Da cosa dipende il nostro Futuro/2-Lo Scenario Geopolitico secondo Pelanda

Per questo secondo post della serie sullo scenario del Futuro avevo previsto il tema delle diseguaglianze economiche. Con una variante di programma saltiamo invece dall’economia alla geo-politica, affrontando l’argomento dei rapporti di forza per la leadership mondiale.
Dalla fine della II Guerra Mondiale lo scenario geopolitico ha già attraversato due diverse fasi e sta vivendo oggi la terza: la prima – durata una quarantina d’anni – ha visto il confronto tra il blocco USA (e alleati, tra cui Europa e Giappone) e l’Unione Sovietica, la cosiddetta Guerra Fredda tra le due potenze atomiche, che – a dispetto della denominazione – ha attraversato fasi molto calde (Baia dei Porci e crisi di Cuba, ricordate?), fortunatamente senza la temuta catastrofe, di cui rimbombavano giornali e televisioni.
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Valéry Giscard d’Estaing: la Grecia si riprenderà solo uscendo dall’Euro

L’Euro è una catena per l’economia greca. Non lo dice un euroscettico, un economista sprovveduto o un populista anti-europeo, ma Valery Giscard D’Estaign, un padre fondatore della UE.

V. GISCARD D'ESTAIGNQuesta intervista è stata rilasciata da Valéry Giscard d’Estaing il 18 febbraio al capo redattore del quotidiano francese Les Echos (equivalente a Il Sole 24 ORE italiano). E’ decisamente sorprendente quanto dichiara questo importante personaggio interprete del percorso di costruzione della UE. Botta di arteriosclerosi o voce dal sen fuggita? Sussulto di obsoleta grandeur e di protagonismo? A voi la sentenza.

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Athenae Delenda Est – Paul Krugman

La visione di un economista americano sulla Grecia

Paula Krugman

Riporto le valutazioni a caldo dell’economista americano (premio Nobel 2008) Paul Krugman sulle trattative Grecia-UE in corso, che hanno visto ieri una rottura con il preoccupante nulla di fatto della riunione delle autorità finanziarie UE con il ministro greco Varoufakis.

OK, questo è stupefacente, e non in senso positivo. L’incontro di oggi dei ministri delle finanze dell’Eurozona per discutere il caso Grecia è fallito di fronte alla bozza di dichiarazione, che i Greci hanno descritto come “assurda.” E’ certamente un fatto eccezionale. Ecco qual’è secondo me la frase chiave:

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Conversazione con il Prof sull’Europa e l’Euro (Parte V)

Dalla Recessione Mondiale (2008-2010) alla Recessione Europea (2011-2014) : la (dis)Unione Europea è nuda.

D: “Allora Prof, perché nell’Eurozona alla Grande Recessione Mondiale del 2008-2010 ha fatto seguito la Grande Recessione Europea, mentre negli Stati Uniti la ripresa si è manifestata a partire già dal 2011?”

R: “In effetti i dati del Fondo Monetario Internazionale dicono che le cose stanno come dici tu: già nel 2011 il Pil degli USA ha superato il picco pre-crisi del 2007 e la disoccupazione, dopo aver raggiunto il 10% nel 2010-2011, è scesa all’attuale 5,8%. Per contro nell’EZ ancora nel 2014 il Pil non ha recuperato il valore del 2008 e la disoccupazione è nel 2015 a livelli record intorno all’11,5%. Negli ultimi 7 anni l’economia degli USA è cresciuta il 9% in più di quella dell’area di CambioFissoEuro.
Naturalmente stiamo parlando della ingannevole media di Trilussa, perché ancora i dati del FMI ci dicono che la Germania ha tenuto il passo dell’America, nei confronti dei quali noi italiani abbiamo invece accumulato un ritardo superiore ai 15 punti! 

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Conversazione con il Prof sull’Europa e l’Euro (Parte IV)

L’autointervista, un modo per semplificare temi complessi. 

Parte IV: l’EuroZona e la Recessione Mondiale 2008-2010

D: “Prof procediamo allora con la nostra conversazione ed entriamo nel periodo caldo, quello che ci porta ai giorni nostri.

R: “Per arrivare ai giorni nostri dobbiamo percorrere due tappe diverse: la prima è costituita dal mini ciclo triennale 2008-2010, quello della Recessione Mondiale, la seconda va dal 2011 al 2014, gli anni della Recessione Europea.”

D: “Cominciamo allora con il mini ciclo, quali sono i dati e la loro interpretazione? Continue reading

Conversazione con il Prof sull’Europa e l’Euro (Parte III)

L’autointervista, un modo per semplificare temi complessi. Per chi vuole approfondire, ci sono i link sparsi nel testo. 

Parte Terza: l’Illusione del “periodo d’oro” (1999-2007) 

D: “Eppure sappiamo che nella fase iniziale dell’Eurozona, dal 1999 al 2007, le cose non erano andate poi così male e che la situazione cambiò nel 2008, in seguito allo scoppio della crisi finanziaria anglo-americana dei mutui fantasma e dei derivati. Come lo spieghi Prof?

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Conversazione con il Prof sull’Europa e l’Euro (Parte II)

L’autointervista, un modo per semplificare temi complessi. Chi vuole approfondire può seguire i link seminati nel testo.                          

Parte II: la svolta del Trattato di Maastricht (1992)

D: “Torniamo allora alla svolta di Maastricht.

R: “Inquadriamola innanzi tutto nel contesto storico nel quale è avvenuta.
Il
 Trattato Maastricht, che produce il “salto di qualità” verso un Europa a trazione tedesca, è stato firmato 3 anni dopo la caduta del Muro di Berlino. Non si tratta di un caso perché questo avvenimento segna la fine del ciclo storico del dopoguerra e contribuisce in modo determinante ad avviarne un altro, non soltanto in Europa ma nel mondo intero e se vuoi potremmo farne oggetto di un’altra conversazione.”

D: “Volentieri, ma restiamo intanto sugli avvenimenti europei Continue reading

Conversazione con il Prof sull’Europa e l’Euro (Parte I)

L’autointervista, un modo per semplificare temi complessi. Per chi vuole approfondire, ci sono i link seminati nel testo.

Parte I: dal dopoguerra al Trattato di Maastricht (1992).

D: “Allora Prof, dovremmo uscire o restare nell’EuroZona?

R: “Con una classe dirigente onesta e preparata dovremmo uscire domani mattina, anzi non ci saremmo neanche entrati, come hanno saggiamente deciso nell’interesse delle loro nazioni Regno Unito, Danimarca e Svezia negli anni ’90, riservandosi di farlo in futuro. Una unione monetaria non si può fare prima di quella politica e fiscale, è come come costruire una casa con il tetto, ma senza le pareti e impianto di riscaldamento.”

D: “E con questa classe dirigente?
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Il balletto di Ferragosto intorno alla Troika

Negli ultimi mesi si stanno moltiplicando le dichiarazioni verbali e scritte di importanti interpreti della vita pubblica italiana ed europea che auspicano un commissariamento del nostro paese da parte della Troika (BCE-FMI-UE). Cito due esempi illustri, il primo di Eugenio Scalfari, il secondo di Mario Draghi.

L’editoriale di Scalfari su Repubblica del 3 agosto
Come in tutti i suoi editoriali domenicali, anche in questo Scalfari sviluppa un giro d’orizzonte sui più importanti avvenimenti italiani ed internazionali della settimana trascorsa. Quando arriva ai fatti di casa nostra, l’autore esprime valutazioni negative sui risultati economici del governo e dichiara anche di intravedere “una alleanza stabile e non più limitata alle sole riforme costituzionali” di Renzi con Berlusconi.

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La Prima Crociata di Renzi

E’ partita la Prima Crociata di Renzi contro i frenatori delle Riforme in Italia e contro i Falchi europei del Rigore. Non sarà molto lunga ed altre probabilmente seguiranno.

Molti italiani sperano che l’ex sindaco di Firenze abbia successo nel suo slancio innovatore e di cambiamento epocale che annuncia ripetutamente da quando è entrato nell’agone politico nazionale ed internazionale. Ma quante chance ha di riuscirci? In questa prima fase il Matteo nazionale ne ha a mio avviso poche, i rapporti di forza sono a lui troppo sfavorevoli. Continue reading