La saga dell’Euro: l’autunno e l’inverno prossimo venturo.

Con l’inizio dell’autunno è finita la tregua estiva, effetto delle mosse di Draghi. Il Governatore della BCE infatti non ha affatto risolto i problemi economici e sociali dell’Europa, ci ha messo una grossa pezza, ha guadagnato tempo buttando la palla nel campo della politica.

L’effetto Draghi è stato notevole e di natura esclusivamente psicologica: senza scucire un euro il costo dei Btp e dei Bonos si è allontanato dai pericolosissimi livelli di guardia. Il Governatore continua a tessere la sua tela all’interno del mondo tedesco per isolare Bundesbank e i falchi tedeschi che continuano a fargli la guerra. Ma la tregua è finita proprio perché nel campo della politica si è accesa nelle ultime settimane la spia rossa, a cominciare dai due paesi più vulnerabili, Spagna e Italia.

In Spagna, oltre alle previste notizie negative sul fronte economico-finanziario, si è aperto un caldissimo tema politico che ha radici storiche interne, ma che potrebbe diventare di attualità anche in altri paesi europei: sulla scia della recente imponente manifestazione pubblica pro-secessione , il Presidente della Catalogna ha indetto elezioni anticipate per il 25 novembre, il che suona  tanto come una premessa ad un successivo referendum sulla  autonomia della regione dal governo centrale, il cui esito sarebbe scontato. Il vero tema del contendere è il trasferimento di imposte dalla Catalogna ad altre regioni della Spagna. Nel frattempo il Primo Ministro Rajoy rinvia gli interventi per risanare il sistema bancario spagnolo nonché la richiesta di intervento della BCE per l’acquisto dei titoli di stato, solleticando i mercati finanziari, che stanno cominciando a reagire alla provocazione.

In Italia lo squallore e la decomposizione del regime partitocratico, e della vita pubblica ad esso connessa, continua a fare  affiorare spaventosi  bubboni di corruzione e ruberia pubblica. Le richieste di pulizia e di rinnovamento rivolte allo stesso mondo politico cadono ovviamente nel vuoto. I due partiti principali (Pd e Pdl) son in forte crisi interna e sono alte le probabilità di scissioni/decomposizione, il che non sarebbe poi un gran male. A ciò fa da contraltare la crescita del Movimento 5 Stelle che non è però capace di passare dalla fase di protesta a quella organizzativa e di proposta politica di governo nazionale. A differenza della Spagna che ci è andata di recente, l’Italia andrà presto alle urne e molti si aspettano un tornado per i partiti di potere (sia per i voti espressi che per l’astensionismo), ma anche un esito di sostanziale ingovernabilità di coalizioni di parte. Ciò porterebbe, gioco forza, ad un governo di emergenza, che avrebbe molto senso qualora avesse il compito di rivedere il nostro assetto istituzionale, mettendo anche mano alla Costituzione: dalla sfera politica (legge sui partiti, legge elettorale, tagli dei costi) a quella fiscale con un appropriato federalismo, dalla riforma della giustizia a quella delle istituzioni politiche. Per poi – un poi pittosto lunghetto – andare di nuovo alle urne. E’ uno scenario realistico? Sì, io penso che qualcosa del genere accadrà, sull’intensità e il risultato delle riforme ho invece più dubbi.

Il quadro politico europeo è poi sempre incorniciato nella ambiguità della Merkel-la temporeggiatrice, che ha il suo orizzonte temporale fissato sulle sue elezioni politiche di settembre 2013. Non vuole fare mosse pro-europa troppo ardite (come ad esempio l’unione bancaria), ma non può neanche permettersi il suo tracollo. In sostanza vuole la classica botte piena e moglie ubriaca. E’ vero anche che la Cancelliera comincia ad ammettere in interventi pubblici che l’economia della Germania non è un’isola felice, ma che dipende in larga parte da quella del resto d’Europa – fatto ancora più rilevante alla luce del forte rallentamento dell’altro mercato di sbocco delle esportazioni tedesche, quello cinese. Ed è anche verosimile che la Merkel stia diventando meno rigida sui tempi di aggiustamento dei conti pubblici. Ma questo è ancora una volta il passo della lumaca.

Nell’insieme i politici e i governi europei sono incapaci di rilanciare la crescita economica e il lavoro, di intervenire sui previlegi gli sprechi e le iniquità delle aree parassitarie, la povertà sale e il tenore di vita scende, alimentando la pretesa di autonomia/federalismo fiscale da parte delle regioni più produttive. Insomma l’invocazione di Draghi alla politica è caduta nel vuoto e la sua pezza ha già esaurito i suoi effetti. Ma qualcuno accuserà certamente i soliti “cospiratori internazionali dei mercati finanziari”.

Conclusione: la Spagna dovrà presto chiedere di sostenere i Bonos spagnoli alla BCE – procedura che prenderà il suo tempo e che poi metterà veramente alla prova lo scudo-Draghi. Se lo scudo funzionerà per la Spagna – e io penso di sì – noi potremo evitare di seguirne l’esempio e ancora più importante diventerà come ci giocheremo il nostro futuro con il voto dell’anno prossimo. Fino a quel momento non credo che l’euro salterà (nonostante il desiderio in tal senso della maggioranza dei tedeschi), da lì in poi gli avvenimenti italiani potrebbero essere la classica goccia  che fa traboccare il vaso o il vero punto di svolta dell’Europa.

E Cina e Stati Uniti? Sono impegnati a contendersi la leadership mondiale e hanno già i loro problemi interni a cui badare: a loro va benissimo un’Europa cucinata a fuoco lento, non sono invece tifosi di un crollo europeo. Quindi, analogamente a quanto detto sopra per l’Italia, sono i popoli europei e le loro classi dirigenti che si giocano il futuro.

P.S. Una precisazione: l’orizzonte temporale di questo post sull’eurozona è volutamente di breve termine. E’ una interpretazione soggettiva degli sviluppi in corso integrata da qualche proiezione sul 2013. Non sono entrato quindi nel merito dei limiti strutturali della “costruzione” europea e della loro origine, ho appena sfiorato il contesto geopolitico di cui è parte integrante, così come non ho parlato, se non con un inciso, del ruolo della finanza mondiale. Temi che proverò a sviluppare in futuro. 

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4 thoughts on “La saga dell’Euro: l’autunno e l’inverno prossimo venturo.

  1. Ciao Prof
    mi piacciono le Tue analisi. Ne vorrei aggiungere una di fondo.
    Con l’entrata in vigore dell’EURO (dieci anni fa) l’italia risparmiava 40 milioni di Euro all’anno di interessi,che per 10 anni fanno 400 milioni.
    QUESTI soldi dovevano servire per ridurre il Debito pubblico che ora sarebbe di circa Un miliardo e 200 milioni e non avremmo NESSUN PROBLEMA di spread e collocamento di titoli.
    Operazione che hanno fatto i paesi Nordici con GERMANIA in testa.

    ITALIA,spagna,grecia,portogallo, hanno preferito spendere,scialacquare e rubare soldi per continuare ad avere il favore dei vari BATMAN di turno.
    Ora non rimane che aumentare le tasse o tagliare violentemente le spese.
    Entrambe le soluzione portano ad una depressione irreversibile.

    La lotta alla evasione un ritornello che ci accompagna tutti i giorni da trentanni ( parlano di 140 milioni di euro di evasione), ma che ci dicano una volta per tutte quali sono i settori e le attività che evadono e le relative cifre, anche perchè siamo vicini al collasso di tutta l’economia e quindi non ci sarà più evasione ma disastro economico.

    Le ultime notizie, aggiunte a quelle degli ultimi cinquantanni, parlano di Sprechi,privilegi assurdi.ruberie,ecc. a livelli superiori alla evasione fiscale.

    Abolire le regioni e le provincie è il minimo che si possa fare dal momento che in DIECI anni la politica oltre che ai soldi della Tasse ha usufruito anche quelli dovuti al risparmio degli interessi sul debito pubblico( 40 milioni annui)

    anche perchè con la storiella che NON tutti rubano, in realtà rubano tutti.

    PECCATO perchè una gestione virtuosa con l’entrata in vigore dell’Euro non ci avrebbe cacciato in questa situazione (Vedi germania)

    • Sacrosanta la tua aggiunta, Gianni. Bastava non compensare le minori uscite per interessi con aumenti di spesa clientelare o inefficiente. Magari non nel modo lucido in cui l’hai esposto tu, ma credo che molti italiani ne abbiano la consapevolezza. Se è così, qualche speranza l’abbiamo ancora.

  2. caro amico prof sei un mago! ci vorrebbero politici alla tua altezza ( annary mi ha avvisata di non dirtelo ma non riesco a tacere ) ciao

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