Monti e Bersani, i due uomini, le due agende.

Il 2013 dell’Italia e dell’Europa, quattro chiacchere al bar.

Monti e Bersani

Facciamo quattro chiacchere da bar e parliamo dei due politici, Monti e Bersani, che con ogni probabilità avvieranno attraverso una qualche forma di alleanza il prossimo governo. Che tipi sono? Cosa esprimono? Cosa ci possiamo aspettare da loro?

Cominciamo da Monti. Sul piano personale sappiamo che è cattolico, ha una forte visione morale (disprezza a fondo la politica italiana di oggi e il suo livello di corruzione), manifesta un carattere molto freddo (apparente o reale?); in politica è fortemente europeista ed ha accumulato relazioni importanti con l’establishment finanziario e politico internazionale; Monti Dejayla sua visione economica è un misto tra liberismo ed economia sociale di mercato. Ma il tratto caratteriale del Professore che più mi ha colpito è il suo fortissimo Ego, che finora ha tenuto ben nascosto ma che comincia inevitabilmente ad emergere.

Ecco due casi in cui l’ego può giocare brutti scherzi a Monti. Il primo riguarda l’IMU tassa che ha diversi e forti elementi di iniquità che possono essere, anzi vanno, corretti. Per esempio, da un lato le fondazioni bancarie e gli immobili adibiti ad uso commerciale della Chiesa non hanno pagato l’imposta (pare che dal 2013 la pagheranno, vedremo) e dall’altro lato la si fa pagare per la prima casa a tutti, indipendentemente dal reddito, inclusi gli anziani ricoverati in casa di riposo!
Chi ha messo il dito sulla piaga, ma guarda un po’, è proprio Silvio che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia. E questo sarebbe un motivo in più per ammettere e correggere l’iniquità dell’IMU. E invece no, Monti continua a ribadire l’inviolabilità dell’IMU in blocco!

Il secondo esempio è fresco, fresco di giornata. Nell’intervista a Uno Mattina il Professore manda un messaggio a Bersani affermando che “se vuole un PD e una sinistra che facciano veramente l’interesse dei lavoratori …..dovrebbe con un atto coraggioso silenziare un po’ questa parte del suo movimento”, riferendosi alla Cgil, alla Fiom e a Fassina. Monti e la sfida
Pochi minuti prima aveva detto che “…. tagliare le ali estreme, credo che sia una buona cosa”.

Se l’ego mi sembra quindi l’aspetto più pericoloso e infido di Monti, quello più positivo mi sembra la moralità e il desiderio di “Cambiare mentalità e comportamenti”, titolo del Capitolo 4 della agenda Monti, una specie di sotto-agenda in materia di giustizia e corruzione, piuttosto ampia e sostanziosa.

Passiamo a Bersani. Politico di professione, uomo di apparato e di potere partitico, ha percorso tutte le tappe dal Pci al PD, nei ruoli di governo ricoperti ha manifestato un notevole decisionismo, anche in materia di liberalizzazioni, e recentemente, spinto dalla sana competizione con Renzi, sembra avere imboccato un processo di rinnovamento del suo partito in una direzione democratico-progressista. Non è un politico passivo, cerca di coniugare attendismo con iniziativa. Anche Bersani ha scritto la sua agenda “Italia. Bene comune. Per la ricostruzione e il cambiamento”. Quanto ad ego anche Bersani non scherza e non afferra l’importanza di una urgente contromossa a Berlusconi sull’IMU. Mi fermo qui, per una discussione da bar ce n’è abbastanza.

Qual’è il terreno comune sul quale Monti e Bersani si possono ritrovare, con la benedizione dell’Europa e se non si mettono a litigare a furor di ego? Al di là del fatto che sui contenuti le due agende sono simili (è il parere di Eugenio Scalfari), incluso il tema Europa, se i precedenti profili da bar hanno un fondamento, direi che tra i due il Professore potrebbe essere il moralizzatore, con Bersani che stenta a seguirlo, ma che a sua volta potrebbe spingere Monti a politiche economiche socialmente più eque e meno contabili. Giovanna d'Arco e i corrotti in ParlamentoDal binomio Monti-Bersani non c’è da aspettarsi rivoluzioni, ma serie riforme e l’avvio di una lunga marcia sì. Già il fatto che l’ingresso ufficiale in politica di Monti abbia mandato in soffitta il ventennale scontro Berlusconi-Sinistra e messo in un angolo il Pdl è un bel passo avanti.
Eccessiva semplificazione, ingenuo ottimismo? Può darsi. Certo che se quanto sopra si verificasse potremmo vedere nel 2013 almeno l’inizio di una disinfestazione del mondo politico, amministrativo e istituzionale, premessa per una gestione efficiente delle nostre tasse, da cui discende tutto il resto. Assisteremmo anche in modo più sereno alle decisive elezioni tedesche di settembre, dopo le quali c’è da sperare che la rieletta Angela si decida a modificare la politica di rigore autodistruttiva che, anziché migliorare, peggiora i conti pubblici creando recessione e disoccupazione. E siccome siamo al bar, concludo dicendo: “Signora Merkel, noi italiani per il 2013 ce la possiamo ancora fare, poi o ti dai una mossa o saremo costretti, nostro malgrado, a far saltare il banco!”

Finanziamento ai partiti-Grafico

Ritenete più probabili o vi augurate altri sviluppi elettorali? Fatevi avanti, siamo al bar!

A chi vuole andare oltre le chiacchere da bar segnalo le seguenti letture.

Agenda Monti – 1)Luigi Zingales, Il Sole 24ORE, “Sulla crescita solo principi senza proposte” 2)Mario Seminerio, Phastidio.Net, “Agenda Monti, il lungo e difficile percorso verso la realtà” 2)Francesco di Lillo, “Elezioni 2013: l’agenda di Mario Monti” 3)Giavazzi e Alesina, Corrire della Sera, “Troppo stato in quella agenda“4)noiseFromAmeriKa, “L’Agenda Monti dopo cena

Bersani – 1)Mario Seminerio, Phastidio.Net, “Cose che il premier Bersani dovrebbe evitare di sognare” 2)Europaquotidiani.it, “L’agenda Bersani” 3)Pmi.it, “Agenda 2013 per le imprese a confronto

Germania –  1)De Grauwe, Vocidallestero, “Quello che la Germania dovrebbe temere di più è la sua stessa paura” 2)Blitz quotidiano, “La Germania prepara l’austerity. Stop del FMI” 3)Mario Seminerio, Phastidio.Net, “Papà Weidemann, oppositore extraparlamentare” 4)LA STAMPA, “La Germania prepara un piano di tagli, ma solo dalla prossima legislatura

6 thoughts on “Monti e Bersani, i due uomini, le due agende.

  1. Sembra comunque rafforzarsi l’idea – confermata dai più stretti collaboratori – di una “sua” lista elettorale. Una decisione definitiva non è ancora stata presa, ma molti elementi sembrano indicare che sarà quello l’approdo finale. Monti stesso, del resto, domenica scorsa aveva detto a Lucia Annunziata di ritenere necessario un «mandato elettorale e politico» a sostegno della sua Agenda. Facendo chiaramente capire di puntare sulla «società civile», sui voti cioè dei tanti che – aveva spiegato – gli dicono: «Ci tartassi, ma ci fidiamo».

    • “Ci tartassi, ma ci fidiamo”, grande sintesi, complimenti! Fiducia che i sacrifici (sperabilmente in un futuro non troppo lontano) saranno ripagati. Completerei con “.. e ci aspettiamo che moralizzi la politica e le istituzioni”. Che bagarre!

  2. caro prof secondo me è un bel casino ! Non mi fido ne dell’uno ne dell’altro ..peccato che non si affacci alla finestra un illuminato. Ciao

    • Neiva, mi sa che, in assenza di qualcuno di cui ci fidiamo totalmente (o molto), dovremo votare chi ci ispira …. meno sfiducia. Salvo rinunciare al voto, tentazione che non è mai stata così forte. Oppure focalizziamoci su un macro-obbiettivo prioritario (es. lotta alla corruzione politica o equità sociale) e votare chi sembra più deciso a perseguire quell’obbiettivo. Altrimenti ci resta la monetina o Lourdes. Ciao, un salutone a tutti voi. Uber

  3. monti ha sicuramente portato una forte innovazione nella politica del paese, ma adesso vuole la fiducia?? allora dovrebbe essere serio e coraggioso come lo è stato da tecnico!!…. credevo al progetto di una lista unica Monti sia alla Camera sia al Senato. ..
    invece ha prevalso la linea dell’unione (casini-fini ECC.ECC..) , forse una storia già vista?
    Vito

    • D’accordo, aggiungo anche che non è il top accettare un ex servo di Berlusconi come Frattini e, probabilmente farlo diventare senatore. Mi viene in mente quello che mi disse un americano conosciuto durante un volo tanti anni fa:”E’ dai tempi di J.F.Kennedy che noi americani non votiamo per un candidato presidente che ci piace, ma per quello che ci sembra meno peggio.” E infatti alle ultime elezioni del paese preso a modello della democrazia l’affluenza è stata del 62%! Cifra record che non raggiungeva da decenni!

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