molto probabilmente inferiore).

    Passiamo ora ad analizzare i macrodati relativi ai mezzi d’informazione.

    La diffusione media dei quotidiani italiani – quotidiani sportivi esclusi (Novembre 2012) – è stata pari a 3.573.000 copie (Fonte Audipress).

    Per quanto riguarda la televisione l’audience media rilevata da Auditel sempre a novembre 2012 è stata la seguente (000 ascoltatori)

    Fasce orarie 18,00-20,30 20,30-22,30

    Totale RAI 8.154 11.384
    Totale Mediaset 6.595 8.936
    La7 802 1.361
    SKY 677 1.557

    Totale 16.228 23.238

    Veniamo infine a Internet.

    La popolazione di riferimento Audiweb (sempre novembre 2012) di età superiore ai 18 anni è pari a 46.288.000 unità; gli attivi medi al giorno 13.559.000.

    Da questi dati si possono trarre alcune semplici conclusioni.

    La prima e più evidente è che il media di gran lunga ancor più fruito dalla popolazione italiana è la televisione. E’ inutile ricordare la distorsione che una televisione asservita al potere politico fa dell’informazione. Le due reti meno influenzate dalla politica (La7 e SKY) raccolgono un’audience complessiva fra il 9 e il 13% nelle due fasce orarie più importanti. Si tratta, nella migliore delle ipotesi, di poco più del 6% del corpo elettorale!

    Passiamo alla fonte storica d’eccellenza per l’informazione politica: la stampa quotidiana. Anche nell’ipotesi ottimistica di moltiplicare per due il numero dei lettori per copia diffusa, arriviamo ad un rapporto del 7,7% tra lettori di quotidiani e corpo elettorale.

    Infine Internet.
    Questo mezzo è di gran lunga il più dinamico ed ha dimostrato di saper raccogliere e indirizzare le istanze più innovative.
    Se prendiamo gli utenti attivi medi al giorno maggiorenni siamo al 29% del corpo elettorale. Buona percentuale, ma ancora di gran lunga minoritaria rispetto all’universo di riferimento; non ci dice inoltre che informazione sono andato a cercare sulla rete.
    I dati di fruizione dei quotidiani on-line ci dicono qualcosa in più (utenti unici novembre 2012 – 000 unità)

    Repubblica 1.363
    Corriere 1.156
    Quotidiano Nazionale 430
    La Stampa 427
    Il Sole 24 Ore 404

    Siamo quindi su numeri significativi, ma che riguardano sempre e comunque una elite di cittadini.

    Mi sono dilungato un po’ per suffragare con i dati la mia provocatoria affermazione del mio ultimo post; cioè che il diritto al voto deve essere subordinato al superamento di un esame di storia!

    I dati mostrano che la formazione delle decisioni di voto si basano ancora in larghissima parte su una comunicazione parziale e schierata. Quindi, chi urla più forte prevale su chi propone idee differenti e/o innovative ma che richiedono approfondimenti e valutazioni ponderate.

    L’aspetto positivo è che la rete ha aperto veramente alla democrazia dell’informazione. Grillo l’ha ben capito e sta sfruttando al meglio questa opportunità; ma anche molti altri politici hanno capito l’antifona e si sono accodati.
    Il cittadino ha però la grossa opportunità, vincendo la pigrizia, di raccogliere molte informazioni per formarsi un’idea la più possibile obiettiva sui temi di suo interesse. Resta il fatto che l’Italia è un Paese ancora arretrato per quanto riguarda questi nuovi mezzi di comunicazione. E poiché vale il principio una testa un voto, chi è un bravo comunicatore e sa arrivare alla pancia di una certa fetta dell’elettorato raccoglierà sempre (purtroppo) una quantità di voti spesso deleteria per il futuro della nazione.

    Comunque state tranquilli; resto a favore del suffragio universale!

    • Giovanni grazie, il tuo commento-post è originale e costruttivo. Sappiamo che purtroppo in Italia soffriamo di un deficit storico di senso dello stato e dell’unità nazionale e, in un certo senso, hai messo il dito su questa piaga.
      Prima dell’ultima frase avevo ormai deciso di regalarti per Carnevale un bel paio di baffoni, adesso non più.
      Pubblicherò il tuo contributo. Ciao!

  2. CARO PROF. ieri silvi0 berlusconi ha recuperato credibilità elogiando MUSSOLINI proprio nel giorno in cui si ricordano gli orrori dell olocausto…..vergogna!!! sotto mentite spoglie si è rivelato quel gran FASCISTA che è!!!

  3. Ciao Michele, Berlusconi ha in passato sdoganato l’ex Msi per trarne vantaggio politico. Quindi la sua matrice é chiara da tempo. L’uscita su Mussolini é coerente col suo stile comunicativo: creare attenzione su di sé a prescindere. Sappiamo che, dopo aver sparato uno dei suoi petardi mediatici, é pronto ad affermare che le sue parole sono state distorte e che i comunisti usano ogni sua affermazione per screditarlo. Intanto passano due o tre giorni durante i quali si parla di lui oscurando temi ben più importanti in questo momento… Giovanni

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